Amina, confermata la condanna a morte
La giovane nigeriana sarà lapidata per adulterio in base alla legge islamica: i giudici hanno respinto il ricorso in appello. In marzo il caso analogo di Safiya, poi assolta.
FUNTUA - Amina deve morire. Lo ha ribadito la Corte d'appello islamica di Funtua, nel nord della Nigeria, che ha respinto il ricorso della giovane condannata alla pena capitale per adulterio.
Amina Lawal, 30 anni, era stata ritenuta colpevole il 22 marzo scorso dal tribunale di Bakoro e condannata, secondo la legge islamica (sharia), a esser lapidata. Una sentenza barbara, che aveva ricordato il caso di Safiya, poi graziata in appello anche in seguito alle pressioni internazionali. Per Amina, 'colpevole' di aver partorito un figlio da divorziata, sembrano invece non esserci più speranze.




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