Le contraddizioni di Sergio
Bertinotti
«Quella di Cofferati è un'intervista indubbiamente importante rispetto alla definizione del futuro dell'Ulivo» Così il segretario del Prc sull'intervista di Cofferati. Inoltre, «L'individuazione del ruolo e dell'autonomia del progetto politico del Prc rispetto all'Ulivo è definita correttamente. Ma il mio apprezzamento finisce qui. Secondo me - aggiunge Bertinotti - c'è una contraddizione tra la premessa del ragionamento di Cofferati e la proposta politica. La premessa è quella del valore del conflitto sociale e della radicalità dell'opposizione a partire dal significato della lotta di resistenza. Invece, la proposta politica si sviluppa su binari totalmente dimentichi da quella premessa». Dunque, sottolinea Bertinotti, «il progetto politico è del tutto illusorio e io penso al fondo sbagliato, perché con la premessa è contraddittorio». «Basterebbe introdurre due elementi di verifica. Il primo sul'accordo separato. E' evidente che questo centrosinistra di cui parla Cofferati non sarebbe neppure in grado di partire dallo stesso giudizio su quell'accordo». Inoltre, osserva il segretario di Rifondazione, «la base del programma indicato da Cofferati è costruita né sul presente né, tantomeno, sul futuro, bensì sull'enunciato di Delors scritti più di dieci anni fa, cioè prima dell'esplodere della globalizzazione neoliberista». Invece, scandisce Bertinotti, «la globalizzazione c'è, con questa bisogna fare i conti e questa divide l'Ulivo, non lo unifica». La seconda «verifica» della «contraddizione» di Cofferati «si può avere ponendo la domanda: cosa fare per sconfiggere la minaccia statunitense di guerra contro l'Iraq? «Hic rodus hic salta»... e qui salterebbero anche i 20 saggi».




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