«Sei l’ultimo comunista rimasto». Questa frase l’ha proferita il liberal diessino Lanfranco Turci apostrofando il segretario della Quercia dell’Emilia Romagna, Mauro Zani.


«Sei l’ultimo comunista rimasto». Questa frase l’ha proferita il liberal diessino Lanfranco Turci apostrofando il segretario della Quercia dell’Emilia Romagna, Mauro Zani.
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<center>PAULER</center>
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"Sei l'ultimo anticomunista". Questa frase l'ha detta l'autore del "Libro nero del comunismo" a Silvio Berlusconi.
Corriere della Sera (06 marzo 1998)
Stephane Courtois invitato da An a un dibattito concorda con Fini: in Italia non c'e piu il <pericolo rosso>
E l'autore del <Libro nero del comunismo> da torto a Berlusconi
ROMA - Arriva in Italia, partecipa a un programma radiofonico, due conferenze, un incontro con i giornalisti e riceve una querela dall'ex marxista Maria Antionetta Macciocchi. Tournée rapida ma intensa quella di Stéphane Courtois. Tutti si aspettano che dietro al suo blitz romano ci sia il Cavaliere. E invece no: l'autore del Libro nero del comunismo, edito da Mondadori, approda nella Capitale invitato da An, parla con i giovani di quel partito e dialoga con un suo esponente di spicco come Domen ico Fisichella. Eppure, il volume sui crimini marxisti, che in Francia ha scatenato polemiche a non finire, fece irruzione tra i delegati di An a Verona proprio grazie a Silvio Berlusconi che regalò loro cinquemila copie. Non solo. Il leader di Forza Italia ne approfittò per un attacco a 360 gradi contro i comunisti «ancora in agguato» facendo storcere il naso al presidente di An Gianfranco Fini. Niente. Nel giorno di Courtois il Cavaliere è assente. Anzi, incassa persino una critica dall'auto re che, pur senza nominarlo, sostiene che in Italia «il pericolo del comunismo non esiste più». Il presidente di An invece merita i suoi complimenti: «È contrario alla strumentalizzazione della storia da parte della politica». Ma c'è di mezzo anche la base. Perché, malgrado l'affondo di Forza Italia, sembra che ancora una volta a vincere la partita dell'anticomunismo militante sia Alleanza nazionale. La tournée è organizzata dall'europarlamentare del partito Roberta Angelilli che, alle 11, fa incontrare Courtois con i giovani simpatizzanti del partito, universitari e liceali dell'ultimo anno. E che prima di iniziare il dibattito ricorda che nei libri italiani «non ci sono ancora le foibe, né il massacro degli anarchici in Francia da parte dei comunisti». Lui, Courtois, camicia crema a scacchi, barbetta bionda a pizzo, confessa di essere stato «maoista professionista» fra i 20 e i 25 anni. Poi, una volta pentito, ha cominciato a studiare il marxismo, in pratica per distruggerlo stor icamente dimostrando che, in quanto a crimini, non era stato secondo a nessuno. Fino alla pubblicazione del libro, scritto insieme ad altri cinque storici e «miracolato» dall'apertura degli ex archivi sovietici avvenuta dopo il '91. Si infiltra anc he un militante della Fiamma Tricolore di Rauti e riesce a fare una domanda sui «negazionisti» delle camere a gas, ma subito intervengono i giovani di An: «Non è dei nostri». Tante, invece, le domande sul doppiopesismo tra nazismo e comunismo, sulle foibe e sul comunismo italiano. Ma Courtois tratta bene Togliatti e il Pci: «Sottomessi alla cultura democratica hanno dovuto per forza di cose cambiare: oggi in Italia non c'è più il pericolo comunista». Soddisfatto della sua giornata romana, Cour tois rischia però di uscirne con qualche strascico giudiziario. Maria Antonietta Macciocchi minaccia di querelarlo. Lo annuncia la stessa ex deputata del Pci a «Radio anch'io» durante un vivace scambio di battute con l'autore del «libro nero». Non ha gradito il fatto di essere stata inserita tra gli «adulatori di Mao». Denuncia: «È uno storico superficiale che confonde le cose: io sono stata perseguitata dal comunismo francese». Ma Courtois insiste: «La Macciocchi era una fanatica maoista come m e». E il caso rischia di finire in tribunale.


In Italia non c'è più un pericolo rosso (salvo il terrorismo rosso e salvo l'estremismo violento di gran parte del "movimento", ma si tratta di pericoli di ben altra natura rispetto a quello costituito per molti anni dal PCI congiuntamente al blocco sovietico). In Italia tuttavia .....si prosegue a non voler fare i conti con il passato del paese. Due anni fa il partito dei democratici di sinistra, membro dell'Internazionale Socialista (grazie a Craxi e De Michelis) ha presentato una relazione alla "Commissione Stragi" del Parlamento italiano che ha ripreso puntualmente le mistificazioni ed i miti sostenuti da decenni dalla vulgata storiografica marxista e azionista, corredata da requisitorie e teoremi di militanti politici prestati alla magistratura inquirente, e dai frutti avvelenati delle disinformazione sovietica.
Il succo del "ragionamento" dei socialdemocratici diessini sovverte e inverte quasi completamente le verità elementari sulla guerra fredda, trasformando le eccezioni in regole, le deviazioni in norme, e giungendo ad una sostanziale parificazione morale e politica fra le due parti in lotta.
La storiografia scientifica, per quanto si è occupata della questione, ad iniziare dalla mistificatoria teoria del "doppio Stato", ha confutato radicalmente nel metodo e nel merito simile "lavoro", che è tutt'altro che un caso isolato, ma rappresenta una concezione tutt'ora egemonica nella cultura italiana. I miti sono difficili da rimuove e sopravvivono alla fine delle ideologie e degli interessi che li hanno generati.
L'esito dell'analisi critica di simili teoremi.... si può riassumere nel solo titolo di uno degli articoli pubblicati sulle riviste storiografiche più prestigiose, segnatamente sulla defeliciana "nuova Storia Contemporanea" ad opera del prof. Perfetti : " Commissione Stragi e Strage della Storia ".
Il tentativo di equiparare vincitori e vinti della guerra fredda è simmetrico a quello di equiparare vincitori e vinti della guerra civile di liberazione. La storiografia deve senz'altro fare piena luce anche sugli e degli errori, degli abusi, delle deviazioni, dei delitti dei vari vincitori, ma non può certo con ciò sovvertire il verdetto che la Storia stessa ha irrevocabilmente dato. Il "pericolo rosso" e il "pericolo nero" non sono pertanto relativi a presunte "prese del potere in modo rivoluzionarioa" da parte delle estreme. Non è sicuramente questo all'ordine del giorno. Detto pericolo è invece quello del persistere di un inquinamento culturale che dura da troppo tempo. Detto pericolo persiste in certe mentalità ....che continuano al di là del venire meno delle convinzioni ideologiche delle quali furono al contempo l'effetto e il supporto. Questo ultimo è tuttavia tutto un altro discorso che non c'entra con l'utilità della ricostruzione corretta del passato recente del mondo occidentale, dell'Europa e della nostra Patria. Come non c'entra niente con le politiche sbagliate dei governi di Centrosinistra.
Saluti liberali


ahahahahahhahahaahahahahahahhahahahahahahahahahaha hahahahaahahahOriginally posted by Pieffebi
Due anni fa il partito dei democratici di sinistra, membro dell'Internazionale Socialista (grazie a Craxi e De Michelis) ha presentato una relazione alla "Commissione Stragi" del Parlamento italiano che ha ripreso puntualmente le mistificazioni ed i miti sostenuti da decenni dalla vulgata storiografica marxista e azionista, corredata da requisitorie e teoremi di militanti politici prestati alla magistratura inquirente, e dai frutti avvelenati delle disinformazione sovietica.
C'e' ancora in giro gente che riprende puntualmente le mistificazioni ed i miti sostenuti da decenni dalla vulgata storiografica democristiana e fascista, corredata da requisitorie e teoremi di militanti politici prestati alla magistratura inquirente, e dai frutti avvelenati delle disinformazione dei servizi segreti.
Leggi Panorama, anticipazioni sulla prossima strage.


I post di questo forum sono destinati a tutti, salvo a coloro che non hanno la possibilità di capirli e che per di più sostengono ideologie intrinsecamente antidemocratiche.
Saluti anticomunisti


Vedo che si tirano in ballo i Democratici Cristiani;
1 i comunisti sono anti-popolari perchè quando De Gasperi presentò la legge agraria il PCI votò contro.
2 se voi foste stati dall'inizio al governo avremmo fatto la fine dell'Albania, cioè l'estrema povertà!!!
G. Spidalieri


Saluti......
....centristi, democristiani,popolari.
G. Spidalieri


1 .********* . La legge agraria è stata la prima cosa chiesta dai comunisti. Voi avete risposto facendo sparare alla Mafia contro i contadini in Sicilia. Inoltre i DC sono conosciuti per aver sempre privilegiato finanziariamente la classe agraria, a spese del resto del paese. Ricordo solo le milioni di pensioni elargite dalla DC.Originally posted by Gaudenzio
Vedo che si tirano in ballo i Democratici Cristiani;
1 i comunisti sono anti-popolari perchè quando De Gasperi presentò la legge agraria il PCI votò contro.
2 se voi foste stati dall'inizio al governo avremmo fatto la fine dell'Albania, cioè l'estrema povertà!!!
2 La storia non si fa con i se. Prendere nel 2002 voti per l'anticomunismo, invece che per le proprie proposte, è segno della pochezza della classe dirigente del paese.


AHHAHHAHAAHHAHAAHAHAHAHAHHAHAHAHAHAHAHAHAHAOriginally posted by AngelodiCentro
1 Il PCI non voleva la legge agraria, più che altro voleva il comunismo agrario.La DC invece ha rifiutato la lotta di classe: ha distribuito le terre ai più poveri,
i poveri.. mafiosi.
A quelli si che avete dato la terra.
Noi abbiamo chiesto ed ottenuto la riforma agraria, la DC ci ha mangiato sopra, come al solito.


Noi non prendiamo solo voti per l'anticomunismo ma anche e soprattutto per i nostri programmi che hanno dato all'Italia democrazia, sviluppo economico-sociale e libertà.
Mi meraviglio di voi quando parlate di programmi. Il vostro unico scopo è instaurare il regime rosso e sopprimere tutte le libertà conquistate in 50 anni!!!
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G. Spidalieri