dal quotidiano L'Arena di Verona:
Occupazione del Porkospino:
Due interrogazioni per il centro sociale nell’ex fabbrica
Tosi attacca il gruppo di estrema sinistra «Iniziativa abusiva, va sgomberato»
Due interrogazioni, una al sindaco, l’altra al ministero dell’Interno, contro l’occupazione dell’ex fabbrica Quaker chimica a Parona da parte del gruppo Kollettivo Porkospino. A chiedere lo sgombero dell’area da pochi mesi adibita a centro sociale, sono il consigliere regionale della Lega Nord Flavio Tosi e il suo compagno di partito, Federico Bricolo. Tosi scrive al sindaco Paolo Zanotto e spiega che il Porkospino si è contraddistinto nel corso degli anni per altre occupazioni abusive, da piazza Isolo al Forte Gisella, dalle Case del Vescovo a Porto San Pancrazio al seminario a San Massimo. «Spesso», scrive Tosi, «dalle iniziative di questi soggetti sono nati scontri con le forze dell’ordine e anche nel corso di manifestazioni pubbliche organizzate dal kollettivo e da gruppi collegati si sono verificati episodi di violenza». Il consigliere della Lega Nord sostiene che l’ex fabbrica a Parona è frequentata «abitualmente anche da personaggi noti alle cronache per il loro coinvolgimento in procedimenti penali e che i volantini reclamizzanti le attività "culturali" riproducono slogan di tristissima memoria, come: "Se vedi un punto nero spara a vista! O è un prete o un fascista"».
Tosi s’appella anche alle leggi sulle normative di sicurezza e fa sapere al sindaco che i concerti e i dibattiti organizzati dal Porkospino si svolgono «in un immobile non adeguato alle normative igienico-sanitarie ed andrebbero quindi proibiti e i locali sgomberati».
Infine, Flavio Tosi scrive che il Kollettivo è sostenuto da consiglieri comunali di maggioranza e fa i nomi di Giorgio Bertani e di Fiorenzo Fasoli, definito «comunque vicino all’amministrazione comunale». E chiede al sindaco di fare in modo che venga «ripristinata la legalità e garantita la pubblica sicurezza».
Lo stabilimento dell’ex Quaker Chimica, teatro anche di un omicidio maturato nell’ambiente degli extracomunitari solo alcuni mesi fa, è stato occupato tra il 19 e il 26 maggio, così come pubblicizzato sul sito del Porkospino, che annuncia anche una serie di progetti sull’immobile.
La struttura è privata e, sempre a detta del Kollettivo, la scelta di occuparla è stata fatta strategicamente in un periodo in cui a palazzo Barbieri c’era il cambio della guardia tra la vecchia e la nuova amministrazione. «Così», sostiene il Porkospino, «non siamo stati contrastati da polizia e vigili urbani». Nel documento c’è anche un passaggio per i carabinieri che hanno più volte identificato le persone presenti nell’ex fabbrica. Per il Kollettivo, sono «ottuse operazioni». Ma già da questa sera, e per tre giorni, il gruppo ha annunciato che nel neonato centro sociale ospiterà un «Festival internazionalista», con concerti e dibattiti.




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