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Risultati da 11 a 20 di 30

Discussione: Come vi definite??

  1. #11
    W Charles A. Lindbergh 21.5.1927
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    la Terra, quarta via, presso l'Unione Nazionale per la Giustizia Sociale - Fronte Cristiano. NO AL NAZISMO DISUMANO; NO AL FASCISMO LIBERTICIDA; NO AL CAPITALISMO SFRUTTATORE; NO AL COMUNISMO ATEO.
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    fascista repubblicano, cattolico apostolico romano, ammiratore della Dottrina Sociale della Chiesa Cattolica pre e post conciliare, ammiratore della Falange Spagnola joseantoniana e ramirista, anti-franchista.
    Le etichette contano poco, comunque. Sono le azioni ed i risultati che hanno sempre contato e continueranno a determinare il presente ed il futuro.
    Prosit

  2. #12
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    Tradizionalista (con profonde radici, fra l'altro, nel meglio del Fascismo italiano e del Nazionalsocialismo germanico), gnostico cristiano, differenzialista, etnonazionalista, monarchico (ma solo con riferimento alla Casa dei Borboni di Napoli)...

    Saluti.

  3. #13
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    ferma restando l'inanità e l'insufficienza delle etichette -come ricorda il buon Paul Atreides-, ho risposto "comunitarista", nel senso di fautore di un modello comunalista-organico di convivenza umana, solidamente radicato nella Tradizione, ordinato dai tempi non lineali-progressivi ma ciclico-acronici della Storia mossa da processi naturali ma anche da un Destino sacrale cosmico cui attingere con gli eterni strumenti della religio.

    Per non farla lunga quindi: comunitarista, tradizionalista, rivoluzionario palingenesico (e conservatore), nazionalista, eco-razzialista.

    Dato che le etichette a molti di noi non piacciono, propongo di aprire un thread dove presentare in extenso la visione particolare del mondo di ciascuno.

    saluti

  4. #14
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    Nazional-comunista.

    Nazionale, perchè nel destino di un un uomo viene prima il senso dell'appartenenza, la connessione naturale e spirituale con la propria terra e con la propria comunita di destino. Nel marasma moderno del capitalismo mondiale, la Nazione, in tutti si suoi connotati, permane come l'unico e autentico fulcro di riferimento.

    Comunista, ben lungi dai miseri campioni del comunismo attuale e dall'internazionalismo. Il comunismo, almeno come da me inteso, ha il pregio di ridurre tutto all'essenziale, di porre un freno alle schizofrenie dell'economia mercantile, di ridurre ai minimi termini l'egemonia economica, di liberare l'uomo dalla sfera del bisogno e del consumismo più animalesco e di ricondurlo su un piano superiore e trascendentale della vita, di liquidare ogni forma di conflitto di classe, di invidia sociale, di sopraffazione capitalistica e stabilire la vera coesione comunitaria, popolare e sociale.

    E' l'unica strada verso una rivoluzione integrale della società.

  5. #15
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    Fascista repubblicano.

    Ciao


  6. #16
    lobosinistro
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    Mi sento da tutto indipendente.

    Diciamo che nel mio strano anarchismo (forse addirittura presunto) c'è ampio spazio, o meglio ammirazione, per varie manifestazioni di Tradizione e Conservazione. Senza una logica precisa.

    Un saluto

  7. #17
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    Originally posted by Tomás de Torquemada
    Tradizionalista (con profonde radici, fra l'altro, nel meglio del Fascismo italiano e del Nazionalsocialismo germanico), gnostico cristiano, differenzialista, etnonazionalista, monarchico (ma solo con riferimento alla Casa dei Borboni di Napoli)...

    Saluti.
    Scusa l'ignoranza, ma che vuol dire gnostico cristiano?

    Saluti

  8. #18
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    Anarchico in quanto estremamente libero di credere e di lottare per i miei principi; di destra se per essa si intende la casa dei valori tradizionali
    Per la Destra di Popolo.

  9. #19
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    Originally posted by cornelio


    Scusa l'ignoranza, ma che vuol dire gnostico cristiano?

    Saluti
    Caro Cornelio,

    ti rispondo proponendo anche in questo spazio una sintesi dei fondamenti dello gnosticismo cristiano scritta da Ichthys (gnostico anche lui...)...

    Salutoni.



    Innanzitutto lo "gnosticismo" va distinto dalla "gnosi" in generale che può essere presente in qualunque religione; non possiamo, come generalmente si fa, confondere i due termini. Essi, in quanto si riferiscono a contenuti e periodi storici molto diversi, devono restare ben distinti.

    Per gnosticismo si intende generalmente un grande movimento ritenuto eretico dalla grande Chiesa, sorto e fiorito nell'ambito del Cristianesimo delle origini (I-IV secolo). Tale definizione, che risente della scarsità delle fonti storiche, appare oggi riduttiva e inesatta: il ritrovamento dei testi di Nag-Hammadi (1945) ha permesso di aggiungere nuovi documenti a quelli finora esistenti (essi sono per lo più frammenti di scritti gnostici riportati dai cosiddetti "polemisti", cioè Padri della Chiesa confutatori dello Gnosticismo) e di rendere più chiaro il profilo del fenomeno.

    In senso più moderno, lo Gnosticismo va quindi definito come un movimento spirituale complesso collegato alla predicazione di Gesù di Nazareth, che ebbe origine nel primo secolo dopo la sua morte.

    Per comprendere tale movimento, bisogna aver chiaro il contesto politico, storico, sociale, filosofico e religioso in cui la predicazione di Gesù si svolse e che è rappresentato dal particolare assetto culturale del bacino del Mediterraneo dell'epoca, in cui confluivano le spinte più disparate. Il fenomeno "colto" dell' Ellenismo, già di per sè di difficile comprensione, e del Neoplatonismo si scontrava con gli aspetti folklorici e popolari della tradizione asiatica, ebraica ed egiziana nella ricerca di una risposta a quattro quesiti fondamentali, sempre relativi al problema della conoscenza (in lingua greca, gli gnostici venivano definiti "coloro che perseguono la conoscenza") : quello "ontologico" (chi siamo), quello "soteriologico" (come ci salviamo), quello "escatologico" (chi è Dio), quello "cosmologico" (struttura e significato dell'universo).

    Il messaggio di Gesù ebbe quindi una comprensione anche molto diversificata che, per quanto riguarda lo Gnosticismo, portò alla formulazione di alcuni temi fondamentali e alla realizzazione di una caratteristica organizzazione sociale. Aspetti che si trovano tutti, con maggior o minor sottolineatura, nei diversi sistemi gnostici del Cristianesimo nascente.

    I suoi caratteri sono i seguenti:

    essere riassunti in:

    - interpretazione dualistica e antonimica della realtà, divisa tra bene e male (influenza asiatica della dialettica degli opposti);

    - affermazione delle origini divine della vera anima dell'uomo, visto come emanazione dell' Assoluto (dottrina delle "nobili origini", di influsso neoplatonico);

    - percezione di vivere in un mondo estraneo alla propria vera natura e dominato dal male (tema dell'esilio di origine ebraica);

    - centralità del concetto di salvezza come compito, nel senso che il ritorno al Bene originario è concepito come supremo obiettivo dell'esistenza (dottrina del "ritorno al Padre", di influenza cristiana);

    - affidamento del ruolo specifico di salvezza alla Conoscenza ("Gnosi"), o alla sapienza ("Sophia") (influsso ellenistico) attraverso un lavoro di perfezionamento interiore basato sull'eliminazione dei difetti e sulla semplificazione della propria vita (Plotino);

    - valorizzazione della cosmologia, del magico, del meraviglioso (influsso medio-orientale);

    - concezione della circolarità del tempo e dell' eterno ritorno in un mondo percepito come fallace ed illusorio (influsso indostano).

    Non dobbiamo dimenticare che nello Gnosticismo convivono due anime in un certo senso antitetiche: quella "colta", che predilige la speculazione intellettuale, e quella "popolare" che, anche volendo trascurare gli aspetti "sotterranei", si esprime attraverso la cultura del mito. Arconti, demiurghi, eoni, personaggi fantastici, personificazioni simboliche affollano il mondo dello Gnosticismo che, con estrema semplificazione, può venir ricondotto a quattro grandi sistemi:

    quello di Simon Mago (I secolo);
    quello di Valentino (II secolo, siriaco-egiziano);
    quello di Mani (III secolo, iranico);
    quello di Marcione, che più di tutti influì nella scissione della Chiesa Ortodossa e che resistette fino al IV-V secolo.

    L'UOMO

    L'uomo è formato da tre elementi: l'anima (psyche), lo spirito (pneuma) o scintilla divina e il corpo.
    Lo pneuma è l'entità originaria ricoperta dalla psyche e dal corpo (diviso in corpo semimateriale e materiale).
    Lo pneuma è il principio acosmico trascendente nell'uomo, in genere nascosto e non svelato nelle sue preoccupazioni terrene, o che si rivela negativamente in un sentimento di estraneità, di non completa appartenenza, e che diviene positivo quaggiù soltanto per mezzo della Gnosi tramite Cristo, la quale nella contemplazione della luce divina di cui è parte gli fornisce un contenuto acosmico di ciò che le è proprio e lo restituisce così nella sua primitiva condizione, ora oscurata.
    Il termine psyche è riservato al rivestimento cosmico manifesto. L'anima viene creata col corpo e soffre degli influssi della materia (ma non lo spirito); l'anima aspira ad essere liberata ma è trattenuta dal corpo che la tiene a sé per mezzo del corpo semimateriale. Il compito dello spirito è quello di strappare l'anima ai vincoli materiali, impedendogli così di reincarnarsi ancora rischiando di subire ulteriori cadute e deterioramenti, e di recarla con sé, attraverso i vari cieli o dimensioni, alla Luce fondendosi con essa, come una goccia nel mare.



    Il problema del male e della sua origine differenziano lo gnosticismo dagli altri cristianesimi; è un argomento nel quale, andando avanti, sia cattolici che ortodossi - ma anche protestanti, mormoni, testimoni di Geova, etc. - purtroppo inciampano costantemente.

    Lo gnosticismo ritene, innanzitutto, che Dio non sia artefice diretto della creazione del mondo, alla quale, del resto, avrebbe partecipato una pluralità di enti... Nell'"incipit" della "Genesi", ad esempio, si legge "berešit bara elohim" = "in origine c'erano gli dèi"... E più volte, nel testo, il plurale ritorna... La lettera dimostrerebbe, dunque, l'esistenza di molteplici entità, proprio come sostengono gli gnostici, in quanto, pur esistendo un solo Dio vero e proprio, c'è anche una moltitudine di "arconti", ciascuno dei quali è preposto a una diversa dimensione, per non parlare delle numerosissime e profonde discordarze tra Vecchio e Nuovo Testamento (ingiustificabili se si afferma che la Verità è una e non può contraddire se stessa). Eppure, nelle versioni italiane si parla di "Dio" che creò il cielo e la terra... Poco dopo, un altro passo interessante... Leggiamo: "Dio disse: 'Sia la luce'"... Questo dimostra che sta agendo un arconte, poiché Dio è già luce, e non avrebbe avuto bisogno di una formula per ottenerla...

    Posto ciò, dunque, si ritiene che il "male" fosse presente in origine in quanto insito già nella struttura del mondo... Quest'ultimo è fatto di materia e la materia è imperfetta, sicché, per quel che la riguarda, vige uno spietato, e "ingiusto", principio di casualità, che fa sì che ciascuno di noi nasca con determinati condizionamenti, positivi o negativi, sia di ordine biologico o biopatologico (ad esempio, una più spiccata avvenenza, o una malattia, o una maggiore predisposizione all'aggressività... ), sia di ordine sociale (anch'essi indipendenti dal nostro volere... Se io stesso fossi nato in un contesto differente, ad esempio in una famiglia induista o musulmana, non sarei ciò che sono oggi...).

    In altre parole, il "libero arbitrio" dell'uomo è, in realtà, fortemente limitato dalla materia, e questo crea seri conflitti con gli asseriti principi della fratellanza degli uomini e della paternità di Dio... Esempi concreti: un bimbo di due anni muore di leucemia... Dov'è Dio? Perché non interviene? Una bambina è stuprata e uccisa da un maniaco... Perché Dio non fa nulla per impedirlo? Quale padre permetterebbe a un suo figlio di tenere un comportamento simile senza intervenire? Anche questa è conseguenza del peccato originale? Il soggetto passivo, il soggetto che subisce un danno, che libero arbitrio può avere?

    Piuttosto che una semplice eresia sorta nell'ambito del Cristianesimo delle origini, lo Gnosticismo, più opportunamente, può essere inteso come un complesso movimento di pensiero religioso organizzato in diversi sistemi dottrinali nel contesto del Cristianesimo storico, destinato ad essere emarginato per il predominio di altri movimenti, più funzionali per ragioni di opportunità politica, che poi diedero luogo alla cosiddetta "ortodossia".

  10. #20
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    Fascista Repubblicano, ma poteva andarmi anche meglio la definizione di socialista nazionale (che è altro rispetto alla definizione nazionalsocialista di hitleriana memoria) o nazionalpopolare.

    Mi fa specie che molti si definiscano fascisti repubblicani e poi tirino in ballo il cattolicesimo tradizionalista.
    Con tutto il rispetto verso il cattolicesimo tradizionalista, bisogna rendersi conto che il pensiero e la visione della società che è propria del fascismo rivoluzionario, diciamo di sinistra, non può contemplare o convivere su uno stesso livello con una dottrina religiosa che è per sua natura totalitaria e pervasiva anche di aspetti della vita che riguardano la sfera della politica.
    Il fascismo repubblicano è per una libera chiesa in libero Stato, lo Stato cioè deve essere laico e pienamente sovrano, non so se ad un cattolico tradizionalista così come d'altra parte ad un mussulmano "integralista" possa andare bene questa prospettiva.
    Insomma basterebbe riflettere di più su cosa si vuole veramente, spesso più cose insieme non possono coesistere, pena la loro dissoluzione o la loro contaminazione.

 

 
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