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Discussione: Repubblicani nel MONDO

  1. #1
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    Repubblicani nel MONDO

    [mid]http://www.casentinomusica.net/Spartiti/Midi/H/Hendrix,Jimi%20Castle%20made%20of%20sand.mid[/mid]

    per avere una piccola panoramica
    della famiglia repubblicana mondiale......
    vi segnalo alcuni link.....interessanti.........:


    http://users.skynet.be/rikir.wallonie/crw/
    http://repflanders.tripod.com/frans.html
    http://home.online.no/~vlaenen/quest...s/qustf20.html
    http://www.republikk.no/
    http://www.republikeinen.org/
    http://smaug.nti.se/~wbd0108100be010...nd/index2.html
    http://www.izqrepublicana.es/
    http://www.erc-cat.org/
    http://www.republique-canadienne.ca/nous_contacter.html
    http://www.geocities.com/republicanalliance/
    http://www.republic.org.au/homepagehtml.htm
    http://www.republic.org.nz/involve.htm



    ** Repubblicani in EMILIA e nella ROMAGNA (1)
    http://www.politicaonline.net/forum/...&threadid=1645
    Repubblicani in TOSCANA
    http://www.politicaonline.net/forum/...&threadid=2306
    Una informazione sui Repubblicani alla provincia di Napoli
    http://www.politicaonline.net/forum/...hreadid=103466
    Il Partito della Democrazia a Carrara
    http://www.politicaonline.net/forum/...threadid=11856
    Repubblicani in UMBRIA
    http://www.politicaonline.net/forum/...threadid=13513
    Coordinamento nazionale di repubblicani e liberali di centro sinistra, a Napoli
    http://www.politicaonline.net/forum/...hreadid=124808
    CALABRIA Repubblicana
    http://www.politicaonline.net/forum/...threadid=25994
    ** Repubblicani in EMILIA e nella ROMAGNA (2)
    http://www.politicaonline.net/forum/...hreadid=123375
    Repubblicani in CAMPANIA
    http://www.politicaonline.net/forum/...&threadid=3776
    SICILIA Repubblicana
    http://www.politicaonline.net/forum/...&threadid=5028
    Repubblicani nel LAZIO (1)
    http://www.politicaonline.net/forum/...&threadid=8665
    Repubblicani in ABRUZZO
    http://www.politicaonline.net/forum/...&threadid=5932
    Repubblicanesimo nelle MARCHE (2)
    http://www.politicaonline.net/forum/...threadid=13463
    I Repubblicani di MASSA
    http://www.politicaonline.net/forum/...threadid=29318
    LOMBARDIA Repubblicana
    http://www.politicaonline.net/forum/...threadid=11893
    Repubblicani nelle MARCHE (1)
    http://www.politicaonline.net/forum/...&threadid=4016
    I Repubblicani della Lombardia, prima e dopo il 43° congresso
    http://www.politicaonline.net/forum/...threadid=15032
    Lettera aperta.........più che aperta al segretario politico della Lombardia
    http://www.politicaonline.net/forum/...threadid=22794
    Repubblicani in GARFAGNANA e LUCCHESIA
    http://www.politicaonline.net/forum/...&threadid=7688
    Azione politica dei Repubblicani in Lombardia
    http://www.politicaonline.net/forum/...threadid=15034
    Repubblicani in FRIULI VENEZIA GIULIA
    http://www.politicaonline.net/forum/...threadid=21099
    Repubblicani in BASILICATA
    http://www.politicaonline.net/forum/...threadid=21096
    PUGLIA Repubblicana
    http://www.politicaonline.net/forum/...&threadid=9805
    il P.R.I. nel Lazio (2)
    http://www.politicaonline.net/forum/...threadid=34132
    Repubblicani in SARDEGNA
    http://www.politicaonline.net/forum/...d.php?t=349794
    Repubblicani in VALLE D'AOSTA
    http://www.politicaonline.net/forum/...hreadid=146341
    Repubblicani nel MONDO
    http://www.politicaonline.net/forum/...threadid=21389
    Repubblicani nel VENETO
    http://www.politicaonline.net/forum/...threadid=18382
    Repubblicani in TRENTINO ALTO ADIGE
    http://www.politicaonline.net/forum/...threadid=13942
    I Repubblicani in Lombardia ...
    http://www.politicaonline.net/forum/...hreadid=118662
    Assemblea a S. Benedetto del Tronto ... Repubblicani nelle Marche
    http://www.politicaonline.net/forum/...threadid=15286
    Massa e Ravenna
    http://www.politicaonline.net/forum/...hreadid=115408
    Il Dovere della Verita' a Salerno ... Repubblicani in Campania
    http://www.politicaonline.net/forum/...&threadid=9958
    .... e in Lombardia son scintille!
    http://www.politicaonline.net/forum/...hreadid=117288
    Repubblicani a RIETI
    http://www.politicaonline.net/forum/...&threadid=1705
    Repubblicani in Piemonte
    http://www.politicaonline.net/forum/...threadid=12451
    BRASILE Repubblicano
    http://www.politicaonline.net/forum/...threadid=20482
    Repubblicani in MOLISE
    http://www.politicaonline.net/forum/...threadid=21107
    Repubblicani in IRLANDA
    http://www.politicaonline.net/forum/...threadid=15945
    Repubblicani in LIGURIA
    http://www.politicaonline.net/forum/...threadid=17078

  2. #2
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    °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
    MAZZINI TRA GLI INGLESI
    °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
    di Emilia Morelli

    Giuseppe Mazzini sbarca in Inghilterra il 12 gennaio 1837:
    ci va malvolentieri e ci vive male per parecchi anni non solo
    materialmente, ma, soprattutto, moralmente. il popolo inglese
    è molto lontano dalle sue idee; è abituato a guardare alle cose
    da un punto di vista suo proprio, diverso da quello di ogni al-
    tra Nazione, e perciò non si presta all'opera di affratellamento
    universale che l' Apostolo va predicando. il Mazzini compren-
    de subito che lo stesso partito radicale non ha nulla in comu-
    ne con le sinistre continentali; ma egli non può far nulla per
    aiutare questo movimento del quale, d'altro lato, non sente la
    vastità travolgente. Ad un forestiero non è lecito occuparsi di
    politica interna, allo stesso modo che ad un semplice cittadino
    britannico non spetta interessarsi di quella estera, per la quale
    ci si affida ciecamente ai governanti. il popolo si commuove e
    si rivolta solo per ottenere riforme alla ricerca, non della li-
    bertà, che crede possedere, ma dell'uguaglianza.
    Poiche questo è, nei primi anni del suo soggiorno, il con-
    cetto politico che il Mazzini ha del Regno unito, si capisce co-
    me egli non pensi che ad isolarsi, non solo perche le preoccu-
    pazioni materiali lo attanagIiano, ma perche si sente schiaccia-
    to dall'ambiente. Londra stessa non gli piace ed egli sogna
    sempre la tranquilla pace riposante, il biancore immacolato
    delle Alpi. Gli stessi esuli italiani del 1820- '21, quelli che lo a-
    vevano commosso giovinetto, avevano ormai trovato una
    tranquilla sistemazione e non erano disposti a rituffarsi nella
    battaglia. Fra le mura di una piccola casa disadorna Mazzini
    scrive tutto il giorno, tentando di procurarsi qualche possibi-
    lità di guadagno per mezzo della stampa. Ma qui cominciano
    le vere disillusioni e i disinganni amari, che contribuiranno a
    tinteggiare di nero il quadro che egli si fa dell'Inghilterra. Arti-
    coli rifiutati con un sorriso, promesse di pubblicazione non
    mantenute e, più che tutto, censure su quelle idee che costitui-
    vano la sua fede e la sua certezza. Nulla v'è che lo sollevi, se
    non il trepido affetto materno, ma troppo lontano per dare ca-
    lore alla sua vita: continui sono i dissapori con i Ruffini, ormai
    spiritualmente distaccati, e la devozione muta di Angelo Usi-
    glio non gli può offrire quell'appoggio del quale la sua anima
    scossa ha bisogno. Affonda i suoi tristi pensieri nella nebbia,
    della quale sente la malinconica poesia, per sognare la Svizze-
    ra, l’Italia, Genova. La realtà materiale si affaccia prepotente: le
    crisi economiche si susseguono e con esse i debiti che lo co-
    stringeranno a impegnare persino l'anello di sua madre,l'oro-
    logio, i libri, il cappotto. Per accondiscendere ai Ruffini, che si
    uniscono alle proteste paterne, tenta anche imprese commer-
    ciali. Ma l'olio arrivato da Genova non si può vendere che fia-
    sco per fiasco, perdendoci; i salami, che sembravano introva-
    bili a Londra, arrivano quando la città ne è tutta piena; e così
    la pasta ed i pizzi.
    E l’Ita1ia? Abbandonata completamente l'azione, il Mazzi-
    ni vede tutta la sua organizzazione sfasciarsi, gli amici tradir-
    lo, mentre nei pochissimi fidi non sente che affetto personale.
    Ma la sua è fede operante ed in essa trovala forza per rico-
    minciare la lotta e riprendere la Giovine Italia: siamo alla fine
    del 1839.
    Per quanto, apparentemente, la vita dell'esule a Londra
    continui uguale, pure un'amicizia rischiara ora la monotonia
    delle sue giornate -quella che strinse con i Carlyle. Thomas
    Carlyle stimò profondamente l'ingegno del nostro esule, ma
    fin da principio mostrò decisa avversione alle sue idee politi-
    che. Le continue discussioni, che pur furono benefiche per
    l' Apostolo, il quale finalmente si trovava di fronte un uomo
    con il quale valeva la pena di parlare, finirono col raffreddare i
    loro rapporti. Una simpatia profonda, che il Mazzini riuscì a
    contenere nei limiti di una amicizia affettuosa, sorse, invece,
    per lui nell'animo scontento e bizzarro di Jane Welsh Carlyle.
    Essa ebbe il grande merito di strapparlo all'isolamento, di
    portarlo lontano da pensieri sempre egualmente tristi e sfidu-
    dati, per farlo vivere come uomo.
    I soli esuli con i quali il Mazzini era stato in costante con-
    tatto, erano i Polacchi, già suoi compagni nella spedizione di
    Savoia. Fu ad una riunione in onore di un loro martire che l' a-
    nimo gli si aprì di nuovo alla speranza: le sue parole avevano
    ancora valore, se pochi giorni dopo alcuni operai italiani gli si
    presentavano e gli chiedevano guida e consiglio. Per la prima
    volta l' Apostolo poteva iniziare quell'educazione che aveva
    sognata come unico mezzo per portare l'individuo alla co-
    scienza della sua missione politica e lavorare col popolo, non
    solo pel popolo, al fine di staccarlo dal materialismo per incul-
    care in esso principii religiosi e morali. L' Apostolato popolare
    sarà l'organo di un sezione della Giavine Italia: l'Unione degli
    operai italiani.
    Ma a Londra vivevano tanti Italiani poveri, che avevano
    dimenticato la lingua materna, che non sapevano ne leggere
    ne scrivere. Per essi si aprì la Scuola italiana gratuita. Il 10 no-
    vembre 1841 le porte di Hatton Garden, 85 accolgono bambi-
    ni che tutto il giorno hanno girato per la città con un organet-
    to o con qualche-topo ammaestrato, ragazzi che hanno impa-
    stato gesso creando per gli Inglesi immagini fedeli dei nostri
    capolavori, donne che vogliono imparare la lingua dei loro
    mariti e dei loro figli. Filippo Pistrucci, Luigi Bucalossi, Cele-
    stino Vai sono col Mazzini i tenaci sostenitori di questa gran-
    de opera di bene, insieme ad alcuni Inglesi. Qui il Mazzini
    dimentica le noie, le amarezze, i dispiaceri in mezzo alla de-
    vozione entusiasta del suo popolo, e la sua intima gioia è tan-
    to grande che mai affiderà ad altri l'incarico della conferenza
    domenicale, neppure quando l'orizzonte politico si sarà ri-
    schiarato ed egli sentirà intorno a se, a Londra, stima ed affet-
    to. Anche se il suo nome non appare pubblicamente, è Maz-
    zini che organizza concerti, lancia sottoscrizioni per racco-
    gliere fondi, prepara la festa annuale per l' anniversario della
    fondazione. Non valgono ad amareggiarlo le noie che gli
    procurano i preti della Cappella sarda e i pastori protestanti.
    Egli trionfa, il numero degli allievi aumenta rapidamente, i
    patroni, quasi tutti appartenenti al circolo Carlyle, sono gene-
    rosi nelle offerte.
    E' attraverso questa istituzione benefica, perfettamente
    consona alla spirito inglese, che Giuseppe Mazzini viene co-
    nosciuto a Londra. E' proprio fra coloro che lo videro in mez-
    zo ai suoi poveri che egli troverà difensori nel periodo imme-
    diatamente successivo, quando, nel 1844 accuserà il governo
    di avergli aperta la corrispondenza e di averne comunicato il
    contenuto a potenze estere provocando la misera fine dei
    Bandiera. Fin dal Natale 1843 egli aveva avuto sentore che le
    sue lettere venivano aperte, ma, non avendone prove suffi-
    cienti, aveva dovuto attendere un anno prima di denunciare
    la cosa alla Camera dei Comuni. Il risultato conseguito, che
    servì a fargli comprendere come fosse giusto il mezzo di lotta
    scelto dalle sinistre inglesi, fu superiore alla sua stessa aspetta-
    tiva. Commissioni di inchiesta nei due rami del Parlamento,
    adunanze pubbliche, tutta una letteratura su giornali politici
    ed umoristici, riuscirono in breve ad imporre il silenzio a quei
    pochi che avevano tentato di difendere le misure governative,
    giustificandole con la necessità di controllare i rivoluzionari
    che avevano trovato asilo nell'isola ospitale. Personalmente,
    fu un trionfo, per l'esule, che si impose definitivamente a Lon-
    dra, soprattutto quando si fu convinti che egli si occupava u-
    nicamente della sua Patria, astenendosi rigidamente dalla par-
    tecipazione alla politica locale. Proteso tutto verso l'ltalia, e
    consacrato alla causa che la morte dei Bandiera rendeva anco-
    ra più sacra, egli non pensò a se, non si curò neppure delle ri-
    trattazioni che Sir James Graham, ministro dell'Interno, fu co-
    stretto a fare in Parlamento; si amareggiò, invece, per la scarsa
    diffusione che ebbe il suo opuscolo “Italia, Austria e il Papa”, per
    mezzo del quale aveva sperato far nota la vera situazione del-
    la Penisola. Ma l' Apostolo, che conosceva ormai bene gli In-
    glesi, si rendeva conto che troppo poco era stato fatto da noi,
    perche essi potessero persuadersi ad aiutare materialmente la
    causa italiana. Si preparò, perciò, ad un lavoro internazionale,
    aiutato dalle molte conoscenze che gli aveva procurato lo
    scandalo dell'apertura delle lettere. E non più solo amicizia,
    come aveva avuto dai Carlyle, ma collaborazione e compren-
    sione trovò allora nei Taylor, nei Shaen, nei Molner Gibson e,
    soprattutto negli Ashurst.
    Il popolo inglese, sempre pronto a criticare e a combattere
    il suo governo in politica interna, non s'interessava, come s'è
    detto, di quella estera. Se soccorreva gli esuli, se assisteva alle
    loro adunanze, lo faceva per uno spirito di solidarietà umana,
    non già perche i casi della Polonia, della Francia o dell'ltalia
    potessero aver peso su decisioni che gli Inglesi basavano sol-
    tanto sul proprio interesse insulare. Far comprendere la situa-
    zione di altri popoli, spingere a rendersi conto dei diversi
    punti di vista, guardare a tutta la politica europea di fuori del
    campo visivo britannico, fu costante preoccupazione del Maz-
    zini. Per questo, pur non essendogli graditi tutti i membri del-
    l' Associazione, cercò di potenziare al massimo la Lega internaz-
    zionale dei popoli, sorta durante un comizio contro la violenta
    soppressione della repubblica di Cracovia, il 16 dicembre
    1846. Era la prima volta che gli si offriva il modo di far inten-
    dere pubblicamente la questione italiana, pur associata a quel-
    le di altre nazioni schiave. La Lega ebbe vita breve e stentata,
    tanto che l' Apostolo non la ricorda neppure nelle Note auto-
    biografiche. Gli avvenimenti del '48 sommersero questa atti-
    vità, che pur non va trascurata, perche Scuola Italiana, Giovine
    Italia, Lega internazionale dei popoli, costituiscono .i gradini
    della scala che, nella concezione mazziniana, doveva portare
    al graduale progresso dell'individuo, della Nazione, dell'U-
    manità.
    Quei dieci anni di lotta del primo soggiorno erano serviti a
    dirozzare, a preparare, a creare quell'atmosfera di simpatia
    che, ritornato in Inghilterra il 27 rnaggio 1850, coll'aureola del
    Triumnvirato romano, cercherà di sfruttare praticamente, ora
    che gli Italiani avevano dimostrato di meritare l'indipendenza
    e gli Inglesi, dopo il periodo burrascoso di lotte interne che a-
    veva caratterizzato la prima metà del secolo XIX, si prepara-
    vano a godere i frutti delle riforme ottenute.
    Nella birreria di James Stansfeld, marito di Carolina A-
    shurst, si torna a riunire il clan mazziniano. Esso ha accolto
    con entusiasmo il suo capo, ed è felice di potergli dimostrare
    praticamente la sua devozione. E il Mazzini non perde tempo
    perche deve mantenere vivo l' entusiasmo suscitato dalla Re-
    pubblica romana e smantellare il castello di calunnie che ad
    arte avevano costruito i giornali bonapartisti per giustificare
    l'intervento francese a Roma.
    Il 15 marzo 1851 si riuniscono per la prima volta gli Amici
    d'Italia, la sola Società indiscutibilmente, fra le tante che in
    quel periodo ebbero vita in Inghilterra in nome della fratellan-
    za universale dei popoli, che avesse, e il merito era del Mazzi-
    ni, un programma chiaro e preciso. I nomi stessi dei consiglie-
    ri ci indicano quanto si fosse allargata la sfera d'azione dell' A-
    postolo. Non più soltanto esuli o esponenti di idee politiche a-
    vanzate, ma scrittori, deputati, professionisti, impiegati, per i
    quali aiutare la causa italiana è divenuto quasi un sacro dove-
    re. Ed essi scrivono tengono comizi e conferenze per gli Ingle-
    si, mentre preparano cordiale accoglienza agli Italiani che per
    ragioni commerciali, per visitare l'Esposizione per esempio,
    vengono a Londra, evitando così di imprimere un colore e-
    sclusivamente politico all'associazione. Uno dei punti sui qua-
    li insisteva il Mazzini era, infatti, questo: un'Italia divenuta in-
    dipendente e forte coll'appoggio britannico avrebbe costituito
    un mercato sicuro, contribuendo a controbilanciare l'influenza
    francese nel Mediterraneo. I fondi sono raccolti con sottoscri-
    zioni a quote minime per riuscire a penetrare colla propagan-
    da nelle più povere classi sociali. La guerra di Crimea e l' al-
    leanza austro-inglese costringevano la società a sospendere i
    suo lavori, senza che gli amici più fidati, tuttavia lasciassero
    cadere del tutto la propaganda. Questa era ripresa nel 1856 e
    si spingeva anche in provincia. Ricordiamo le conferenze di
    Jessie White Mario, che sono proprio di questi anni, e i Comi-
    tati sorti un po' dovunque per il Fondo per l'Emancipazione
    Italiana, quelli stessi che serviranno a dare tangibile aiuto al-
    l'impresa dei Mille. Tesoriere di Garibaldi in Inghilterra sarà
    William Ashurst.
    In questo periodo, in cui il Mazzini poteva giustamente
    essere orgoglioso del frutto di tante fatiche, la sua elevatezza
    d'animo ebbe modo di brillare di una luce più alta e più ful-
    gida. L'Inghilterra veniva, diremo così, attaccata da due for-
    ze: quella sarda nelle sfere politiche più alte, nei circoli con-
    servatori, quella mazziniana nell'opposizione e nelle sfere
    più umili. Mentre continui, violenti, personali furono gli at-
    tacchi contro di lui, dalla sua penna non uscì mai una frase
    che potesse direttamente ostacolare, in terra straniera, la poli-
    tica sabauda. Egli comprendeva che questa serviva a influen-
    zare quelle alte personalità alle quali egli aveva sempre sde-
    gnato rivolgersi, ma che rappresentavano una forza viva e o-
    perante. Le due propagande procedettero, perciò, parallele,
    finche non trovarono un punto di accordo nel nome trascina-
    tore di Giuseppe Garibaldi. Così soltanto si spiega l'acco-
    glienza trionfale che, insieme, aristocrazia e popolo, dopo a-
    verlo aiutato con tanta generosità nel periodo di preparazio-
    ne, tributarono all'Eroe nel 1864.
    Mazzini rimaneva nell'ombra, e conosceva, proprio allora,
    momenti di grande amarezza. Il giorno stesso in cui Garibaldi
    sbarcava a Southampton, James Stansfeld doveva dimettersi
    dalla carica di sottosegretario alla Marina, perche non aveva
    voluto sconfessare l'amicizia che da diciotto anni lo legava al-
    l' Apostolo. Si era creduto di potere incolpare l'esule di com-
    plicità nell'attentato che Greco aveva preparato contro Napo-
    leone III e si era trovato che uno degli indirizzi di cui Mazzini
    si serviva a Londra per eludere la censura era quello di James
    Stansfeld. Poteva sedere al banco del Governo un amico di
    Giuseppe Mazzini? Posta così, la questione provocò discussio-
    ni vivaci durante le quali, se da un lato si andavano ripetendo
    i soliti luoghi comuni anti-rivoluzionari dall'altro non solo gli
    amici, ma conoscenti che il Mazzini aveva perso di vista e
    Gladstone stesso, pronunciarono parole di ammirazione, di
    devozione, di gratitudine per colui che aveva profuso per tan-
    ti anni in ogni campo l'attività del suo ingegno e del suo cuo
    re con generosità e disinteresse.
    La vita politica di Mazzini in Inghilterra finisce con questo
    episodio, perche gli appelli che egli lanciò successivamente
    per Venezia e per Roma non procurarono che risultati insigni-
    ficanti. Come all'inizio della sua propaganda, non poteva pre-
    tendere offerte da stranieri, quando in Italia nessuno dava.
    Giuseppe Mazzini appare ora piuttosto nella luce di Mae-
    stro, di Apostolo di una fede consolatrice, e a lui si rivolgono
    anime angosciate ed incerte, Algernon Charles Swinburne,
    Harriet Hamilton King, Emilia Ashurst Venturi. Profeta del-
    l'Europa futura, nella sua stanzetta di Fulham Road passa u-
    na folla diversa, soggiogata tutta da un'impressione incancel-
    labile di grandezza e di bontà. Questa stessa che aveva ispira-
    to al Meredith, nel romanzo dedicato al nostro Quarantotto,
    questo significativo ritratto: «un uomo di statura media, ma-
    gro, quasi fragile: aveva la carnagione e l'aspetto dello studio.
    so. Le spalle e la testa che si curvavano nell'osservare, il pa-
    strano abbottonato che gli stringeva il petto, l'espressione che
    prendeva come di uno che attende ed ascolta, tutto faceva
    pensare ad un'energia unicamente contemplativa, finche non
    si erano visti i suoi occhi, finche non si era sentito il suo sguar-
    do. Fin quando, cioè, l' osservatore non si era reso conto che
    quei morbidi, enormi, meditativi occhi neri, si erano impos-
    sessati di lui. In essi non v'era il languore astratto dello studio.
    so, in essi non v'era il riflesso di una lampada solitaria; una si-
    cura forza ammaliatrice riempiva quello sguardo penetrante.
    Fissandoli, ci si sentiva all'improvviso trascinati in mezzo alle
    mille ruote stridenti che formano una mente vasta e vigorosa,
    pronta e ragionatrice insieme, un intelletto acuto che lavora
    impiegando tutti i suoi mezzi, dei quali ha assoluto il posses-
    so: mente poliedrica, con una filosofia sua propria, che arriva
    al colpo di scure con passi logici, una mente molto meno a-
    dattabile di quella di un soldato; tutto fuorche quella di un
    Amleto. I suoi occhi erano neri come è nero il margine di una
    foresta, non come è nera la notte. Sotto certe luci divenivano
    marrone, del bel marrone ricco della castagna o piuttosto co
    me quello orlato di nocciola dei tramonti sui nostri fiumi del-
    l'ovest durante le piene invernali, quando la notte comincia a
    stendere la sua ombra. Il suo profilo era espressione di bellez-
    za classica come si può ammirare raramente ai nostri giorni
    nelle terre classiche e altrove. Era severo; la tenera serenità
    della piena curva degli occhi lo risollevava,…il suo sorriso era
    limpido, e compariva dolcemente come un circolo nell'acqua.
    Sembrava scorrere coi suoi pensieri e trapassarli, essere una
    parte delle sue emozioni e spiegarle quando per un istante
    brillava nella sua pienezza",», Quel sorriso che sorgeva, ce lo
    dice il Mazzini stesso, dalla sua seconda anima «che ama e
    sente ancora, cui piacciono i fiori e le semplici canzoni popola-
    ri, che,,,,,,è sempre giovane, sognante, un po' poetica o per lo
    meno amante della poesia, che è triste, ma, pur sapendo che
    quaggiù non v'è felicità, alle volte sorride come se la felicità
    fosse vicina» , dalla sua seconda anima che, come la prima è
    dedicata all’Italia, è, invece, dell'fughilterra, patria del suo lo
    individuale.
    °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°

  4. #4
    Anita
    Ospite

    Predefinito

    rientrando dalle VACANZEEEEEEE!!
    un bacio a tutti i repubblicani
    sparsi per il globo terracqueo.

  5. #5
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    Predefinito costa d'avorio

    ragazzi il vostro calvin parte per la Costa d'Avorio! Se tutto va bene torno per il dieci settembre. Incrocio le dita e saluti repubblicani a tutti. Viva la repubblica.

  6. #6
    email non funzionante
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    Talking

    Originally posted by Anita
    rientrando dalle VACANZEEEEEEE!!
    un bacio a tutti i repubblicani
    sparsi per il globo terracqueo.
    ...cioè ben 27 persone...

  7. #7
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    Predefinito

    Con Calvin in Costa d'Avorio 28
    saluti
    echiesa
    ehehehehehe

  8. #8
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    Predefinito

    Visto che siamo in 28.

    Ha ragione una M....da mia di amico (socialista di quelli alleati con Nr, che non è Nuvola Rossa ma Nuova Rep.) che prendendomi in giro senti chi parla, dice che insistenti voci Romane, danno come per certo che il prossimo congresso del Pri si terrà nei giorni stabiliti nella sala da pranzo della residenza romana del Segretario Nucara. Sarà vero?
    Caro Calvin, sappiamo che sei ben allenato a combattere contro belve feroci e serpenti, forse il tuo viaggio nel continente nero, nasconde un ulteriore perfezionamento delle tue tecniche di difesa contro certi soggetti ?
    Scherzi a parte buone vacanze, attento a non fare come l'On. Martelli a Malindi, le canne fattele tutte laggiù.

    Saluti Gino di Tacco:lol

  9. #9
    Garibaldi
    Ospite

    Predefinito

    una volta si diceva che i cobgressi li tenevamo dentro ad un ascensore?!!
    Se siamo pasati ad un appartamento e' grande cosa?!?!?!
    da quattro gatti a 28 mi sembra un bel successo??!!?

  10. #10
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    Predefinito quali vacanze?

    Qua vi ho annnunziato che partivo per l'Africa occidentale e qua annuncio il mio rientro. Ma quali canne, andiamo! In Africa ero per organizzare un po' di reportage e guadagnare qualche lira. Certo che piuttosto che fare una guerra nel partito io preferisco andarmene in Africa. Mi sa che ci torno. Saluti a tutti.

 

 
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