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Discussione: I sensi spirituali

  1. #1
    Qoelèt
    Ospite

    Exclamation I sensi spirituali

    E' mia intenzione riportare su questo forum alcune vecchie discussioni di notevole interesse, tratte dal sito Orthodoxia che da poco si è trasferito:

    Massimo:
    Cari amici,Cristo è risorto
    Perdonate le frequenti incursioni, ne approfitto per salutare il Padre Silvano ed il diacono Daniele rilanciando se possibile l'argomento dei sensi spirituali, di una sorta di estetica teologica, non teologia estetica sia chiaro,il ruolo di una sensibilità purificata dall'ascesi e dall'ottusità della passioni nella percezione delle operazioni dello Spirito cui spesso si fa ricorso negli scritti patristici per sottolineare il realismo di una esperienza spirituale che possa superare il duplice scoglio di un'adesione ai contenuti di una fede astratta e di un coinvolgimento emotivo intimistico e fusionale. Mi piacerebbe se possibile ascoltare dal Padre Silvano e da Daniele ma altresì da tutti i partecipanti al forum un parere in merito. Un caro saluto in Cristo


    Archimandrita Silvano:
    Caro Massimo, è veramente risorto!

    Ti aspetti che ti dica qualcosa sulla dottrina dei sensi spirituali e non voglio deluderti. Cercherò però di farlo con un linguaggio del tutto accessibile per rendere, per quanto ne sono capace, questo capitolo della dottrina dei Padri teofori, quanto più largamente condivisibile da tutti. Si tratta infatti di un punto chiave per comprendere il nostro cammino spirituale. Partiamo da una domanda: cosa sono i sensi? La risposta la sa anche un bambino: i sensi sono il tatto, il gusto, l'olfatto,la vista e l'udito, almeno quelli che si trovano elencati su tutti i libri anche se un neurofisiologo ci insegnerebbe che sono molto di più. Se vogliamo dare una definizione diremo che i sensi sono la possibilità che abbiamo di entrare in contatto con la realtà con la quale veniamo in contatto, che costituisce il nostro ambiente, il nostro ambito vitale. Con la vista appunto"vediamo" ciò che ci circonda, con l'udito ascoltiamo i suoni e le parole, con l'olfatto percepiamo profumi ed odori sgradevoli, con il tatto sentiamo la ruvidità o l'essere liscio o morbido o duro di qualcosa etc. Un neurofisiologo ci insegnerebbe che con un senso particolare che presiede all'equilibrio percepiamo il nostro posizionarci nello spazio circostante. Ebbene quello che accade al nostro corpo accade anche al nostro spirito e questo non solo perchè ciò che è corporale funziona da metafora, cioè da immagine, per esprimere ciò che è spirituale ed inesprimibile, ma per una ragione più concreta: noi siamo infatti un composto inscindibile di corpo e anima e spirito, secondo i Padri divinissimi, ed anche se con la morte - causata dal peccato - questa misteriosa unione si rompe, essa è destinata a ricomporsi nella resurrezione. Ma come avverrà questa ricomposizione? ricostruendo il corpo come era al momento della morte? "stolti" ci dice san Paolo,l'Apostolo di Cristo presso i Gentili, " non sapete che come si semina un chicco e nasce una spiga così si semina un corpo corruttibile e rinasce incorruttibile, si semina mortale e rinasce immortale...". Ossia la Resurrezione fa giungere il nostro corpo alla sua estrema vicinanza con lo Spirito di Dio (non con la Terza Ipostasi, per non generare confusione e aprire un caso come altrove è accaduto, ma con "l'essere spirituale di Dio" come dice il Signore alla Samaritana "Dio è Spirito") per quantro ciò è possibile ad una natura creata quale siamo noi. Infatti i padri divinissimi talora parlano di una "subtilissima materia" dell'anima e dello spirito umani, non per essere materialisti, nel senso che oggi si da alla parola, ma per indicare che nessuna natura creata può essere "Spirito" nel senso in cui è "Spirito" il Dio trascendente ogni sua creatura e quindi anche l'anima e lo spirito umani. Per i figli di Dio, i fratelli del primogenito dei risorti da morte il corpo risorto avrà dunque sensi spiritiali ossia capacità di percepire l'ambito vitale della loro nuova esistenza, ossia l'ambito divino. Noi però sappiamo che il credente, Battezzato nella morte e resurrezione di Cristo, unto col sigillo del Santo Spirito e comunicante al Corpo ed al Sangue del Risorto Signore, già da questa vita anticipa la sua presenza in un ambito divino. Egli vive il "già" ed insieme il "non ancora" ed attraverso la purificazione dell'ascesi, la partecipazione ai Sacramenti, la vita ecclesiale insomma, fa crescere questa sua partecipazione all'ambito divino. Ora possiamo dire cosa sono i sensi spiriyuali già fin da adesso: una anticipazione di ciò che saremo nel regno, una capacità dello spirito umano purificato dalle passioni e reso "adeguato" a vivere in Dio di "sentire" "vedere" "udire" "odorare"... l'ambito di Dio a cui è destinato. Spesso si sente dire dai romano-cattolici che la presenza di Cristo nell'Eucaristia è una presenza invisibile. Niente affatto. La presenza di Dio e del suo ambito è quanto di più visibile, perchè è quanto di più reale, possa esistere, così come la sua Voce che ci parla è quanto di più udibile.... ma per far questo occorre che i nostri sensi siano partecipi del "non ancora". Un esempio. Un sacerdote celebrava in una parrocchia della Grecia del secolo scorso (o più esattamente di due secoli fa', mi dimentico che siamo nel 2002!) e ogni domenica al momento in cui si recita la preghiera di Consacrazione dei Santi Misteri ci metteva un tempo lunghissimo per cui il coro era costretto a continuare il canto" Ti lodiamo etc." che copre la preghiera consacratoria recitata in secreto nel nascondimento del Santuario. I cantori, seccati di questo, si rivolsero al superiore della Chiesa, pregandolo di dire a quel sacerdote di essere più rapido ne celebrare quella preghiera, ma, quando il superiore gli parlò quel sacerdote disse turbato:"non posso ... come devo fare...?" . "E' semplice, rispose il superiore, basta che tu stenda la mano sui doni e dica "fà di questo pane il Corpo... e di questo calice il, Sangue...". "Ma.." replicò" come faccio finchè c'è il fuoco...". Ebbene, questo prete, quando iniziava ad invocare lo Spirito perchè compisse la trasmutazione dei preziosi doni vedeva il fuoco pentecostale dello Spirito scendere dal cielo, avvolgere l'altare lui, in timore e tremore se ne stava in preghiera finchè il fuoco non si ritirava un po' e gli lasciava spazio per completare la benedizione dei Misteri. E continuava a vederli avvolti dal fuoco fino alla loro consumazione dopo la fine della liturgia. Caro Massimo non era matto! Tutti noi dovremmo vedere la stessa cosa, come san Sergio di Radonez vedeva gli Angeli concelebrare con lui in veste di diaconi, e san serafino scortare i Misteri al Grande Introito... sarebbe normale perchè queste realtà non sono invisibili. Solo che noi non le vediamo perchè sono ancora appannati i nostri occhi "non ancora" sono purificati ed hanno acquisito lo sguardo divino, i sensi spirituali. Questi rappresentano infatti il ritorno al Paradiso dove Adamo prima della colpa parlava con Dio con una indicibile familiarità. Detto questo si possono dire tante cose suo "sensi spirituali" ma siccome l'orgoglio ci porta spesso a cercare nelle opere dei Padri divinissimi, qualcosa di esoterico, di strano... come l'occidentale dissacrato lo cerca negli orienti lontani, nello yoga, nel tantra etc.etc. io vorrei fermarmi qui. Quando vedremo il fuoco attorno all'altare, non ci meraviglieremo più che le reliquie dei martiri esalino profumo, considerando la cosa del tutto normale, quando la voce di Dio sarà da noi udita come dai Santi Profeti... allora potremo dire che il "già" sta prendendo il posto del "non ancora" e che "l'ambiente divino" è tornato ad essere casa nostra, come prima della caduta.
    +Silvano

  2. #2
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    Di fronte ad un sacerdote o ad un monaco ortodosso la domanda che ci si deve porre per capire se è autentico o meno è, secondo me, la seguente : possiede questi sensi spirituali oppure no ?

 

 

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