Legittimo sospetto 2/ Giovanni Sartori ad Affari: "Il ddl Cirami è incostituzionale e avvantaggia gli imputati per mafia"
1 agosto 2002
Il ddl Cirami non avvantaggia solamente Silvio Berlusconi, coinvolto in due inchieste giudiziarie, ma anche tutti gli imputati dei processi per mafia. Parola di Giovanni Sartori, politologo e professore emerito dell'Università di Firenze e della Columbia University. Raggiunto da Affari-DopoBorsa, Sartori commenta il nodo politico che tiene alta la tensione al Senato
Professore, come giudica la vicenda sul legittimo sospetto?
"Molto grave. Ed è inqualificabile come viene descritta alla televisione, con grande confusione".
Chi ha ragione tra destra e sinistra?
"Io ritengo che il legittimo sospetto sia anticostituzionale perché la Costituzione menziona il giudice naturale. Ma a parte ciò, questo è un principio medievale, di tutta la tradizione giusnaturalistica e del diritto pubblico. Perché se una persona può scegliersi il giudice, fa come Bertoldo che accetta di essere impiccato a patto che gli si faccia scegliere l'albero al quale appenderlo. Così, lui non lo sceglierà mai. E’ una violazione molto grave. Ricordo Federico II che voleva abbattere un mulino sulla sua strada. E il mugnaio gli rispose: ‘Sire, le ricordo che ci sono giudici anche a Berlino’. Così, anche un sovrano assoluto come quello, si piegò di fronte a quel principio. E poi il deferimento dei processi per legittimo sospetto è già garantito e previsto dalla legge in modo preciso".
Secondo lei chi avvantaggia questo ddl?
"Berlusconi, ma anche tutti gli imputati nei processi per mafia. E questo è grave. Il Polo combatte questa battaglia sicuramente per i processi di settembre. Altrimenti non ci sarebbe stata tutta questa furia. Siamo sopravvissuti finora con una legislazione che contemplava l'ipotesi del legittimo sospetto, ma regolandola, stabilendo casi precisi. Se invece adesso si consente un ricorso ogni volta che c'è un sospetto, stiamo fritti. Il sistema giudiziario italiano nei confronti dei criminali viene bloccato".
Per il Polo si tratta di una partita importante. Non chiuderla subito può comportare una crisi per la maggioranza?
"I problemi politici si aprono e si risolvono. I problemi costituzionali e di diritto non si aprono e chiudono a piacimento. Quando c'è un vulnus non si può non tenerne conto".
Come vede l'attacco al presidente del Senato, Marcello Pera, accusato di parzialità dalla sinistra al punto da chiedere l’intervento del Presidente della Repubblica?
"E' un piccolo fatto di cronaca. Pera effettivamente ha consentito alcune forzature. Capisco il risentimento nei suoi confronti per aver consentito che andasse in Aula un provvedimento ancora non chiuso in Commissione Giustizia. Il che, a mio avviso, è una forzatura. Ma non è un episodio grave, rivela invece un clima spiacevole che non ingigantirei”.
Elisabetta Carli




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