altra tragedia sfiorata sulla spiaggia di Barletta dove alcuni elicotteri militari (probabilmente USA) hanno sorvolato a bassa quota il litorale, si dice a 50 metri d'altezza, provocando una tromba d'aria che ha ferito 4 bagnanti.


altra tragedia sfiorata sulla spiaggia di Barletta dove alcuni elicotteri militari (probabilmente USA) hanno sorvolato a bassa quota il litorale, si dice a 50 metri d'altezza, provocando una tromba d'aria che ha ferito 4 bagnanti.




Elicotteri a bassa quota sulla spiaggia: erano Usa
Sarebbero mezzi americani partiti dalla Germania e diretti in Kosovo i tre velivoli che hanno volato rasoterra sul litorale pugliese provocando panico e 5 feriti. Le autorità italiane però non si sbilanciano.
BARI – Ormai ci sono pochi dubbi: erano statunitensi i tre grossi elicotteri militari che hanno sorvolato a bassa quota il litorale pugliese provocando panico e feriti tra i bagnanti. Non ci sono atti ufficiali che li accusino, anzi le autorità italiane, sia militari che civili, si mantengono molto caute sulle responsabilità, come spesso succede quando ci sono di messo attività delle forze Nato, ma le fonti concordano: i due “Ch 47 Chinook” a doppia elica, e l’”Hu-60 Blackhawk” a elica singola, partiti dalla base Nato di Aviano, sono atterrati all’aeroporto di Bari Palese poco dopo che era scattato l’allarme sulle spiagge tra Margherita di Savoia (Foggia) a Trani (Bari).
Sembra che la destinazione finale fossero i Balcani, forse il Kosovo. Gli americani, stando alle testimonianze, si sarebbero abbassati più volte in quel tratto di litorale, c’è chi dice anche salutando i bagnanti dai finestrini, forse senza rendersi conto che a terra stavano scatenando il panico: cinque bagnanti alla fine sono dovuti ricorrere a cure mediche, colpiti da ombrelloni o altri oggetti sollevati in aria a causa della corrente d’aria scatenata dalle enormi pale rotanti.
Quel che è certo è che ci sono precise norme che regolano l’altezza minima di volo su zone abitate, e se fosse confermato che i tre elicotteri erano davvero americani e hanno violato queste norme, si potrebbe scatenare un ennesimo caso sulla scia del “Cermis”, facendo ovviamente le debite proporzioni. La questura di Bari ha fatto sapere di non aver inviato alcun atto alla magistratura.
“La questura ha già fatto tutto quello che doveva fare: spetterà alla magistratura dimostrare l'eventuale nesso di causalità tra i due fatti”, ha detto il questore di Bari, Giuseppe Zannini Quirini, riferendosi al sorvolo a bassa quota e al successivo atterraggio di tre velivoli a Bari. La polizia però, ha aggiunto il questore, non ha finora trasmesso alcun rapporto alla magistratura: “un rapporto alla magistratura penale - spiega Zannini Quirini - sarà inviato solo se ci dovesse giungere una querela da parte dei bagnanti che denunceranno di aver riportato lesioni”. Il dirigente della polizia ricorda che “la magistratura civile e quella militare possono avviare autonomamente fascicoli d'inchiesta, anche in base agli articoli di stampa o ai servizi giornalistici”.
La magistratura militare, dal canto suo, ha aperto un’indagine: il fascicolo presso la Procura militare di Padova è però prudentemente intitolato “atti relativi al sorvolo” cioè non è ipotizzato alcun tipo di reato. Il pm militare Sergio Dini intenderebbe raccogliere elementi riguardo alla pianificazione del volo degli elicotteri partiti in origine dalla base di Ramstein (Germania) con uno scalo ad Aviano. Saranno accertate quindi anche le relative autorizzazioni riguardo al tragitto e alle quote date dalle autorità competenti italiane. Solo su questo punto potrà indagare la procura militare, che invece, sulla base del trattato di Ottawa, non ha competenza sull'eventuale comportamento dei piloti statunitensi: L'ambasciata americana ha fatto sapere che istituirà una commissione d'inchiesta sull'episodio.
(14 AGOSTO 2002, ORE 170)