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Discussione: mi presento

  1. #1
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    Abito in liguria, precisamente nelle 5terre, sono felice di esservi nato e amo profondamente queste terre e le sue tradizioni, ho deciso intervenire su qiesto forum perchè ho letto solo messaggi di chi sfrutta un falso <ligurismo> per far passare messaggi che io considero reazionari e ostili agli interessi della liguria e dei suoi abitanti che stanno subendo attacchi devastanti al loro reddito da quando i liberatori del centro destra sono saliti al potere, senza contare gli appalti a ditte sempre più in odore di mafia , alla distruzione del patrimonio industriale della regione, cavalcando un falso ambientalismo, putrido oserei dire da parte di chi parteggia in modo osannante con i più grandi inquinatori del globo, e facendo solo gli interessi della pura speculazione finanziaria, cercherò di sputtanare il pià possibile le schifezze di questi nuovi pirati, razziatori dei poveri per donare ai ricchi.
    un'ultimsa informazione sono <Genoano>.
    ciao

  2. #2
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    Ciao FalcoRosso, ti do il mio benvenuto su questo forum. Anch'io sono genoano come te, quindi credo avremmo modo, seppur nella diversità di vedute, di conservare quel fondo di stima e rispetto che unisce nel bene e nel male (soprattutto) tutti i grifoni sparpagliati per la Liguria, per l'italia, per l'Europa. Probabilmente quando parli di falso ligurismo ti riferisci a me, e incasso le tue critiche pacatamente, convinto che se avremo modo di discutere, avrò modo di "difendermi" dalle accuse di reazionario. Tu dici che il ligurismo è ostile agli interessi dei liguri, io invece credo che riscoprire le proprie radici (i propri idiomi, la propria storia, le proprie tradizioni, le proprie bandiere, tutti "gioielli" bistrattati dall'intelligenza ufficiale e quindi dalla pubblica istruzione), far si che il potere sia radicato nel territorio (piuttosto che lontano e ALTRO,piuttosto che insensibile alle concrete forme di pressione democratica,piuttosto che ignorante dei problemi reali delle comunità), aver di mira una maggiore equità fiscale e una maggiore aderenza delle leggi alla realtà che pretendono di disegnare, aver la possibilità di portare il proprio valore aggiunto di cultura e critica in Europa siano obiettivi legittimi e che vanno nell'interesse della Liguria e dei liguri. Io credo a una rinascita della Liguria, e virtualmente cerco di contribuire a difendere quei valori e quelle idee sopraelencate, consapevole che sono perfettibili e che esistono altre soluzioni o altre visioni. Il forum è stato creato per questo: perchè esistono tante idee e tante prospettive da vagliare nell'interesse delle nostre città e comunità, e che già tanto significa aver voglia di spender qualche minuto per pensar con affetto e ingegno a questo lembo di terra che si va a gettare prepotentemente in mare.

  3. #3
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    FORZA DORIA

  4. #4
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    Non mi soffermo sulla risposta del camerata, i doriani , e la risposta lo dimostra, sono rimasti alle ere dei dinosauri quindi non si può essere cattivi con loro, ma guardarli con pazienza.

    olte delle cose che tu scrivi mi trovano pienamente in accordo, sono nato Riva Trigoso e la mi famiglia raccoglie i suoi confini tra la serra di lerici e genova, sono quindi di sangue ultraligure da molte generazioni, ma non amo quello che si nasconde dietro a questa riscoperta dei valori delle tradizioni, coloro che dicono di esserne i portavoci, poi sono i peggiori lacchè della globalizzazione, anche i leghisti fanno parte di questa accolita, guarda come si son venduti per un piatto di lenticchie, il loro regionalismo è tutto interno alle logiche del neoliberismo che con la sua ppredominanza globale ha meglio a che fare con limitate entità regiomnali che con stati più potenti, quindi una cosa è parlare della riscoperta dei valori, delle tradizioni, delle lingue, altra cos è dividere gli interessi di un popolo per fare gli interessi delle grandi multinazionali, nel neoliberismo i popoli sono affamati e le loro tradizioni vengono calpestate perchè tutto è in mano alle società transanazionali che posseggono tutto, anche le parti del nostro DNA,, le tradizione possono essere salvate solo da un potere libertario, in cui ognuno è libero di gestire le proprie possibilità, certo i regimi comunisti(?) che sono per fortuna crollati sono stati un esemopio tragico, ma la storia si costruisce anche attraverso dei terribili errori, il comunismo è altra cosa della russia di stalin o della cambogia di polpot, basterebbe non fermarsi agli stereotipi per capire come nessunaltra ideologia potrà dare all'uomo la vero consapevolezza delle sua libertà, è una utopia, ma le utopie non son illusioni, solo chi ci vuol far cadre nel materialismi del capitale, senza nemmeno più etica, povero Max Weber, quali sarebbero le sue parole di fronte al mondo che i suoi eroi hanno costruito, continuo a spargere la favola che le utopie sono sogni, esse sono desideri, ma i desideri al contrario dei sogni possono essere realizzati.
    per tornare al nostro genoa, devo confessarti che continuo aleggere sui quotidiani gli articoli che lo riguardano, ma nutro poche speranze, la logica del profitto e ferrea, e chi pensava che qualche cosa che faceva parte dei nostri cuori ne fosse esente è stato cla morosamente smentito, il cameratoa dovrebbe essere contento ora c'è anche un fascista a dirigere il doria, come si dice in toscana <damontelupo si vede capraia dio li fa e poi li appaia>
    ciao

  5. #5
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    Originally posted by falcorosso
    Non mi soffermo sulla risposta del camerata, i doriani , e la risposta lo dimostra, sono rimasti alle ere dei dinosauri quindi non si può essere cattivi con loro, ma guardarli con pazienza.

    olte delle cose che tu scrivi mi trovano pienamente in accordo, sono nato Riva Trigoso e la mi famiglia raccoglie i suoi confini tra la serra di lerici e genova, sono quindi di sangue ultraligure da molte generazioni, ma non amo quello che si nasconde dietro a questa riscoperta dei valori delle tradizioni, coloro che dicono di esserne i portavoci, poi sono i peggiori lacchè della globalizzazione, anche i leghisti fanno parte di questa accolita, guarda come si son venduti per un piatto di lenticchie, il loro regionalismo è tutto interno alle logiche del neoliberismo che con la sua ppredominanza globale ha meglio a che fare con limitate entità regiomnali che con stati più potenti, quindi una cosa è parlare della riscoperta dei valori, delle tradizioni, delle lingue, altra cos è dividere gli interessi di un popolo per fare gli interessi delle grandi multinazionali, nel neoliberismo i popoli sono affamati e le loro tradizioni vengono calpestate perchè tutto è in mano alle società transanazionali che posseggono tutto, anche le parti del nostro DNA,, le tradizione possono essere salvate solo da un potere libertario, in cui ognuno è libero di gestire le proprie possibilità, certo i regimi comunisti(?) che sono per fortuna crollati sono stati un esemopio tragico, ma la storia si costruisce anche attraverso dei terribili errori, il comunismo è altra cosa della russia di stalin o della cambogia di polpot, basterebbe non fermarsi agli stereotipi per capire come nessunaltra ideologia potrà dare all'uomo la vero consapevolezza delle sua libertà, è una utopia, ma le utopie non son illusioni, solo chi ci vuol far cadre nel materialismi del capitale, senza nemmeno più etica, povero Max Weber, quali sarebbero le sue parole di fronte al mondo che i suoi eroi hanno costruito, continuo a spargere la favola che le utopie sono sogni, esse sono desideri, ma i desideri al contrario dei sogni possono essere realizzati.
    per tornare al nostro genoa, devo confessarti che continuo aleggere sui quotidiani gli articoli che lo riguardano, ma nutro poche speranze, la logica del profitto e ferrea, e chi pensava che qualche cosa che faceva parte dei nostri cuori ne fosse esente è stato cla morosamente smentito, il cameratoa dovrebbe essere contento ora c'è anche un fascista a dirigere il doria, come si dice in toscana <damontelupo si vede capraia dio li fa e poi li appaia>
    ciao
    Caro Falco, la vicenda del pesto genovese insegna che la sinistra non ha il monopolio dell' anti-globalizzazione. A meno che Biasotti non si sia convertito d'un tratto al verbo no-global. In questo frangente DS e Rifondazione, eccetto le cooperative, dimostrano, rimanendo nell'ombra a dichiararsi "non competenti", di strumentalizzare gli ideali e i valori no-global. Che esistono anche a destra, in una variante tradizionale ed etnonazionale, forse, ma che di certo non vanno nella direzione dei grandi capitali transnazionali. Tu fai anche un'ottima osservazione: piccole entità politiche potrebbero essere non molto efficaci nel far da contraltare ai grandi potentati economici. Io credo però che grandi entità uniformi e indistinte al loro interno,ossia grandi poteri distanti dalla quotidianità dei cittadini, radicati in palazzi lontani, possano essere le migliori sparring partner per le vecchie,nuove e future multinazionali. Secondo il mio punto di vista la verità dovrebbe situarsi nel mezzo:è necessario progettare una forte sussidiarietà, che dai diversi territori fluisca verso il vertice, seguendo rigorosamente criteri di rappresentatività oggi assenti. Quanto al comunismo, essendo anti-ideologico non posso essere in sintonia con quella che non reputo una soluzione a misura d'essere umano. Ovviamente credo che dimensione pubblica e democratica debba giocare un ruolo di primo piano nel definire i giochi del capitale, cosiccome credo che sia importante leggere Marx per superarlo....Ma non rinuncerei mai alla democrazia formale, a un liberalismo sinergico alle tradizioni, perfino a un certo mondo piccolo-borghese tanto mediocre quanto realistico e polarizzante...Non rinuncerei mai ai sogni mondani che rimangono sullo sfondo di tante esistenze ispirate a un onesto lavoro, non leverei mai gli accenti da un certo campanilismo che spero sempre contruibuisca a riportare la società sulla strada dell'esser comunità....E non sai quanto mi piacerebbe che la difesa delle identità locali diventasse un fronte trasversale ai partiti politici. Ma a sinistra tale visione è purtroppo avversata da un certo vizio ideologico secondo cui le culture regionali farebbero rima con una chiusura provinciale borghese e tendenzialmente xenofoba. Nulla di più falso. Si tratta di importanti valori aggiunti alle culture troppo ufficiali e troppo distanti dalle reali percezioni delle piccole comunità europee.Si tratta di identità da mettere reciprocamente in gioco, di volti coi quali affrontare le sfide globali (soprattutto sul piano culturale) di fronte a cui siamo, converrai, davvero poco attrezzati.
    Bossi, deriso e insultato da tanti, ha posto a mio avviso una grande alternativa per il futuro: pensare localmente e agire globalmente, o pensare globalmente e agire localmente. Non credo, pur nella rigidità essenziale di questo schema, abbia detto una sciocchezza.
    Capitolo genoa: paghiamo essenzialmente la nostra sfortuna tradizionale e il cattivo stato di salute del calcio, destinato ormai a far fuggire capitali veri e solidi. Il football, da noi regalato all'italia, è stato da altri ridotto a brandelli. Sicuramente è responsabile di ciò la visione economistica degli anni novanta, e soprattutto una cattiva lettura della cultura sportiva euromediterranea, che certo non è clone di quella oltreoceano. E forse è un bene. Per il calcio è,fortunatamente, il Kaly Yuga, l'epoca della fine.Ripartiamo da zero, dai nostri stadi, dalla passionalità dei tifosi,dal concetto di sport. Chissà che anche i potenti non siano costretti a far marcia indietro.

  6. #6
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    Originally posted by cameratamarco
    FORZA DORIA
    FORZA SPEZIA !
    "... e ciascuno morendo scagli l'asta per l'ultima volta,
    ché degno d'onore e magnifico è per un uomo combattere
    per la sua terra e i figli e la sposa legittima
    contro i nemici "
    Tirteo


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  7. #7
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    Originally posted by AIACE TELAMONIO


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    Se non è zuppa è pan bagnato

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  8. #8
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    Originally posted by AIACE TELAMONIO


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    FORZA GENOA

  9. #9
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    Non è corretto quanto tu dici, o forse sei maLE INFORMATO, COME SI Sà LE INFORMAZIONI IN UN REGIME A MONOCULTURA E PENSIERO UNICO SONO GESTITE AS ENSO UNICO, QUINDI LE INFORMAZIONE SULLE POSIZIONI REALI DI UN PARTITO COME RIFONDAZIONE, PARTITO CHE VIENE GUARDATO COME IL FUMO NEGLI OCCHI SIA DAL CENTRO DESTRA CHE DAL CENTRO SINISTRA, SONO SCARSE E MOLTE VOLTE FALSE, LA NOSTRA POSIZIONE SULLA DIFESA DELLE CULTURE LOCALI è FORTE, ESSA è UNA PRIORITà DELLA NOSTRA LINEA POLITICA, MA NON PER CREARE ALTRI STAERELLI ASSERVITI MANI E PIEDI AL NEOLIBERISMO, MA PER FORMARE AUTONOMIE LOCALI CHE SALVAGUARDINOI LE CULTURE E LE TRADIZIONI DELLE POPOLAZIONI, AL FESTIVAL DELLA CULTURA QUI A LA SPEZIA ABBIAMO INVITATO DUE ESPONENTI DI BATASUNA, I BASCHI MESSI FUORI LEGGE PER IMPERIO, MA AABIAMO RAPPORTI ANCHE CON I CORSAI E CON I BRETONI, MA MIO DIO LA PADANIA NON E' NULLA DI TUTTO QUESTO, è UNA PURA INVENZIONE FURBESCA DI QUALCUNO CHE HA SGAMATO IL MNODO PER FAR SOLDI SFRUTTANDO LEGITTIME NECESSITA' POPOLARI, SUL PESTO E SU ALTRO, COME PER ESEMPIO LE OLIVE DELLA PUGLIA, LE NOSTRE POSIZIONI SONO CHIARE, ANCHE A LIVELLO PARLAMENTARE, MA NESSUNO NE PARLA, MEGLIO FAR CREDERE CHE I DIFENSORI DI TUTTO QUESTO SIANO DUE O TRE BUFFONI CHE SI METTONO GLI ELMI CURNUTI IN TESTA E SONO TALMEMNTI IGNORANTI CHE BNON CONOSCONONO NEMMENO LE TRADIZIONI CELTICHE, QUELLE VERE E NON LA BUFFONATA DELL'AMPOLLINA.
    Se vogliamo essere seri facciamolo, io sono ligure da gebnerazioni, amo la liguria, quando dall'alto delle colline di Riomaggiore giardo il mare e la costa sento un nodo in gola e ringrazio dio di avermi fatto nascere in queste terre splendide, ma sono perfettamente cosapevole vche mai nulla ci potrà accumunare ai corsi o ai baschi, loro sono un popolo, con una lingua, una cultura, una letteratura, non hanno un dialetto e delle tradizioni, che vanno difese comunque a spada tratta, ma una letteratura, una lingua con tanto di grammatica, sono una nazione, con tutte le caratteristiche della nazione, noi siamo una regione con le nostre tradizioni, il nostro dialetto e le nostre genti ed anche la nostra storia, tutto ciò deve essere difeso, ma non saranno certo i paladini della globalizzazione neoliberista che tutto annulla nel nome del pensiero unico a salvare le tradizioni dei popèoli.
    Per tornare a Genova, quel fascetto presuntuoso di Dalla Costa, ci sta rovinando, cosa aspettate voi che abitate a genova a fare una bella manifestazione di massa, tutti uniti, pacifica, proporrei silenziosa, come un funerale, con un unico cartello in testa, salviamo il genoa, salviamo il calcia,i buffoni se ne tornino a casa

  10. #10
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    Non è corretto quanto tu dici, o forse sei maLE INFORMATO, COME SI Sà LE INFORMAZIONI IN UN REGIME A MONOCULTURA E PENSIERO UNICO SONO GESTITE AS ENSO UNICO, QUINDI LE INFORMAZIONE SULLE POSIZIONI REALI DI UN PARTITO COME RIFONDAZIONE, PARTITO CHE VIENE GUARDATO COME IL FUMO NEGLI OCCHI SIA DAL CENTRO DESTRA CHE DAL CENTRO SINISTRA, SONO SCARSE E MOLTE VOLTE FALSE, LA NOSTRA POSIZIONE SULLA DIFESA DELLE CULTURE LOCALI è FORTE, ESSA è UNA PRIORITà DELLA NOSTRA LINEA POLITICA, MA NON PER CREARE ALTRI STAERELLI ASSERVITI MANI E PIEDI AL NEOLIBERISMO, MA PER FORMARE AUTONOMIE LOCALI CHE SALVAGUARDINOI LE CULTURE E LE TRADIZIONI DELLE POPOLAZIONI, AL FESTIVAL DELLA CULTURA QUI A LA SPEZIA ABBIAMO INVITATO DUE ESPONENTI DI BATASUNA, I BASCHI MESSI FUORI LEGGE PER IMPERIO, MA AABIAMO RAPPORTI ANCHE CON I CORSAI E CON I BRETONI, MA MIO DIO LA PADANIA NON E' NULLA DI TUTTO QUESTO, è UNA PURA INVENZIONE FURBESCA DI QUALCUNO CHE HA SGAMATO IL MNODO PER FAR SOLDI SFRUTTANDO LEGITTIME NECESSITA' POPOLARI, SUL PESTO E SU ALTRO, COME PER ESEMPIO LE OLIVE DELLA PUGLIA, LE NOSTRE POSIZIONI SONO CHIARE, ANCHE A LIVELLO PARLAMENTARE, MA NESSUNO NE PARLA, MEGLIO FAR CREDERE CHE I DIFENSORI DI TUTTO QUESTO SIANO DUE O TRE BUFFONI CHE SI METTONO GLI ELMI CURNUTI IN TESTA E SONO TALMEMNTI IGNORANTI CHE BNON CONOSCONONO NEMMENO LE TRADIZIONI CELTICHE, QUELLE VERE E NON LA BUFFONATA DELL'AMPOLLINA.
    Se vogliamo essere seri facciamolo, io sono ligure da gebnerazioni, amo la liguria, quando dall'alto delle colline di Riomaggiore giardo il mare e la costa sento un nodo in gola e ringrazio dio di avermi fatto nascere in queste terre splendide, ma sono perfettamente cosapevole vche mai nulla ci potrà accumunare ai corsi o ai baschi, loro sono un popolo, con una lingua, una cultura, una letteratura, non hanno un dialetto e delle tradizioni, che vanno difese comunque a spada tratta, ma una letteratura, una lingua con tanto di grammatica, sono una nazione, con tutte le caratteristiche della nazione, noi siamo una regione con le nostre tradizioni, il nostro dialetto e le nostre genti ed anche la nostra storia, tutto ciò deve essere difeso, ma non saranno certo i paladini della globalizzazione neoliberista che tutto annulla nel nome del pensiero unico a salvare le tradizioni dei popèoli.
    Per tornare a Genova, quel fascetto presuntuoso di Dalla Costa, ci sta rovinando, cosa aspettate voi che abitate a genova a fare una bella manifestazione di massa, tutti uniti, pacifica, proporrei silenziosa, come un funerale, con un unico cartello in testa, salviamo il genoa, salviamo il calcia,i buffoni se ne tornino a casa

 

 
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