IMMIGRAZIONE: PEZZOTTA, VOTO AGLI IMMIGRATI
(RadioRadicale.it) - ''Chi paga le tasse in Italia, deve avere il diritto di votare e quindi di poter dire la sua su come questi soldi vengono impiegati''. E' sulla base di una semplice considerazione che, secondo il segretario generale della Cisl Savino Pezzotta, andrebbe garantito agli immigrati il diritto di voto alle elezioni amministrative.
Altrimenti - ha detto oggi il sindacalista alla platea del quinto Meeting di Loreto sulle migrazioni - ''il voto si riduce ad un diritto di sangue e terra, un concetto che alimenta xenofobia e razzismo''.
Xenofobia e razzismo, secondo il leader sindacale, che serpeggiano nella societa' europea, frutto anche delle inquietudini dei popoli di fronte al fenomeno migratorio. Sono inquietudini - ha aggiunto - ''in grado di condizionare in profondita' orientamenti politici ed elettorali e la stessa integrazione europea'', un ''malessere profondo legato alla globalizzazione e all' 11 settembre, ma anche ''al deficit di democrazia e di politica''.
Percio' - ha ammonito - ''non basta fare un plebiscito per Chirac, perche' Le Pen rimane e rimangono le sue idee, alimentate da queste paure che portano a radicalismi e massimalismi''. Pezzotta ha espresso ''forti riserve'' sui recenti orientamenti prevalenti nel Consiglio d' Europa e sull'esito del vertice di Siviglia, ''esclusivamente ispirato a obiettivi di contrasto politico-militare''.
E intanto segnano il passo gli impegni assunti dall' Europa per il coordinamento delle politiche nazionali di integrazione, che dovrebbe partire proprio quest' anno.
Duro il giudizio sulla legge Bossi-Fini che ''riduce l'immigrato ad una pura concezione mercantile, da persona a funzione esclusiva del mercato del lavoro, con valigia e biglietto pronti per il rimpatrio quando non serve piu'''.
Il tutto, a giudizio di Pezzotta, senza rendersi conto che ''una migrazione breve e' antieconomica'' e che la precarieta' impedisce l' integrazione sociale e culturale, e quindi ''un'ordinata convivenza civile della societa'''.
Il numero uno della Cisl ha additato il rischio di ''un aumento dell' immigrazione clandestina'' e ha sollecitato politiche sociali per l' integrazione, ''chieste anche agli imprenditori del nord Est''. ''Spesso - ha rilevato - sono gli stessi imprenditori ad attivarsi per l' inserimento del lavoratore immigrato o per fargli trovare casa''. Il tema dell' inserimento ricadra' ''tutto sul territorio'', per cui saranno le autonomie e le comunita' locali le protagoniste delle sfide per l' integrazione.
***RRAA




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