MILANO - Allarme bomba nel milanese. Un ordigno, di tipo rudimentale, è stato trovato davanti allo stabilimento milanese della Fiat in via Grosio, alla periferia Nord della città. Poco dopo un secondo ordigno, dello stesso tipo, è stato rinvenuto a Monza, vicino alla sede della Cisl della Brianza nella centralissima via Dante. Al momento non ci sono rivendicazioni. Le indagini sono state affidate ai sostituti procuratori dell'antiterrorismo di Milano. Intanto i carabinieri confermano: "l'ordigno rinvenuto a Monza è omologo a quello di Milano". Entrambi, aggiungono, potevano esplodere, ma sono stati fabbricati male.
L'ordigno trovato davanti alla sede Fiat verso le 7 e 40 è di tipo incendiario. Si tratta, a quanto rivelano gli artificieri dei carabinieri, di un secchio usato per la vernice con all'interno tre bottiglie di plastica contenenti acquaragia, una lattina con materiale infiammabile, un fornelletto a gas da campeggio con beccuccio, una sveglia e un piccolo congegno con funzioni di timer. I fili elettrici erano mal collegati, ma l'ordigno, rivelano i carabinieri, "era stato attivato". Gli artificieri dei carabinieri hanno spaccato il fornelletto da un lato rendendo inoffensiva la bomba, segnalata da un operaio che si recava al lavoro.
Sembra un ordigno fotocopia quello trovato a Monza. Davanti alla sede della Cisl, al numero 17 di via Dante, gli artificieri intervenuti a Milano hanno constatato che si tratta sempre di un secchio usato per la vernice con, all'interno, quattro bombolette di gas, tre latte contenenti petrolio, alcuni fili elettrici e un cacciavite. A fabbricarla sarebbero state "mani medio-dilettanti", a quanto rivela un artificiere. La zona in cui è stato rinvenuto l'ordigno è stata immediatamente isolata e gli edifici più vicini alla Cisl evacuati. Quindi l'ordigno, che secondo gli artificieri poteva eplodere, è stato rimosso. La sede della Cisl nel mirino ospita le strutture territoriali della Brianza, i sindacati di categoria e il patronato Inas.
Il ricordo corre ora a circa due anni di distanza. Era il 6 luglio 2000 quando, alla sede Cisl milanese di via Tadini, fu trovato un ordigno nascosto nelle fioriere a pochi passi da corso Buenos Aires. In quel caso la bomba fu rivendicata dal Nucleo Proletario Rivoluzionario che, con un messaggio di posta elettronica, accusò la Cisl di aver sottoscritto il Patto per Milano che prevedeva nuove forme di flessibilità in alcuni contratti di lavoro.
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