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Originally posted by falcorosso
Non è corretto quanto tu dici, o forse sei maLE INFORMATO, COME SI Sà LE INFORMAZIONI IN UN REGIME A MONOCULTURA E PENSIERO UNICO SONO GESTITE AS ENSO UNICO, QUINDI LE INFORMAZIONE SULLE POSIZIONI REALI DI UN PARTITO COME RIFONDAZIONE, PARTITO CHE VIENE GUARDATO COME IL FUMO NEGLI OCCHI SIA DAL CENTRO DESTRA CHE DAL CENTRO SINISTRA, SONO SCARSE E MOLTE VOLTE FALSE, LA NOSTRA POSIZIONE SULLA DIFESA DELLE CULTURE LOCALI è FORTE, ESSA è UNA PRIORITà DELLA NOSTRA LINEA POLITICA, MA NON PER CREARE ALTRI STAERELLI ASSERVITI MANI E PIEDI AL NEOLIBERISMO, MA PER FORMARE AUTONOMIE LOCALI CHE SALVAGUARDINOI LE CULTURE E LE TRADIZIONI DELLE POPOLAZIONI, AL FESTIVAL DELLA CULTURA QUI A LA SPEZIA ABBIAMO INVITATO DUE ESPONENTI DI BATASUNA, I BASCHI MESSI FUORI LEGGE PER IMPERIO, MA AABIAMO RAPPORTI ANCHE CON I CORSAI E CON I BRETONI, MA MIO DIO LA PADANIA NON E' NULLA DI TUTTO QUESTO, è UNA PURA INVENZIONE FURBESCA DI QUALCUNO CHE HA SGAMATO IL MNODO PER FAR SOLDI SFRUTTANDO LEGITTIME NECESSITA' POPOLARI, SUL PESTO E SU ALTRO, COME PER ESEMPIO LE OLIVE DELLA PUGLIA, LE NOSTRE POSIZIONI SONO CHIARE, ANCHE A LIVELLO PARLAMENTARE, MA NESSUNO NE PARLA, MEGLIO FAR CREDERE CHE I DIFENSORI DI TUTTO QUESTO SIANO DUE O TRE BUFFONI CHE SI METTONO GLI ELMI CURNUTI IN TESTA E SONO TALMEMNTI IGNORANTI CHE BNON CONOSCONONO NEMMENO LE TRADIZIONI CELTICHE, QUELLE VERE E NON LA BUFFONATA DELL'AMPOLLINA.
Se vogliamo essere seri facciamolo, io sono ligure da gebnerazioni, amo la liguria, quando dall'alto delle colline di Riomaggiore giardo il mare e la costa sento un nodo in gola e ringrazio dio di avermi fatto nascere in queste terre splendide, ma sono perfettamente cosapevole vche mai nulla ci potrà accumunare ai corsi o ai baschi, loro sono un popolo, con una lingua, una cultura, una letteratura, non hanno un dialetto e delle tradizioni, che vanno difese comunque a spada tratta, ma una letteratura, una lingua con tanto di grammatica, sono una nazione, con tutte le caratteristiche della nazione, noi siamo una regione con le nostre tradizioni, il nostro dialetto e le nostre genti ed anche la nostra storia, tutto ciò deve essere difeso, ma non saranno certo i paladini della globalizzazione neoliberista che tutto annulla nel nome del pensiero unico a salvare le tradizioni dei popèoli.
Per tornare a Genova, quel fascetto presuntuoso di Dalla Costa, ci sta rovinando, cosa aspettate voi che abitate a genova a fare una bella manifestazione di massa, tutti uniti, pacifica, proporrei silenziosa, come un funerale, con un unico cartello in testa, salviamo il genoa, salviamo il calcia,i buffoni se ne tornino a casa
Attenzione a ritenere il genovese un semplice dialetto. A prescindere dai pensieri di Naom Chomsky, che non si preoccupava di distinguere fra gli uni e gli altri, ci sono pareri di diversi linguisti che tendono a definire il genovese come una lingua vera e propria. Io non sono un linguista, quindi non sono in grado d'andare a constatare scientificamente se tale posizione sia vera o meno, ma il punto della questione è un altro. Innanzitutto è nazione chi si sente tale attraverso qualsiasi forma di identità, non solo chi ha la certezza di rispondere ai criteri tradizionalmente posti per identificare un popolo: abbiamo sotto gli occhi esempi lampanti di popoli omogenei che han dato e danno vita, per diverse ragioni, a entità politiche diverse. Tu parli a ragione di autonomie locali:cosa intendi per autonomie locali? Per autonomia si intende sia un'entità capace di dar-SI delle norme, da sé stessa a sé stessa, sia un'entità che per sussistere e cioè assolvere i compiti assegnati non necessita, almeno in linea teorica, di interventi esterni. Io da sempre mi ricollego al modello confederale svizzero: il popolo svizzero è uno eppur molteplice, si divide in stati che al loro interno mantengono quote di sovranità in grado di garantire al territorio autosufficienza e interlcoutori politici radicati, a contatto diretto col cittadino. Sulla Liguria pesa poi una questione storica: noi siamo una regione che ha vissuto secoli di indipendenza o comunque di forte autonomia. L'una e l'altra ci sono stati sottratti con una congiura "Viennese". Perfino gli storici di professione riconoscono alla nostra terra una civiltà propria, originale e diversa dalle altre presenti sulla penisola. Io credo che la strada dell'autonomia, o di un federalismo ben improntato sia l'unica per perseguire alcuni obiettivi fondamentali:innanzitutto difendere la nostra cultura, attraverso una quota di autonomia scolastica. Firpo, Govi, De Andrè, la storia della Liguria,dei Doria,dei Fieschi, sono solo alcuni dei contenuti di cui è necessario far partecipi i liguri se si vuole non mutilare il sapere umanistico. Avrai poi letto la polemica fra la provincia di Genova e la pubblica istruzione: ne parlo nel thread "Normale amministrazione di uno stato giacobino". Se voi volete difendere i diritti di un territorio a non avere poli scolastici ispirati a puri criteri economici stabiliti a 600 km di distanza, a non disperdere sé stesso e le proprie radici, avrete l'approvazione di tutto il più sincero mondo autonomista. Ma tutto ciò non si difende votando contro, in sede provinciale, alla proposta di citare nel redigendo statuto regionale quei valori di progresso,di libertà e di tolleranza che furon propri della Repubblica di Genova di cui la Liguria è logica erede. E' per questo che la vostra solidarietà a Batasuna è, secondo il mio punto di vista, una sovrastruttura, per dirla con Marx.