Come ci si comporta negli altri stati?
Stati Uniti
Qualunque sia la causa - lavoro, malattia, servizio militare o vacanze - il cittadino statunitense che vive fuori dagli States può partecipare alle elezioni votando per corrispondenza. Alcuni Stati hanno limitato questa facoltà alle elezioni federali e non a quelle regionali, ma in entrambi i casi il voto può essere espresso attraverso una speciale forma gratuita di cartolina federale.
La pratica dell'"absentee voting" - letteralmente "elettore assente" - è cominciata in Usa durante la guerra civile con l'incoraggiamento di Abramo Lincoln. Da allora lo scrutinio a distanza è diventato sempre più in uso durante le elezioni americane. Probabilmente per il tipo di vita sempre in movimento degli statunitensi, più della metà degli Stati Usa ha accettato che l'"absentee voting" venisse applicata a tutti i tipi di "assenti" e non solo agli ammalati o ai militari come era all'inizio. Dal 1980 la pratica ha raccolto un'altissima percentuale di votanti, come nel caso delle elezioni californiane del 1996 quando il 24 per cento delle schede è stato inviato per posta. Oggi i due partiti maggiori - Democratici e Repubblicani - hanno entrambi disposto oltreoceano organizzazioni affinché si occupino degli "absentee voting". Dal 1999, il dipartimento della Difesa sta provando a sviluppare il sistema permettendo ai militari di votare tramite Internet.
Gran Bretagna
I cittadini britannici che si trovano all'estero o sono ammalati possono votare per posta o per procura a patto che non abbiano lasciato la nazione da più di vent'anni. Se sono fuori per lavoro, per studio o in vacanza, dopo avere richiesto il più presto possibile il modulo Rpf 9A - o l'Rpf 9B se si ammalano all'improvviso proprio a ridosso delle elezioni - partecipano comunque all'espressione popolare. E non ci sono limiti di tempo se si è psico-fisicamente impossibilitati, se per il tipo di lavoro si è costretti regolarmente a viaggiare o se non si è cambiata ancora residenza.
Il delegato che deposita la procura deve essere necessariamente un cittadino britannico o comunitario, se si tratta di consultazioni europee e non può recapitare la scheda elettorale di più di due persone a meno che queste non abbiano tra di loro una stretta parentela.
Germania
La Repubblica federale ha introdotto nel 1998 una nuova legge sul diritto al voto dei suoi cittadini resistenti all'estero che stabilisce che ogni tedesco residente oltre confine ha diritto ad esercitare il voto per le elezioni federali. Se l'elettore si trova in uno Stato membro del Consiglio d'Europa non esistono clausole temporali sulla permanenza del diritto, mentre se si tratta di altre nazioni questo si estingue dopo venticinque anni di assenza. In entrambi i casi c'è una condizione da rispettare: che il cittadino tedesco residente all'estero abbia vissuto nel territorio federale ininterrottamente almeno per tre mesi.
Francia
I quasi 700mila francesi residenti all'estero possono votare per procura o recandosi presso le ambasciate e i consolati per tutte le elezioni. Il loro voto è esattamente uguale a quello di qualsiasi altro elettore: devono essere iscritti alle liste elettorali, il voto viene esercitato in un comune del territorio metropolitano e non esistono circoscrizioni particolari.
Spagna
Gli elettori spagnoli che non hanno la possibilità di recarsi presso il loro seggio possono comunque votare per le elezioni politiche, quelle amministrative e quelle europee. Possono esercitare tale diritto sia per posta che recandosi alle ambasciate o ai consolati, ma anche per procura. Nel primo caso l'elettore deve informare in tempo debito la Delegaci?n Provincial de la Oficina del Censo Electoral (Delegazione provinciale dell'Ufficio del censimento elettorale). Nel secondo devono provvedere anche a fornire un documento autenticato da un notaio o dal console.
Olanda
Gli olandesi che si trovano fuori dai confini nazionali per lavoro o per turismo possono votare per corrispondenza senza nessuna preventiva richiesta. Ogni ambasciata è fornita di moduli per il voto e i cittadini residenti all'estero vengono avvertiti degli appuntamenti elettorali attraverso gli annunci sui giornali locali.
Australia
Il voto è un diritto-dovere per questo il governo australiano impone una multa a tutti coloro che non si recano alle urne. La legge assicura a ogni cittadino la possibilità di esprimere le sue preferenze, che siano residenti in Patria o meno per fare in modo di non dovere applicare la legge che punisce chi salta una tornata elettorale.
Brasile
Anche in Brasile il voto è prima di tutto un dovere e poi un diritto. Fino al 1988 i brasiliani che non si recavano alle urne subivano una multa e oggi, sebbene non esista più questa legge, la percentuale di quanti pur risiedendo all'estero partecipano alle elezioni politiche e ai referendum dimostra come l'abitudine al voto sia radicata in questa popolazione.
Cile
I cittadini cileni residenti all'estero devono fare richiesta tre mesi prima dell'appuntamento elettorale per poter esercitare il loro diritto al voto anche dall'estero. Una volta che si è fatta richiesta, il cittadino cileno che poi non va a votare viene sanzionato con una multa amministrativa molto alta.
Austria
La legge è cambiata di recente per i cittadini austriaci che non risiedono all'interno dei confini territoriali dello Stato. L'Austria garantisce il voto all'estero dal 1993 e da allora ognuno può esercitare il suo diritto.
Belgio
Il Belgio ha assicurato il diritto al voto dei suoi cittadini residenti all'estero dal 1998. Pur avendo iniziato tale pratica più tardi rispetto ad altri Paesi, il Belgio si è dimostrato subito all'avanguardia garantendo il diritto al voto per via elettronica.
Finlandia.
Il governo finlandese provvede a inviare a tutte le sue ambasciate e consolati sparsi per il mondo i moduli necessari per il voto dei connazionali residenti all'estero e le liste degli aventi diritto al voto.





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