Citazione:
Originally posted by rowena
La discussione è parecchio interessante. Volevo riprendere due soli punti, condividendo in gran parte quello che ha già scritto Carlo (nonchè l'insofferenza per la difficoltà che si riscontra in molti ad "elaborare il lutto"!).
Il problema identitario. Mi chiedo se i partiti (non solo i ds) abbiano realmente un'identità, ora come ora, che non sia esclusivamente un residuo ideologico. Hanno una storia, sicuramente; ma la storia serve se si è capaci di elaborarla e farne continuamente trampolino per proiettarsi nel futuro, non se diventa immagine reificata del passato.
Un'identità è invece sistema di valori di riferimento comuni, comune sentire, condivisione di un progetto. Ora, a me sembra che tale identità, sia nei ds che nella Margherita sia ben difficile da individuare. In entrambi i partiti c'è una scala di posizioni diverse, che si stendono dalla sinistra radicale ad un centro moderato. Il che mi fa pensare che non siano i politici o gli iscritti dei partiti a sbagliare, ma che sia sbagliato lo strumento che ci ostiniamo ad usare, non sufficientemente coraggiosi per riconoscerne l'inadeguatezza a rappresentare i blocchi sociali come si sono ridisegnati.
Il secondo punto: "non è il momento" (me lo sono sentita dire anche oggi sul lavoro, in fase di ristrutturazione!). Mi chiedo chi sarà, e quando, a suonare la campanella, per avvertirci che il momento è arrivato. I processi si innescano e si governano, se si è in grado di prefigurare lo scenario futuro che vogliamo realizzare. Altrimenti saranno loro a governare noi, che saremo destinati ad inseguire gli eventi, senza aver mai chiaro che rotta tenere. Certo, sono processi lenti, e bisognerà attraversare tutte le tappe intermedie; ma sapendo dove si vuole andare, però, e magari spingendo talora sull'acceleratore. Ho idea che, quando qualcuno suonerà la campanella, il "momento giusto" sarà già passato.
Vorrei intervenire sul primo punto che tratti, quello dell'identità.