Il Governatore Spacca ricorre contro la secessione della Valmarecchia. Potevano accorgersi prima ma, come da proverbio, meglio tardi che mai!
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“Le motivazioni del ricorso hanno colpito nel segno”
Ancona La Provincia di Rimini può attendere. Anzi, la nuova Provincia, come recita il sito istituzionale su Internet, dove già campeggia una bella cartina con la Valmarecchia, l’orecchio mozzato alle Marche. Il ricorso che la giunta regionale ha presentato, davanti alla Corte costituzionale, costringerà a una attenta valutazione di tutti gli atti che hanno portato all’approvazione, a larga maggioranza, del primo cambio di confini dell’Italia repubblicana. La notizia del ricorso ha avuto ampia eco non soltanto tra le parti in causa ma anche in tutte quelle realtà in cui zone di confine sono in fibrillazione. Un esempio per tutti, Cortina, desiderosa di abbandonare il Veneto per andare in Trentino dove c’è una regione a statuto straordinario. Non è un mistero che proprio dal Nord siano venute le preoccupazioni maggiori per la decisione del Parlamento di non considerare in alcun modo il parere del Consiglio regionale sul cambio di confini. Molte le reazioni contrarie, a cui il presidente Gian Mario Spacca, ha inteso con decisione dare un taglio. “Se il ricorso è così strampalato - ha scritto in una nota diffusa ieri pomeriggio - perché ci si agita tanto? Il fatto che ci si agiti è forse l’indicazione che le motivazioni hanno colpito nel segno”.
“Perché sorprendersi - si chiede Spacca - visto che il coordinatore provinciale del Pdl della provincia di Pesaro e Urbino, territorio maggiormente interessato, è pubblicamente uscito con la richiesta di ricorrere alla Corte Costituzionale? Se i “buoi sono scappati dalla stalla” è perché qualcuno ha aperto loro la porta con una legge votata pressoché all’unanimità. E’ grave - sottolinea il Governatore - che il legislatore non abbia adeguatamente valutato e tenuto in considerazione il voto contrario in precedenza espresso dal Consiglio regionale delle Marche e abbia consentito l’approvazione di una normativa caotica e contraddittoria, che sta determinando una gestione molto difficile della transizione. Si parla tanto di federalismo e di leale collaborazione tra poteri della Repubblica - è la conclusione -: dove sono in questa vicenda?” .




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ncav:
