Leggendo un aspra critica contro Eugenio Scalfari su uno degli ultimi numeri del magazine "Venerdi di Repubblica", mi chiedevo quando mai avrò il piacere di leggerne una analoga, contro Guzzanti o magari Berlusconi, sulle pagine che il Giornale e Libero dedicano alla posta dei lettori.
Invece è tutto un coro di osanna per il Cavaliere e contumelie assortite per i suoi avversari.
Eppure persino Marcello Veneziani chiese, all' allora direttore Feltri, di pubblicare qualche lettera critica ogni tanto.
Se non altro per rendere più credibili gli osanna.
Eppure anche il tanto dileggiato Fede legge, anche se solo una volta all' anno, delle e-mail di biasimo al suo Tg.
Ma i due Beati Paoli (Granzotto e Guzzanti) e il Vittorio, sanno bene quanto il Capo ami essere leccato ed adulato. Sanno bene che solo la totale e acritica prostrazione al Cavaliere consente di entrarne nelle grazie e ottenere ricompense.
Ed hanno ragione a quanto pare: vedi la candidatura ed elezione del Guzzanti.
Ma, stando cosi le cose, perché poi lamentarsi se, malgrado milioni di italiani votino F.I., il Giornale raggiunge a stento le 300 mila copie e Libero si barcamena sulle 50-60 mila?
Perché prendersela contro l' "egemonia comunista" sulla stampa, se tutto quello che sanno fare i gazzettieri della Destra è lucidare gli stivali al Capo?
Gianni Guelfi




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