Il direttore del Corriere della Sera, Ferruccio De Bortoli, ci dà una notizia non di poco conto, soprattutto alla luce del discorso di Carlo Azeglio Ciampi sul sistema e sulla libertà dell'informazione. Di cosa si tratta? Palazzo Chigi avrebbe fatto pressioni sul quotidiano di via Solferino e sullo stesso direttore per convincerlo a trattare con i guanti l'onorevole Cesare Previti, imputato in due processi per corruzione in atti giudiziari. Da dove deduciamo questa gravissima accusa? Semplice. Basta leggersi il Corriere di ieri. A pagina 10 troviamo due perle. Una lettera di Cesare Previti, piena di insinuazioni e accuse contro i magistrati di Milano, dal titolo: «I miei processi, i magistrati di Milano e il Corriere» e una risposta non firmata, scritta da Ferruccio De Bortoli. La notizia è nascosta, non la si vede subito, ma se si legge attentamente il corsivo la si trova a riga 30. A un certo punto della sua replica il direttore scrive infatti, a difesa della sua linea editoriale: «Diversi sono stati gli interventi dell'onorevole che il Corriere della Sera ha volentieri ospitato e che avrebbe pubblicato anche senza i cortesi solleciti di Palazzo Chigi». L'accusa, pur essendo pesante e circostanziata, non dice tutto. I maligni sostengono intanto che i «solleciti» di Palazzo Chigi non sarebbero stati affatto «cortesi» ma piuttosto ingiuriosi e qualcuno aggiunge che avrebbero assunto in qualche caso toni velatamente minacciosi, tanto da spingere i giornalisti a lanciare l'allarme sugli assetti proprietari del quotidiano. Ma, al di là delle voci, torniamo alle cose certe. Le parole scritte da Ferruccio De Bortoli sul quotidiano milanese pongono degli interrogativi che dovrebbero essere sciolti dai diretti interessati. Perché Palazzo Chigi, creando una commistione di ruoli degna del fascismo, fa pressioni sul più importante quotidiano nazionale a difesa di un parlamentare di Forza Italia, inquisito e sotto processo per accuse gravi? E' vero che il premier Silvio Berlusconi e Cesare Previti hanno in comune l'imputazione di corruzione in atti giudiziari nel processo Sme, ma questo non consente a un'istituzione così importante come Palazzo Chigi di intervenire su un giornale nazionale come se fosse roba sua. Chi ha telefonato a Ferruccio De Bortoli? Questo il direttore non lo dice ma si sa che non si è trattato dell'ultimo commesso. Il nostro giornale qualche tempo fa ha suggerito il nome di Paolo Bonaiuti e non è mai stato smentito. E comunque, che cosa ha da dire Palazzo Chigi a proposito delle accuse di Ferruccio De Bortoli? Tenterà di far scivolare tutto nel dimenticatoio o si difenderà dall'accusa di aver fatto pressioni sul Corsera perché il quotidiano aveva pubblicato documenti giudiziari scottanti riguardanti l'onorevole Previti.?
C'è anche chi dice che Ferruccio De Bortoli avrebbe dovuto denunciare da subito le pressioni di Forza Italia e di Palazzo Chigi. A questa velata accusa risponderà il direttore se lo riterrà opportuno. Tutti sanno comunque che la questione delle pressioni sul Corriere della Sera non è nuova: in occasione di una delle ultime assemblee societarie di Hdp fu Raffaele Fiengo, del Cdr del Corriere, a denunciare quelle pressioni. E sappiamo per certo che a fornirgli quelle informazioni fu lo stesso De Bortoli.
da www.manifesto.it




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