BOLOGNA - Sono stati scarcerati i cinque uomini, quattro marocchini e un italiano, fermati ieri nella basilica di San Petronio a Bologna, mentre filmavano l'interno della chiesa e pronunciavano frasi minacciose in berbero.

E' bastata una giornata di interrogatori per ridimensionare i timori di un atto terroristico nella chiesa, in cui è esposto un affresco del 1415 che ritrae Maometto nudo tra gli idolatri e aveva suscitato proteste da ambienti musulmani. A suscitare allarme erano state soprattutto le frasi colte tra due dei nordafricani. A conclusione di ore ed ore di interrogatori a cui il gip Diego Di Marco ha sottoposto i quattro marocchini, operai con regolare permesso di soggiorno, e l'italiano, un professore in pensione di Padova che da anni si prodiga per gli immigrati, il giudice ha disposto la scarcerazione per tutti.

Secondo l'accusa, i cinque stavano facendo un sopralluogo in vista di un attentato terroristico. Il gip ha comunque convalidato il fermo. Ma nel corso dell'udienza è stato lo stesso pubblico ministero, Paolo Giovagnoli, a ritirare la richiesta di custodia cautelare, non ritenendo sufficienti, "allo stato dei fatti", gli indizi finora raccolti. "La procura - ha dichiarato al termine dell'udienza il procuratore aggiunto di Bologna Luigi Persico - ha serenamente svolto la propria funzione di garanzia. Il pubblico ministero è stato chiamato ad un controllo di legittimità ed ha quindi deciso di chiedere la revoca della custodia cautelare".