E' la terza del catalogo di Varrone che cita il filosofo Crisippo come prima fonte. Appartiene al gruppo delle Sibille greche.
Due tradizioni. Secondo la prima si tratterebbe della Sibilla Erofile giunta a Delfi e in contrasto con Apollo. Identificata a volte con Herofile della Troade, figlia di una ninfa e di padre mortale, vagante tra Samo, Delo e Delfi.
Usava come pulpito una roccia all'aperto: avrebbe profetizzato la guerra di Troia e Omero si sarebbe appropriato di alcuni suoi versi.
Plut. Mor. 398: "cantò se stessa, che neanche dopo la morte avrebbe cessato la profezia, ma che ella stessa girerà in tondo come la luna, essendo divenuta il volto che vi è mostrato, il suo respiro unito all'aria verrà portato in rumori udibili e presagi e dal suo corpo trasformato nella terra presagi al fututro giungeranno all'umanità."
Un'altra tradizione la presenta come profetessa indigena a Delfi, anteriore ad Apollo e chiamata Dafne.
Attributi dell'iconografia cristiana: donna di 20 anni con corona di spine. Vaticinia l'avvento di Cristo.


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