La sinistra punta sulla spallata giudiziaria. Per liquidare Silvio Berlusconi, provocare un ribaltone e magari interrompere la legislatura. Come nel ’94, secondo lo schema già ampiamente applicato a suo tempo con indiscutibile successo. Non si tratta di una operazione meditata. Gli strateghi dell’opposizione parlamentare sanno benissimo che le condizioni politiche generali del 2002 sono completamente diverse da quelle del golpe legale ispirato e coperto da Oscar Luigi Scalfaro. Ma, come sempre capita loro dal giorno della sconfitta elettorale, si sono fatti dettare la loro strategia da altri. E sono andati a rimorchio di chi, dall’esterno del Parlamento, non sa resistere alla suggestione del “pronunciamento” per perpetuare all’infinito quella “guerra civile” che rimane il suo unico modello di partecipazione attiva alla politica del paese. I magistrati di Milano hanno dimostrato di voler arrivare ad ogni costo ad una sentenza di condanna del Presidente del Consiglio nel processo Imi-Sir-Mondadori per rendere impossibile la permanenza di Berlusconi a Palazzo Chigi?

I dirigenti dell’Ulivo si sono subito aggrappati a questa possibilità sperando di poter riconquistare per via giudiziaria ciò che hanno rovinosamente perso per via elettorale. La loro è una scelta ottusa che dimostra in maniera inequivocabile lo stato di crisi irreversibile in cui sono caduti in seguito all’uscita dalle stanze del potere. Ma è anche una scelta irresponsabile che minaccia di creare un clima irrespirabile nel paese e di sconquassare l’intero edificio della democrazia italiana. La maggioranza ha dunque non solo il pieno diritto ma anche il sacrosanto dovere di reagire con tutti gli strumenti democratici a sua disposizione per impedire che i neogolpisti e gli ottusi irresponsabili la possano spuntare. C’è una emergenza da affrontare. Ed è quella del caos che il combinato disposto tra i magistrati politicizzati ed i loro “utili idioti” della sinistra minacciano di provocare.

E per fronteggiare l’emergenza il centro destra deve procedere con la massima energia. Ma a questa energia, che dovrebbe assicurare l’approvazione della legge sul legittimo sospetto e la disattivazione della bomba preparata dai magistrati milanesi, si deve necessariamente aggiungere la consapevolezza che non basta sconfiggere per l’ennesima volta i “negolpisti”. E’ necessario creare le condizioni affinché le regole democratiche possano essere rispettate e non ci siano più pericoli di “pronunciamienti”. Il centro destra, in sostanza, non si può accontentare di disinnescare la mina milanese. Deve stringere i tempi per le riforme ed i cambiamenti che l’opinione pubblica italiana chiede a gran voce ormai da troppo tempo. Dal legittimo sospetto si deve passare alla fine del continuismo nelle istituzioni e nelle strutture pubbliche. Senza il rinnovamento delle idee e degli uomini c’è sempre il pericolo del ritorno al golpismo.