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Discussione: I cerchi nel grano

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    Predefinito I cerchi nel grano

    Dal sito http://web.tiscali.it/fudoshinama/index.htm

    I CERCHI NEL GRANO

    I CONTENUTI DI QUESTA PAGINA SONO IL RISULTATO DELLE RICERCHE DEL RICERCATORE ADRIANO FORGIONE, CHE RINGRAZIO PER IL GRANDE LAVORO PIONIERISTICO DA LUI SVOLTO.
    MI SONO PERMESSO DI RIPRODURRE QUESTO MATERIALE PRATICAMENTE NELLA SUA FORMA INTEGRALE AFFINCHE' IL FENOMENO DEI CERCHI NEL GRANO ABBIA LA MASSIMA DIVULGAZIONE POSSIBILE, IN QUANTO GOVERNI, MASS MEDIA E ORGANI DI INFORMAZIONE TENGONO NASCOSTO QUESTO FENOMENO CHE RIGUARDA L'UMANITA' INTERA, O NEL MIGLIORE DEI CASI NE PARLANO IN MODO INESATTO E DENIGRATIVO.

    MASTER REIKI GIANLUIGI COSTA

    Questo fenomeno tanto diffuso da circa trant'anni, di cui poco si parla, è la prova inconfutabile dell'esistenza della vita extraterrestre o extradimensionale. Inoltre i cerchi nel grano ci trasmettono dei messaggi spirituali legati al nostro futuro nell'universo, e rispondono in parte alle fatidiche domande: Chi siamo? Da dove veniamo? Dove dobbiamo Andare?

    BUON VIAGGIO ALL'INTERNO DEI CERCHI NEL GRANO

    Le caratteristiche più salienti del fenomeno sono le seguenti:
    1)la costruzione di tali cerchi è possibile solo dall'alto e sono stati fatti per essere visti dall'alto;
    2)tutti i ricercatori e studiosi del fenomeno sono concordi nell’affermare che non esiste una tecnologia terrestre conosciuta in grado di creare tali cerchi;

    Caratteristiche grano
    3)La tecnica con cui vengono piegati e intrecciati gli steli delle piante che, peraltro, continuano indisturbate la crescita in quella posizione, è estremamente precisa e non permette contraffazioni;
    4)la comparsa dei Crop Circles nei campi è improvvisa. La misteriosa forma di energia impiegata dai circlemakers è stata a volte sentita da alcuni testimoni e descritta come un crepitio simile allo scoppiettare dell'elettricità statica. La particolare tecnica con cui è piegato il grano è il marchio di autenticità del cerchio. I bordi sono sempre definiti e netti, le piantine non subiscono nessun danno apparente, continuando la loro crescita in quella posizione, ma le spighe, se controllate in laboratorio, presentano prove di mutazione genetica; inoltre il 40% dei chicchi è deformato contro lo zero% degli altri chicchi delle spighe fuori dal cerchio. I nodi delle piantine che hanno subito il trattamento sono più grossi degli altri. Alterazioni simili sono state ottenute introducendo piante di grano in un forno a microonde per due minuti. Questi indizi possono far pensare che per costruire i cerchi siano impiegati fasci di microonde a bassa frequenza.
    Il fenomeno è diventato pubblico negli anni Settanta, anche se i contadini inglesi hanno dichiarato ripetutamente che, negli anni Ottanta fino ad oggi, la produzione è aumentata in quantità e qualità. Dal 1991 ad oggi, l'attività di questi misteriosi signori degli anelli non è cessata ma i loro disegni si sono ulteriormente complicati e sono apparsi anche in altri Paesi, come in Germania, in Francia, in Australia, in Russia, in Giappone ecc., ma il sud dell'Inghilterra continua ad essere la loro meta preferita.

    Cerchio di Northamptonshire
    Il fenomeno dei cerchi nel grano ha assunto degli aspetti che riguardano anche elementi scientifici ma anche parapsicologici ed esoterici. Negli ultimi otto anni infatti, i cerchi hanno in larga parte rappresentato simbologie esoteriche. E’ questa quindi una chiave di lettura per capire il messaggio del fenomeno attraverso un metodo comparativo. Molti pittogrammi presentano analogie con i simboli tradizionali, altri apparentemente sono del tutto sconosciuti, anche se la costante del cerchio rimane importante. Il cerchio è un segno che offre rifugio, sicurezza, tranquillità. Trasferendo il significato nella simbologia religiosa, le popolazioni tribali, quando eseguono un rito, circoscrivono un'area al cui centro sta il sacerdote; gli indiani americani eseguono le danze e i canti propiziatori in cerchio, l'assemblea degli anziani si riunisce circondando il fuoco sacro, il mago compie il rituale dentro al cerchio. Anche i mandala (che significa cerchio) sono sempre circoscritti, l'ostia è rotonda, il calice sacro è rotondo. E gli esempi potrebbero essere molti altri. Per capire cosa ci stanno comunicando i circlemakers attraverso i loro simboli bisogna definire a larghe linee alcuni dei modelli esoterici tradizionali.

    Manubrio
    Che cosa ci mostrano i pittogrammi globalmente? Generalmente si tratta di due o più cerchi uniti dall’asse centrale che è il prolungamento del raggio centrale che divide i cerchi in semicerchi, quindi è un asse che assicura una unione fra due o più centri. Nelle varie tradizioni esoteriche, questo asse e il suo prolungamento viene definito l’Asse del Mondo che assicura un’unione fra il Polo Celeste e il Polo Terrestre che è raffigurato simbolicamente al di sopra delle cupole delle chiese e degli stupa buddisti da quel pinnacolo che fuoriesce. In conclusione possiamo leggere quei pittogrammi come una unione che sta avvenendo fra il superiore e l’inferiore nel senso figurato dell’espressione dato che il superiore in questo caso rappresenta colui che sta sopra-alla-terra cioè viene dall’alto (Analogo al cerchio superiore) fuori nello spazio, l’inferiore invece è colui che sta sotto il cielo-spazio (analogo al cerchio inferiore). Questa affermazione si può ricollegare al fatto assodato che cerchi e pittogrammi sono visibili nella loro interezza solo dall’alto quindi, metaforicamente, sono messaggi che vengono dall’alto.

    Cabala
    L’albero della vita L’elemento aria nel glifo dell’Albero della vita è rappresentato dalla colonna di mezzo in analogia con l’asse del mondo. Di questo elemento i cabalisti dicono che è equilibratore; infatti la colonna di mezzo è detta Pilastro dell’Equilibrio; ora il cerchio del Figlio è situato proprio al centro di questo pilastro, la sua arma è la spada, nel vangelo di Giovanni il Cristo è chiamato il Verbo o Logos Divino quindi la Parola era il suo strumento di battaglia. Queste considerazioni ci permettono di elaborare per associazione di idee alcuni prospetti teorici: come discusso sopra l’asse centrale presente in moltissimi pittogrammi ci mostra l’unione fra due o più centri, quindi avverrà un’unione; questa sarà equilibrata (cioè senza traumi) o equilibratrice perché avverrà attraverso il Pilastro dell’equilibrio; tale unione sarà effettuata attraverso il verbo cioè ci sarà una comunicazione di verità; il verbo verrà comunicato dal figlio, cioè un essere non interamente umano ma con sembianze di uomo; quest’uomo sarà un capo, dominerà. Queste conclusioni possono sembrare molto azzardate e fantasiose eppure i pittogrammi che passeremo ad analizzare ora le confermeranno, il simbolo del figlio è già apparso diverse volte.

    Crop triangolari
    Ho riunito, come facenti parte dello stesso gruppo, alcuni pittogrammi a forma triangolare in quanto molto ricorrente: Questi determinano i tre principi superiori definiti nella cabala i TRE SUPERNI, il n. 1 Principio Divino, il n.2 il Padre, il n. 3 la Grande Madre. Se invertiamo il senso di lettura dei pittogrammi, cioè guardiamo i triangoli con la punta rivolta verso il basso, avremo ancora il principio maschile e femminile uno di fronte l’altro ma il terzo cerchio di sotto rappresenterebbe il Figlio, quello che nella religione cristiana è il tramite attraverso cui è possibile conoscere il Padre. Rimanendo nel contesto di un messaggio che ci viene dato dai circlemakers, si potrebbe ricavare da tutto l’insieme una frase di questo tipo: “Il padre e la madre renderanno manifesto il figlio”; oppure: “Il padre e la madre si manifesteranno al figlio”, intendendo come padre e madre loro, i circlemakers, e il figlio siamo noi terrestri. Se l’ultima interpretazione fosse esatta allora Zecaria Sitchin avrebbe ragione e in ogni caso ci stanno preannunciando che Loro stanno arrivando. Il triangolo con la punta rivolta verso il basso di per se stesso è il simbolo dell’Acqua che a sua volta è rappresentata dalla coppa (il calice) cioè il recipiente atto a contenere, nel nostro caso particolare deve contenere la conoscenza quindi ancora una volta traspare il significato dell’annunciazione di un dato, di qualcosa che coinvolge loro quanto noi.

    Logos del sole
    Se analizziamo il cerchio superiore del pittogramma chiamato il Logos del Sole ci accorgeremo che i sei segmenti disposti regolarmente a sessanta gradi, se prolungati fino al centro riproducono né più né meno il monogramma di Cristo quale ci appare in molte chiese; ne può apparire casuale la sua somiglianza ad un sole a sei raggi in quanto anticamente i primi cristiani vedevano nel simbolo del sole un simbolo del Cristo perché, se il sole veniva venerato come datore di vita del nostro pianeta e, quindi, era il Principio Divino, nondimeno il Figlio nella sua manifestazione terrena rappresentava il tramite attraverso cui conoscere il Padre. Se da un lato è frustrante per il ricercatore cercare di scoprire il messaggio celato dei circlemakers nondimeno è entusiasmante la scoperta di una conoscenza così esatta di questi simboli da parte di una civiltà che possiamo definire aliena.

    La Rosa
    Un esempio lampante di questa conoscenza è il pittogramma chiamato “La Rosa” apparso a Littlebury Green. Come è possibile vedere nella ricostruzione anche questa volta ci viene riproposto un simbolo antichissimo cioè l’esagramma, la stella a sei punte chiamata anche sigillo di Salomone. L’Esagramma è un simbolo del macrocosmo, il triangolo superiore è lo Spirito che interagisce con la materia, il triangolo inferiore, perché sia possibile questa interazione deve prima avvenire una unione fra i due così ci ritroviamo davanti al concetto espresso prima. In numerologia il n. 6 è considerato un numero particolare perché è formato da due ternari (3+3=6). Questi sono identificati tradizionalmente con i due triangoli equilateri che formano l’esagramma, il superiore è il potere spirituale, l’inferiore il potere temporale, il Figlio Divino si comporta come il Padre e deve possedere tutte le potenzialità per regnare in cielo e in terra. Questo è il motivo essenziale per cui gli antichi monarchi erano capi dello stato e della chiesa; Zecharia Sitchin nel libro “Il dodicesimo pianeta” descrive come venne creato il primo sovrano umano che doveva servire da ponte di comunicazione fra le decisioni prese in cielo dagli dei.

    L'Albero della Vita Cabalistico
    Nel mese di maggio del 1997 è apparso a Burderop Down nello Wiltshire un immenso pittogramma riproducente l’Albero della Vita cabalistico, questo presuppone che “loro” ne conoscano il significato e le associazioni di idee presentate possono essere considerate molto meno fantasiose di quello che sembrano. Quel pittogramma potrebbe essere un indizio orientativo come se ci avessero fornito una chiave di interpretazione di quei simboli che possono essere applicati all’albero, e sono veramente tanti. Oggettivamente sappiamo che l’Albero della Vita è un modello cosmico, soggettivamente l’atto volontario dei circlemakers di costruire un modello di mondo uguale al precedente ma attraverso una nuova dimensione vitale più estesa e qualitativamente superiore. Quindi una progressione rispetto al passato. E’ tra il 1996 e il 1997 che il fenomeno dei Crop Circles ha assunto nuova dimensione, grazie alla complessità geometrica delle forme materializzatesi al suolo e alla loro valenza simbolica, fondamentale per ottenere una chiave interpretativa, non tanto del fenomeno, quanto del messaggio che in esso è celato. Pare infatti che ci sia stata fornita la chiave per capire almeno una parte delle forme apparse in questi due anni, una vera e propria “Stele di Rosetta” dei Crop Circles, che aspetta di essere interpretata e applicata affinché sia possibile decodificarne il contenuto. A parte l’“albero della vita”, apparso a Burderop Down il 3 maggio 1997, già discusso, assumono grande importanza le forme materializzatesi anche al di fuori dei confini bretoni. Soprattutto quelle tedesche che, per complessità, hanno eguagliato quelle inglesi.

    Spirale degli indiani Hopi
    Nel 1996 in Inghilterra sono apparsi alcuni tra i più bei Crop Circles di sempre. Uno dei simboli principali che legava le diverse formazioni era la “Spirale”. Pur nella diversità delle raffigurazioni, questo elemento comune risaltava agli occhi degli studiosi, imponendo alcune domande che solo in parte hanno trovato risposta. Essendo il fenomeno dei Crop Circles prettamente figurativo, ne doveva scaturire un’interpretazione associata ai simboli. Effettivamente il tema della spirale è rappresentato sin dall’antichità quale simbolo sacro. La troviamo incisa dagli Hopi tra i petroglifi di Chaco Canyon, New Mexico, fino ai bassorilievi celtici dei megaliti inglesi, in una similarità figurativa che sconvolge. Ma cosa rappresenta la spirale? Vi sono diverse interpretazioni collegabili a diversi Crop Circles, ma la spirale ritrae soprattutto un movimento. La rotazione è infatti una delle forze primarie dell’Universo. Tutto ciò che appartiene al creato ha un movimento a spirale attraverso il tempo e lo Spazio, e questo ci porta inevitabilmente al concetto di unione e corrispondenza tra Macrocosmo e Microcosmo.

    DNA
    Nel Macrocosmo le galassie si muovono a spirale,e gli stessi sistemi solari viaggiano nel cosmo compiendo un movimento spiraliforme. In essi si sviluppa la vita attraverso un continuo ciclo di inseminazione cosmica. All’opposto, nel Microcosmo, l’atomo, come una galassia dell’infinitamente piccolo, è dotato di uno spin, un’energia di rotazione che è alla base della materia. Così il DNA è formato da una sequenza spiraliforme che è pilastro della vita stessa.

    DNA
    Questa similarità tra l’infinitamente grande e l’infinitamente piccolo è stata disegnata al suolo dai "Circlemakers" con grande precisione. Prima il 17 giugno 1996, in località Alton Priors, nel Wiltshire, dove una doppia ellisse del tutto simile al DNA è stata riscontrata in un campo di grano. Il simbolo della vita era stato riprodotto fedelmente.

    Galassia
    Dall’infinitamente piccolo, i Circlemakers, sono passati a rappresentare l’infinitamente grande: la mattina del 29 luglio 1996, una dei più grandi pittogrammi mai apparsi, formato da ben 189 cerchi diversi è stato trovato presso Windmill Hill. Ritraeva, senza ombra di dubbio, una spirale, la cui forma ricordava una galassia, proprio come la nostra Via Lattea. Il passo era compiuto. Anche il Macrocosmo, o meglio, la forma base della materia universale, era apparso in Terra. Il legame “DNA-galassia”, “Uomo-Universo” veniva, con queste due splendide formazioni, rafforzato e lasciato alla capacità interpretativa degli studiosi.

    OMO
    E’ quindi rilevabile una stretta interconnessione tra la vita animale, umana in particolare ed il contenitore che la racchiude cioé il cosmo. L’uomo è una razza universale, le cui impronte di base sono di natura cosmica. Come dire “al cosmo appartiene ed al cosmo ritornerà”. Il riferimento all’uomo potrebbe sembrare pretenzioso, ma va considerato che, al momento attuale, l’uomo è l’unico essere sulla Terra dotato di un’intelligenza in grado di poter interpretare un messaggio proveniente dalle stelle. E forse la conferma di ciò la si è avuta a Barton Le Clay nel Bedfordshire, Inghilterra nei primi giorni di agosto del 1966 quando un crop circle raffigurante la parola “OMO” si è materializzato in una notte. Come tutti sanno “Omo” significa “Uomo” ma anche “uguale, simile”. Oltre a rafforzare la mia ipotesi circa il legame uomo-cosmo, questa traccia dal messaggio così chiaro e diretto stimola una secoda domanda: uguale o simile a chi? “L’uomo venne creato ad immagine e somiglianza di Dio”, se ci rifacciamo al passo della Genesi biblica. Essendo però la Genesi biblica un derivato della Genesi sumerica, ben studiata da Zecharia Sitchin, dovremmo maggiormente appellarci a quanto tramandatoci dai Sumeri. L’uomo sarebbe stato creato ad immagine e somiglianza degli Anunnaki, il popolo del pianeta Nibiru, attraverso una mescolanza di sangue. Microcosmo e Macrocosmo si compenetrano negli Anunnaki cratori dell’uomo con un DNA metà terrestre e metà alieno. Il cerchio si chiude e i Circlemakers sembrano volerci mandare un messaggio che intende informarci della nostra reale origine e verso quale futuro potremmo essere destinati.

    Sezione Aurea e diagramma di Fibonacci
    Se l’uomo è destinato a tornare al cosmo, come avverrà tutto ciò? I crops sembrano ancora una volta contenere la risposta ed è ancora la spirale a indicarci la strada. Il 7 luglio 1996, presso Stonehenge, è apparsa una meravigliosa formazione a spirale. E’ il simbolo della “Sezione Aurea” (che per i Greci rappresentava la perfezione) e del “Diagramma di Fibonacci” (da Leonardo Fibonacci, matematico del XIII° secolo). Questa forma è il risultato di una sequenza di numeri interi, nei quali ogni singolo valore è dato dalla somma degli ultimi due (vedi figura). Ogni valore ottenuto è riportato in un diagramma che assume la forma di una spirale, perfettamente coincidente con quanto rappresentato nel crop circle di Stonehenge: forse i "circlemakers" hanno voluto comunicarci come è possibile arrivare al cosmo. Infatti la spirale aurea è basata sul valore di 1,615 che è un numero ricorrente in natura, riscontrato nel fiore di girasole così come nella spirale delle galassie. E’ inoltre presente nella doppia elica del DNA. La sequenza numerica di Fibonacci, così concepita, basilare per la geometria sacra delle civiltà antiche, è la chiave per capire come la natura disegni le sue creature (alberi, fiori etc.). E’ inoltre uno dei fondamenti della fisica convenzionale. E' quanto stiamo scoprendo oggi, accettando il fatto che l’Universo abbia più dimensioni o passaggi intercomunicanti nei quali i nostri visitatori viaggiano senza problemi, utilizzando delle feritoie in una griglia interdimensionale che si dischiude esattamente come una spirale. Gli antichi lo sapevano già, quando costruivano i loro monumenti sacri rispettando la “spirale aurea” (forse l’intero complesso di Giza, edificato sulla base della spirale aurea, aveva anche la funzione di collegare una dimensione all’altra).

    Diagramma di Alton Barnes
    Il passaggio che l’uomo dovrà attuare affinché possa tornare al cosmo, è quello di applicare l’energia in modo costruttivo, in un atto di trasformazione che deve coinvolgere anche il suo corpo eterico, o meglio le sue energie vitali di base. L’archeologo Michael Morris, in un articolo pubblicato nel 1974 dall’ “Irish Archaeological Research Forum”, ha scritto che “la spirale dell’arte megalitica bretone e non a caso l’Inghilterra è la patria del fenomeno, al suo livello più astratto di significato, potrebbe avere espresso il concetto di energia vitale, di energia cosmica e dei ritmi vitali ai quali l’uomo primitivo si interessava”. Che tanto primitivo non doveva essere se era in grado di conoscere i segreti e le forme del Microcosmo e del Macrocosmo. Lo sapeva bene anche Wilhelm Reich. Nel suo trattato “La Sovrapposizione Cosmica” Reich spiegò la forza della creazione come l’imposizione nella sostanza primordiale di due correnti, due energie “orgoniche”: “Forza Vitale” e “Prana”. Nell’atto di combinarsi queste due energie darebbero vita ad una spirale energetica alla base della formazione delle prime particelle, delle galassie e degli uragani.Il Prana è un’energia presente in natura che, stando alle tradizioni orientali, l’uomo può canalizzare attraverso la meditazione, favorendo un processo di crescita interiore e di sviluppo delle capacità di utilizzo e gestione del Prana stesso (si pensi alla capacità che hanno i pranoterapeuti di guarire con l’imposizione delle mani). La meditazione quindi è vista come catalizzatore energetico, fondamentale per trasformare l’uomo e avvicinarlo al cosmo quale suo ambiente originario.Questo messaggio è stato riscontrato in uno dei pittogrammi impressi dai Circlemakers ad Alton Barnes l’undici luglio 1997. Ritrae una griglia formata da più cerchi satelliti, al cui centro un unico grande cerchio ne è il nucleo. E’ l’esatta replica della griglia energetica del corpo di luce nella meditazione “Merkaba”. In questa tecnica, ogni individuo canalizza intorno a sé è un campo energetico spiraliforme che perfeziona il nostro corpo di luce (o corpo eterico) e lo riequilibra, evolvendo così anche il corpo fisico. I creatori dei cerchi dovevano intendere proprio questo quando hanno disegnato ad Alton Barnes il campo energetico del corpo di luce Merkaba.

    Vesica Piscis
    Identico messaggio è rilevabile nella formazione apparsa ad Ashbury, nell’Oxfordshire, alla fine del luglio 1996. Rappresenta due sfere interconnesse fra loro, di enigmatico significato. Alcuni avevano associato il disegno a due lune che si compenetravano, ma in realtà il messaggio della formazione appare legato al “Vesica Piscis”, cioé il simbolo dei pesci, nonché di Cristo, che i primi cristiani usavano per indicarne la figura e l’era della sua comparsa - l’era dei Pesci, nella quale ancora viviamo ma che presto sarà sostituita dall’Acquario. Le due sfere rappresentavano Cielo e Terra, Spirito e Materia, e l’area di unione era la compenetrazione delle due componenti in un solo singolo elemento. Secondo la tradizione cristiana il Cristo fu mediatore tra cielo e Terra e unico essere in cui si fondevano materia e spirito coscientemente. Allo stesso modo questo simbolo indica la dualità e l’unità, quindi la necessità dell’uomo nel prendere coscienza della sua natura sia dualistica che unitaria, quale entità formata di spirito e materia. Un compenetrarsi nella coscienza Cristica e nei suoi insegnamenti, come il crop circle di Ashbury suggerisce.

    Delfinogramma
    La figura di Cristo è riscontrabile anche nei “delfinogrammi” apparsi nel 1991 nel Wiltshire (sette in tutto). Molti scritti dei primi cristiani associavano la figura del Maestro al delfino e non ai pesci. Nel corso del tempo questa correlazione è andata scomparendo, a causa dei numerosi riferimenti alla figura dei pesci del Nuovo Testamento, conseguentemente il concetto di coscienza, associato al delfino, è stato sostituito dal simbolo del pesce. Ancora oggi però il delfino viene utilizzato per rappresentare l’espansione della coscienza, l’armonia con l’Universo e il processo di ascensione. In definitiva, il passaggio dell’uomo ad un nuovo stadio evolutivo e quindi il ritorno alle stelle, non può prescindere da una maggiore consapevolezza verso il proprio essere nella sua globalità, fisica ed eterica, attraverso un processo di espansione della coscienza. Ciò presuppone una maggiore attenzione verso la componente sottile, affinché venga rotto il disequilibrio energetico tipico di quest’era per riportarlo ad una situazione di armonia. Un uomo più consapevole della sua reale natura, che non esporterà nell’Universo i suoi istinti violenti.

    Stella Fiammeggiante
    Anche la stella a cinque punte apparsa a Bishop Cunnings il 13 luglio 1997 è inseribile nello stesso contesto. I filosofi antichi la utilizzavano quale simbolo di conoscenza dei misteri della creazione e la associavano alla luce della vita. Le scuole iniziatiche presentavano la stella a cinque punte sullo sfondo di un insieme di raggi o fiamme luminose, proprio come mostrato dalla formazione di Bishop Cunnings. Gli iniziati la chiamavano “Stella Fiammeggiante”, simbolo supremo dell’esoterismo e della Luce. Eliphas Levi, tra i più noti scrittori esoteristi, afferma che la Stella Fiammeggiante rappresenta l’onnipotenza del pensiero e della meditazione. Il numero cinque, inoltre, simboleggia l’uomo, considerato come mediatore tra Dio e Universo. E’ per questa ragione che la figura umana si inscrive perfettamente in una stella a cinque punte, cosiderata dagli iniziati anche simbolo del Microcosmo. Secondo lo Yogi indiano Yogananda, “l’anima intravede nella stella a cinque punte la porta d’uscita verso l’infinito”, cioé il Macrocosmo rappresentato invece nella Cabala ebraica dalla stella a sei punte (vedi dossier Alieni n° 11, “Archetipi Cosmici”) anch’essa riscontrata costantemente nelle formazioni inglesi. Siamo ancora una volta di fronte al concetto di unione tra Microcosmo e Macrocosmo, perseguibile dall’uomo attraverso la forza della meditazione. Concetto fin troppo ripetuto dai Circlemakers, che sembrano volercelo comunicare mediante i simboli più disparati.

    Dedalo e Labirinto di Gotland
    Al di là di significati metafisici, il nostro obiettivo era quello di esplorare esclusivamente quanto rappresentato da alcuni cerchi rispetto alla simbologia ad essi accostabile. Un esempio: la sorprendente formazione a labirinto materializzatasi in Germania il 28 luglio 1997, a Elhen. Essa è identica ai labirinti incisi dagli Hopi ad Oraibi e Casa Grande, in Arizona, al dedalo cretese di Cnosso, all’incisione rupestre di Tintagel in Cornovaglia, a quella di pietra e muschio presente nell’isola di Gotland (letteralmente "Terra di Dio" ) in Svezia e a Madras in India. Qual’è il significato di tale raffigurazione così diffusa tra i popoli dell’antichità? Per gli Hopi questo labirinto veniva chiamato “Tàpu’at”, cioé “madre e bambino”, ed era il simbolo della "Madre Terra". La croce centrale, direttamente connessa al dedalo, rappresenta il “padre Sole” donatore di vita, mentre le linee concentriche formano l’intero “Piano Universale” del Creatore, che l’uomo deve seguire nella sua strada della vita. Per gli amerindi si tratta di un simbolo equivalente all’albero della vita e rappresenta il cordone ombelicale e membrana fetale della madre Terra che dà alla luce suo figlio. Esso quindi, nella sostanza, rappresentava e rappresenta tutt’ora per gli Hopi, come afferma Frank Waters nel suo The Book of The Hopi, “ la rinascita spirituale di un nuovo mondo dal precedente” (vedi anche Dossier Alieni n°10, “Gli avi del cielo”). Di identico significato i medesimi labirinti presenti altrove nel mondo. Sono tutti collegati con l’albero della vita e quindi al tema della rinascita. E’ questo il nucleo del messaggio che i "Circlemakers" ci stanno comunicando. Un messaggio che fa perno sul concetto di rinascita. Agendo maggiormente su noi stessi, attraverso lo sviluppo delle energie “prana” in noi latenti, i "Circlemakers" sembrano dirci che saremo in grado di generare una nuova Terra, un nuovo mondo, più equilibrato e armonioso. Se vi riusciremo, potremo, come genere umano, riaprire “la porta delle stelle” , tornare al cosmo e ritrovare la nostra vera origine. Quella di una razza generata da una civiltà extraterrestre con un’impronta genetica di natura cosmica, oggi ancora celata nel nostro DNA. Siamo mediatori tra microcosmo e macrocosmo e ne prenderemo coscienza, ma solo dopo un evento che dovrebbe cambiare il corso della nostra storia. Il futuro lo smentirà o lo confermerà. Personalmente credo che il fenomeno dei Crop Circles rappresenti l’espressione più nobile di comunicazione da parte di questi esseri, certamente elevatissimi tesa a stimolare le energie in ciascuno di noi, tanto che meditazioni di gruppo sono una costante all’interno delle formazioni durante il periodo estivo. Inoltre il loro posizionamento corrispondente alle Leys, le linee energetiche della Terra, potrebbe essere funzionale al messaggio stesso che è celato nel fenomeno. Un’azione tendente sia a riequilibrare le disfunzioni planetarie causate dall’azione umana (effetto serra, buco nell’ozono, variazioni a singhiozzo del campo magnetico dovute ad esperimenti nucleari etc.) che a riequilibrare energeticamente l’uomo, al fine di migliorarlo. Non a caso gli Hopi chiamano “Madre” la Terra, e “Figlio” l’uomo.

  2. #2
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    Aaaaaargh! Hai dimenticato il fenomeno dell'"Arecibo Reply"!
    Tomàs!

  3. #3
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    Di crop-circles proprio questa sera ne stanno parlando su La7, al di là delle spiegazioni e delle ipotesi che ognuno avanza sul fenomeno è giusto che la gente sappia che siamo di fronte a qualcosa di più che 2 vecchietti con un paletto, uno spago e un rastrello.

  4. #4
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    Originally posted by Skepto
    Aaaaaargh! Hai dimenticato il fenomeno dell'"Arecibo Reply"!
    Tomàs!
    Accidenti, hai ragione... Rimedio subito...

    Dal sito http://www.ecn.org/cunfi/

    The Arecibo Reply: risposta aliena oppure debunking terrestre?
    Roberto Pinotti ed Enrico Baccarini

    La fenomenologia dei Crop Circles ci affascina da decenni attraverso migliaia di disegni apparsi nei campi di tutto il mondo. Disegni che nel corso degli anni hanno aumentato la propria complessità in maniera esponenziale sino a diventare dei veri rompicapi per gli studiosi.

    Ma forse adesso qualcosa è cambiato.

    I ricercatori sono ancora incerti sui reali significati di un disegno apparso questa estate, ma concordano quasi tutti nel ritenerlo genuino. Il 19 Agosto scorso un campo di grano, ai margini del radiotelescopio di Chilbolton nello Hampshire (Inghilterra del Sud) ha visto manifestarsi nell’arco di una notte un crop circle inconsueto e diverso da quelli osservati sino ad oggi. Differente nella forma (rettangolare anziché circolare), il nuovo disegno è stato affiancato ad un altro, apparso due giorni prima, in cui era stato raffigurato un volto umanoide. Gli studiosi non si sono resi subito conto di quanto avevano scoperto. Solo successivamente alle prime osservazioni aeree il disegno ha iniziato a prendere forma ai loro occhi. E ciò che si è prospettato loro era strabiliante e quasi incredibile. Infatti il disegno era una copia, quasi esatta, del messaggio, destinato a civiltà extraterrestri, trasmesso il 16 novembre 1974 dal radiotelescopio di Arecibo a Puerto Rico verso la Costellazione di Ercole. Schiere di curiosi si sono così precipitate nel campo per poter osservare con i propri occhi quella che è subito apparsa come la possibile risposta ad un messaggio inviato 27 anni prima dal nostro pianeta verso gli spazi interstellari.

    Tra gli studiosi che si sono precipitati nel campo troviamo Paul Vigay, uno tra i massimi studiosi inglesi di crop circles. Vigay ha sottoposto ad accurate analisi e verifiche sia il campo che il messaggio impressovi, riuscendo a ricavare dei dati estremamente significativi. Ciò che ha maggiormente strabiliato questo ricercatore sono state nove specifiche differenze tra il disegno nel campo ed il messaggio originale inviato da Arecibo agli Alieni. Analisi ulteriori, in loco, hanno poi permesso, con un’altissima probabilità, di escludere che i due disegni rinvenuti fossero l’opera di qualche burlone o mistificatore. Il volto e l’Arecibo Reply, come è stato definito il secondo disegno, pur essendo comparsi a distanza di un paio di giorni, sono stati realizzati con una tale complessità e perizia da poter escludere quasi del tutto qualsiasi intervento umano. In entrambi i casi, infatti, i disegni sono stati realizzati nell’arco di una notte ed in condizioni estremamente proibitive. Realizzare tale disegni in poche ore, ha detto Vigay, sarebbe come costruire un grattacielo in meno di una settimana.

    Queste, ed altre verifiche, hanno indubbiamente fornito ai ricercatori e ai dilettanti accorsi nella zona maggiori stimoli per capire cosa si potesse celare dietro l’insolita immagine impressa nelle messi.

    Le prime verifiche non tardarono ad arrivare. Colin Andrews, ricercatore britannico di fama mondiale e ingegnere elettronico, da oltre trent’anni è in cerca di una spiegazione al misterioso fenomeno dei crop circles. Andrews è residente negli Stati Uniti, e appena avuta notizia dell’agroglifo di Chilbolton si è recato immediatamente nell’Inghilterra del Sud. Le prime analisi condotte hanno sortito dati molto interessanti. Tra le prime investigazioni che Andrews intraprese ci fu l’intervista al direttore del locale radiotelescopio, il Dr. Darcy Ladd, che escluse immediatamente l’intervento di mistificatori nella zona. Il campo in cui si è manifestato l’agroglifo è infatti recintato e di difficile accesso, ed eventuali infrazioni sarebbero state sicuramente visibili. Il radiotelescopio è inoltre dotato di numerose telecamere puntate anche in direzione del campo, ma nessuna di esse – come ha specificato il Dr. Ladd – ha registrato attività anomale in quei giorni e nei precedenti. Purtroppo, specifica ulteriormente il direttore del radiotelescopio, tali telecamere non sono dotate di filtri per visione notturna, ma sarebbe stato altrettanto arduo operare a tale vicinanza senza provocare un pur minimo allarme nell’adiacente struttura. Continuando nell’intervista, Andrews apprese dati significativi per poter escludere possibili interventi umani e l’apparizione di velivoli militari o di altro tipo, se si escludono i voli di linea ad alta quota. Il ricercatore ha più volte specificato, nel rapporto preliminare riguardante questo caso, che se ci trovassimo di fronte all’opera mistificatoria di qualche burlone saremmo di fronte “all’operato del più bravo truffatore della storia”. Le tecniche utilizzate dagli human circlesmakers, ovvero i creatori di falsi cerchi nel grano, sono ormai conosciute e facilmente identificabili dagli esperti. Solo un addestratissimo gruppo di falsari, composto presumibilmente da non meno di una decina di persone, avrebbe forse potuto realizzare i disegni di Chilbolton, ma rimangono pur sempre inspiebabili alcune connotazioni che non permettono una comprensione totale del fenomeno. Come è infatti possibile, anche se con una decina e più di persone, realizzare un disegno di tale complessità senza provocare sospetti nell’adiacente radiotelescopio? E come è possibile realizzare tale agroglifo senza aver effettuato “esercitazioni” precedenti? In questo ultimo caso dovremmo pensare a delle prove in altri campi, che sarebbero sicuramente risaltate all’osservazione di passanti o di velivoli che fossero passati nella zona. La particolarità di questo agroglifo consiste soprattutto nella sua mancanza di omogeneità con i precedenti. Eravamo in effetti stati abituati a vedere prevalentemente formazioni di tipo circolare, in altri casi spiraliformi, ma mai di tipo rettangolare. La creatività dei possibili realizzatori del disegno di Chilbolton sarebbe allora stata veramente straordinaria. Come abbiamo detto precedentemente un crop circle del genere avrebbe richiesto molta pratica a monte, se considerassimo una sua pur non impossibile matrice mistificatoria come reale. All’interno della stessa formazione sono poi stati trovati quasi un migliaio di angoli retti, che nel caso sarebbero stati disegnati di notte e con l’assenza quasi totale di luci, se escludiamo quella lunare. Il Dr. Richard Hoagland e il Dr. Michael Bara, dell’Enterprise Mission, hanno calcolato che la probabilità per eventuali mistificatori di non commettere errori, e quindi di disporre gli oltre 800 angoli retti senza commettere nessun tipo di imprecisione (piegature sbagliate, imperfezioni nelle piegature, etc.) corrisponde a 2x10-8, quindi una probabilità su circa duecento milioni! Ulteriori studi hanno permesso di calcolare il tempo approssimativo che 5-6 persone avrebbero impiegato per la realizzazione dell’agroglifo. Tenendo in considerazione una vasta gamma di variabili, Hoagland e Bara hanno stimato in almeno circa 31 ore il tempo necessario per la realizzazione di un tale disegno. Ma i dati non finiscono qui. Lo stesso team di persone che avesse voluto creare tale disegno avrebbe dovuto impiegare un’ottima fonte di luce artificiale, nonché l’utilizzo di walkie-talkie. Utilizzando la sola luce lunare le probabilità di realizzazione scendono quasi zero. La formula finale ottenuta per stimare la effettiva probabilità di un eventuale creazione terrestre corrisponde così a 7x10-11, cioè due probabilità su dieci miliardi! Accettando l’idea che tale agroglifo sia di matrice terrestre, dovremmo allora ipotizzare che per la sua realizzazione siano stati impiegati visori notturni e tecniche sofisticatissime e molto particolari, differenti da tutte quelle precedentemente rilevate in falsi noti.. Chi è che sarebbe disposto ad impegnare soldi, tempo e fatica per un’opera tanto complessa? Forse qualcuno potrà sempre esserci, ma non pensiamo possa essere questo il caso.


    L’analisi del messaggio

    Il 16 Novembre del 1974, il radiotelescopio di Arecibo, a Puerto Rico, inviò nello spazio un segnale composto da 1679 codici binari (prodotto unico dei due numeri primi 23 e 73). Il messaggio venne ideato da Frank Drake e Carl Sagan, due dei massimi studiosi mondiali del progetto SETI. Lo scopo dichiarato di tale progetto era di testimoniare la presenza di vita intelligente sulla Terra nei confronti di altre civiltà aliene. A tale scopo il messaggio venne diretto verso la galassia M13 a circa 25.000 anni luce dalla Terra.

    Le prime verifiche sul contenuto del messaggio non tardarono ad arrivare. Grazie all’intervento di Vigay ed Andrews è stato possibile condurre ricerche approfondite sui cambiamenti operati sul messaggio originale del 1974. Purtroppo, a causa del clamore suscitato e per esigenza agricole, il proprietario del campo pochi giorni dopo la scoperta lo tagliò cancellando definitivamente il volto e l’Arecibo Reply. Grazie alle foto aeree fu possibile però studiare a posteriori le particolarità del disegno. Vigay ha raffrontato i due codici giungendo così a scoperte sensazionali.

    Vediamo quali sono stati i cambiamenti operati:

    - la prima riga, che contiene i numeri da 1 a 10 e non è stata alterata

    - la seconda riga, che contiene il numero atomico degli elementi base per la vita, è stata alterata. Il silicio, un elemento con numero atomico 14, è stato inserito nella corretta sequenza tra ossigeno (numero atomico 8) ed il fosforo (numero atomico 15)

    E’ bene sottolineare a questo punto che successive verifiche ad opera di Dustin Brand, ingegnere informatico e studioso dei codici binari, permisero di identificare alcuni errori interpretativi commessi da Vigay. Tali errori vennero però ricorretti immediatamente e la versione aggiornata del Vigay’s Panel venne fatta immediatamente circolare su Internet.

    L’aggiunta del silicio tra i costituenti base per la vita sembrerebbe essere di notevole interesse. Nel 1969 Ben Volcani, un rinomato microbiologo dello Scripps Institutions of Oceanography, identificò il ruolo cruciale del silicio nella vita al carbonio. Il suo lavoro,e quello dei suoi colleghi (come Charles Mehari e Edith Carlisle), mostrarono che la presenza del silicio è molto precaria nelle forme di vita terrestri, ma pur sempre presente e fondamentale. Inoltre diversi ricercatori hanno avanzato ipotesi molto interessanti riguardo alla presenza del silicio in una chimica diversa dalla nostra. Se la matrice dell’agroglifo di Chilbolton fosse di origine aliena e dovesse essere confermata potremmo, in via teorica, ipotizzare che tale chimica possa essere composta da molecole tetraedrali a silicio-ossigeno. Questa è la conclusione a cui sono infine giunti alcuni esperti del gruppo di Hoagland dopo mesi di ricerche.

    In contrasto con l’apparente normalità nella lista degli zuccheri e delle basi del DNA, la colonna centrale dell’agroglifo mostrava un cambiamento significativo nel numero totale dei nucleotidi con un aumento degli stessi. Tale difformità sembrerebbe collegata ad un altro cambiamento operato dai realizzatori dell’agroglifo e inerente l’elica stessa del DNA. La doppia elica del DNA nell’agroglifo è individuabile come asimmetrica, e il lato sinistro sembrerebbe darle una conformazione a tripla elica. Le ricerche condotte da Hoagland e Bara non escludono comunque che possa effettivamente esistere un organismo con tale conformazione. Lo scorso anno una ditta americana, la Enzo Biochem Inc., depositò nell’Ufficio Nazionale Brevetti americano uno studio sensazionale. Il brevetto n° 5.958.681 presentava infatti, un nuovo processo per modificare il DNA, una tecnica che chiamava in esame l’addizione di un terzo filamento di DNA nella classica doppia elica, trasformandola temporaneamente a tre filamenti. Il terzo filamento in esame permette l’inserimento di nuove sequenze nel gene originario permettendo così che ricombinazioni, scambi o addizioni avvengano ad alta frequenza rispetto alla norma. Ciò, secondo i due ricercatori precedentemente citati, non porterebbe certo ad escludere che altre specie intelligenti diverse dalla nostra possano effettivamente possedere un DNA composto da tre eliche invece che due.

    Le ricerche inerenti le modificazioni genetiche rilevate nell’agroglifo sono state minuziosamente analizzate da Hoagland e Bara e inserite nel loro sito www.enterprisemissione.com . Le loro indagini li hanno condotti verso una sola constatazione possibile e cioè che la natura dei due crop circles rinvenuti possa essere con molta probabilità di origine aliena.

    D’altronde, se l’elica doppia o tripla del messaggio di Chilbolton potrebbe confonderci, ciò non è da meno per quanto riguarda il messaggio originale inviato nel 1974 da Arecibo. Analisi successive al suo invio identificarono infatti alcuni errori che erano stati commessi nella sua realizzazione. Alcuni di questi sembrano essere concentrati proprio nella doppia elica del DNA terrestre. In esso la rappresentazione del Desossiribosio, dell’Adenina e della Guanina nel messaggio sono errate, indicate come sono con sette atomi di carbonio invece che con i cinque reali. In maniera simile l’Adenina possiede cinque atomi di carbonio nella sua formula di struttura, ma nel messaggio originale di Arecibo ne troviamo solo quattro. Cosa può significare tutto ciò? La scoperta a 27 anni distanza dalla loro trasmissione sembra inspiegabile. Alcuni ricercatori hanno addirittura affermato che tali errori furono inseriti appositamente da Drake e Sagan per motivi non ben precisati. Sembra che tali errori siano però risolvibili attraverso uno studio analitico delle stesse molecole, come hanno suggerito Hoagland e Bara secondo cui “i critici in questo caso sembrano aver commesso loro un errore imperdonabile, poiché hanno considerato le molecole prese in esame, e considerate come sballate, singolarmente, mentre sappiamo che questi nucleotidi non sono molecole libere ma sono legate in larga misura alla molecola stessa del DNA”.

    Continuando nell’analisi dell’Arecibo Reply , e spostandoci nella parte inferiore rispetto le sequenze di DNA, troviamo la rappresentazione anatomica dei presunti realizzatori del crop circle. Curiosamente la loro forma risulta molto simile a quella descritta nelle testimonianze di presunte abductions, gli alieni comunemente conosciuti come Grigi. Tale rappresentazione anatomica infatti ci presenta, come è possibile vedere nelle immagini, un essere basso macrocefalo e dai grandi occhi. Tale punto è stato valutato da molti ricercatori come una prova a sostegno della matrice aliena dell’agroglifo. Il che è forse possibile, ma muovendoci attraverso i criteri della scienza dobbiamo essere aperti a qualsiasi possibilità e spiegazione; anche quelle contrarie. E’ indubbio che la realizzazione di questo agroglifo sfida molti criteri della logica e sia ben poco assimilabile a una mistificazione, ma non per questo possiamo al contempo escludere alcuna possibilità.

    Nel lato destro della figura, rispetto alle presunte sembianze aliene, troviamo un altro dato che i realizzatori del crop circle in questione hanno utilizzato modificandolo dal messaggio originale. Troviamo infatti il valore numerico della presunta popolazione extraterrestre, stimata in 12.742.213.502 di individui. Nel lato sinistro possiamo invece trovare la stima approssimativa dell’altezza delle creature, indicata in circa 3’4’’ (3 piedi e 4 pollici, corrispondente ad un metro): una statura piuttosto bassa rispetto ad un uomo adulto, proprio coerente con le descrizioni di alieni durante le presunte abductions. Nella parte sottostante questo complesso di dati rinveniamo quindi la disposizione stellare del sistema solare di origine della presunta razza aliena. Come è possibile vedere dalle immagini, troviamo una disposizione diversa delle orbite planetarie, sintomo di una diversa dislocazione delle specie viventi in quei pianeti extrasolari. Una analisi minuziosa infatti ci permette di rilevare, nella zona che nel messaggio del 1974 rappresentava la Terra, l’indicazione di due pianeti. Ciò potrebbe significare che in tale sistema solare esisterebbero due pianeti abitati. Ovviamente questa conclusione, come le precedenti, è frutto delle ricerche e delle speculazioni di diversi studiosi in tutto il mondo che si sono interessati a questo agroglifo, e non devono essere accreditate come definitive. Alcuni ricercatori si sono spinti oltre affermando che la disposizione del sistema planetario all’interno dell’agroglifo corrisponderebbe alla disposizione del nostro sistema solare ben 65 milioni di anni fa. Tale conclusione ci sembra però molto improbabile in quanto priva di prove oggettive, e la riportiamo solamente per dovere di cronaca.

    Per concludere l’analisi dell’agroglifo di Chilbolton ci spostiamo infine nella parte inferiore di tutto il diagramma, la zona che nel messaggio del 1974 accoglieva la stilizzazione del radiotelescopio di Arecibo.

    Nella versione modificata del 2001 questo disegno è stato sostituito da un'altra rappresentazione molto interessante. Vi troviamo infatti un disegno che corrisponde ad un crop circle rinvenuto lo scorso anno (2000) sempre nei campi adiacenti al radiotelescopio di Chilbolton. Qualche piccola differenza è stata evidenziata attraverso un’analisi minuziosa. Al posto di due anelli concentrici presenti nella parte centrale dell’agroglifo dello scorso anno è stato inserito un elemento che possiamo rinvenire nel presunto sistema solare alieno, e cioè quattro punti disposti a croce. Nessuna spiegazione può essere avanzata riguardo al significato di questo disegno. Potremmo supporre che corrisponda alla fonte che abbia inviato il messaggio, ma resta comunque da comprendere perché lo stesso disegno sia stato impresso lo scorso anno nelle messi vicine. Potremmo anche avanzare l’ipotesi che possa corrispondere ad una costellazione, ad un pianeta o alla fonte radiante (vedi le teorie del fisico olandese Eltjo Haselhoff) che ha impresso l’agroglifo, ma non disponiamo di prove in tal senso e quindi preferiamo non pronunciarci in merito.


    Conclusioni

    Dopo aver presentato nel dettaglio le analisi compiute sui crop circles apparsi la scorsa estate nei campi di Chilbolton vorremmo concludere sottolineando al lettore alcuni punti. Il fascino di questo “disegno” ha risvegliato nell’animo di molti ricercatori la possibilità che una razza aliena abbia risposto ad un nostro messaggio inviato 27 anni fa, innescando l’interesse di molti studiosi a livello internazionale che tra incredulità e diffidenza hanno dato notevole risalto alla cosa. Poche critiche sono state avanzate dalla comunità scientifica, e per la maggior parte delle volte queste sono state indirizzate al fenomeno dei crop circles in generale. Il SETI Institute ha dedicato la copertina della propria pagina Internet all’agroglifo inglese, mentre in Italia un articolo in prima pagina e una intera pagina interna è stata dedicata al caso dall’autorevole quotidiano La Stampa, mentre il popolare settimanale di taglio sensazionalistico VISTO gli ha dedicato un ampio servizio illustrato a colori e lo stesso giornale economico IL SOLE 24 ORE se ne è significativamente occupato, seppur a livello superficialmente opinionistico. Last but not least, il diffusissimo mensile di divulgazione scientifica FOCUS ha dato anch’esso ampio spazio alla cosa (in termini correttamente interlocutori) sul suo numero del Novembre 2001. Molto, troppo risalto per qualcosa che in parecchi continuano a ritenere l’opera di abili mistificatori. Molti punti che vi abbiamo presentato possono apparire ostici o quanto meno incredibili, ma nella loro totalità sono il frutto di serie e minuziose analisi da parte di ricercatori da tutto il mondo. Verifiche ulteriori stanno attualmente coinvolgendo una folta schiera di studiosi, tutti tesi all’unico scopo di interpretare quella che potrebbe essere la eventuale risposta di una razza aliena ovvero di individuare la sempre possibile longa manus di una occulta quanto sofisticata mistificazione terrestre: ma chi e perché, nel caso? Una risposta in tal senso potrebbe essere inquietante, non potendosi escludere in ogni caso o la nuova fase di un preciso piano di debunking (discredito) della questione dei crop circles finalizzato a rimuovere sottilmente dall’opinione pubblica la idea montante, destabilizzante e decisamente “scomoda” (in quanto ormai divenuta fin troppo popolare) della matrice extraterrestre del fenomeno ovvero anche solo a testare le reazioni delle masse alla notizia di potenziali manifestazioni aliene, in ambedue i casi implicanti un conseguente affossamento e un successivo insabbiamento (cover up) sia dell’argomento dei crop circles come pure di quello degli UFO e degli alieni una volta che lo specifico evento sia stato assimilato a una mistificazione. Come? E’ presto detto: mediante l’intervento mirato di una “mente” costituita da una équipe di scienziati e da un “braccio” ottenuto dalla efficiente manovalanza di soggetti altamente addestrati a realizzare in poche ore agroglifi quali quello di Chilbonton con la probabile complicità o la connivenza di personale accademico (nel caso specifico, si potrebbe pensare a quello del vicino radiotelescopio locale, Dr. Darcy Ladd in primis). E’ noto che da tempo si vocifera che (messi ormai definitivamente da parte i due pensionati britannici a suo tempo indicati come autori di diversi crop circles ed utilizzati per screditare il fenomeno negli anni Novanta) diversi agroglifi siano stati e siano realizzati per scherzo (?) da diversi gruppi organizzati di studenti di facoltà tecniche di un paio di università del Regno Unito, dietro cui si celerebbe la probabile ispirazione occulta di alcuni docenti. I circlemakers sarebbero dunque costoro: spiritosi burloni caratterizzati da uno humour tutto britannico, che la gente potrà anche essere indotta a ritenere spassosi e in fondo innocui mattacchioni desiderosi solo di divertirsi alle spalle del mondo intero, in bilico fra la goliardia di colleges anglosassoni più o meno esclusivi e l’originalità di accademici in vena di eccentricità.

    Ma non noi.

    Sì, perché la nota frase evangelica “li riconoscerete dalle loro opere” non può non aprire gli occhi a chi consideri in questa vicenda una serie di importanti ed evidenti fattori. Vediamoli.

    1) E’ storicamente comprovato che dal 1953 (se non già dal 1947) il Governo USA, per ragioni di ordine pubblico, ha varato una congiura del silenzio sugli UFO fondata sulla politica del discredito (debunking) e la tattica dell’insabbiamento (cover up), ritenendo giustamente che la conferma della presenza aliena sulla Terra in popolazioni impreparate avrebbe destabilizzato le varie culture e i poteri che le regolano.

    2) Tale iniziale congiura del silenzio è stata affiancata da una strategia della confusione con parziali ammissioni unite a disinformazione diffusa, realizzata attraverso apparenti fughe di notizie e l’uso di rivelatori sovente legati all’intelligence. Obiettivo: una acculturazione delle masse alla prospettiva che “non siamo soli” nel lungo periodo con una informazione mirata e non traumatica, comunque temperata da una disinformazione atta a riequilibrare il tutto senza alcuno shock culturale. Ciò consentirà alla gente di metabolizzare il concetto della presenza aliena senza che l’impatto del contatto travolga le strutture odierne del potere.

    3) Tale specifico modus operandi è stato sostanzialmente applicato in tutto il mondo da varie Potenze e Paesi, seppur con sfumature e varianti.

    4) In Europa il Paese maggiormente allineato alla politica USA è indiscutibilmente il Regno Unito, sia a livello politico-economico che militare e di intelligence. Di conseguenza la congiura del silenzio e le strategia della confusione sulla conferma della presenza aliena sulla Terra dovrebbero avere il medesimo grado di applicazione sia in USA che in Inghilterra.

    5) La valenza aliena del fenomeno dei crop circles è guardata con apprensione dall’Establishment in quanto esso è ben più insidioso di quello UFO. Quest’ultimo, infatti, è imprevedibile ma fugace, e consente alle Autorità il silenzio, la negazione, la confusione e dunque un qualche tipo di controllo. Al contrario, quello dei crop circles non può né passare sotto silenzio né essere negato, persistendo nel tempo con la sua muta evidenza fisica che può solo in parte essere confusa e manipolata. E che fa discutere. Di qui la assoluta necessità di ricollegarlo ad una matrice esclusivamente umana, in quanto il suo potenziale di destabilizzazione per l’Establishment è ben più elevato e assai meno controllabile di quello insito nelle manifestazioni degli UFO.

    6) Quello che sta succedendo oggi ci mostra uno sviluppo esponenziale e incontrollabile delle manifestazioni dei crop circles e il timore di un Establishment incalzato dagli eventi di dover fornire risposte positive in chiave extraterrestre il cui impatto sul pubblico, a dispetto di quasi mezzo secolo di acculturazione delle masse, sarebbe certo ancora di difficile gestione. Di qui scaturiscono solo tre possibili alternative:

    A) subire passivamente l’iniziativa dell’intelligenza che produce il fenomeno e attuare una politica situazionista, consapevoli di dover ormai affrontare la verità coram populo;

    B) contrastare il fenomeno spiegandolo in termini convenzionali attraverso la creazione di crop circles falsi; il che è in effetti stato fatto finora, e probabilmente non con la semplice regìa di qualche buontempone…

    C) testare le reazioni delle masse alla conferma della presenza aliena sulla Terra con la creazione di alcuni eventi-tipo ricollegabili ad una matrice aliena destinati comunque a restare inesplicati. Quello occorso a Chilbolton, se fraudolento, si presterebbe non poco alle bisogna.

    “Se non è vero è ben pensato”, si dice in Inghilterra. Certo, nel caso sarebbe ben più auspicabile la prima delle tre eventualità di cui sopra, implicante di per sé il fatto che la matrice dell’Arecibo Reply sia davvero di origine non umana, e che cioè provenga proprio da l cosmo. Da dove? Si è parlato, come unico candidato accettabile, di un pianeta del sistema di Hercules 86, stella non dissimile dal nostro Sole posta a 26,4 anni luce da noi sulla traiettoria ideale (pur con una leggera deviazione di 17 gradi) seguita dal fascio radio a suo tempo inviato verso l’Ammasso Stellare M13 di Ercole: più o meno, in effetti, il tempo richiesto al messaggio di Arecibo da noi inoltrato verso la Costellazione di Ercole nel 1974 per raggiungere quel sistema stellare alla velocità della luce. Visto che l’eventuale risposta si sarebbe avuta oggi più o meno in tempo reale, senza che trascorressero altri 26 anni, gli Ercoliani avrebbero bypassato la velocità della luce, allora? La fisica teorica d’avanguardia del warp drive e dei wormholes (popolarmente anticipata dal serial TV Star Trek) permetterebbe questo ed altro a chiunque sapesse gestirla, com’è ben noto agli scienziati aerospaziali che attualmente studiano la cosiddetta breakthrough propulsion. E nel caso la fantascienza non c’entra affatto.

    Non solo. Indipendentemente dai due agroglifi di Chilbolton, apparsi fra il 17 ed il 19 agosto, altri crop circles guastano il sonno degli scettici. E’ il caso di quello, colossale, materializzatosi il 13 agosto dal giorno alla notte in un campo di Milk Hill a Wansdyke nel Wiltshire, composto da circa 400 cerchi e del diametro di 450 metri. “Anche gli scettici devono salutare un campo costituito da 400 dischi volanti” ha scritto il Daily Mail del 20 agosto, riportando il commento di John Lundberg, noto e autoconfesso “creatore” di diversi crop circles falsi in Inghilterra: “Se questa formazione è stata fatta dall’uomo, allora va detto che, considerando quanto deve esserci voluto ad operare entrando ed uscendo dal campo con l’oscurità, la costruzione deve avere richiesto almeno quattro ore. Considerando poi che ci sono circa 400 cerchi, molti dei quali di più di venti metri di diametro, ciò starebbe a significare che ciascun cerchio avrebbe dovuto essere creato ogni 30 secondi, e ciò solo per schiacciare la vegetazione al suolo senza svolgere alcuna attività di misurazione sul terreno..”. In altri termini, tutto ciò è troppo anche per qualunque falsificatore! Per cui…

    Quanto a Chilbolton, gli scenari sono dunque quanto mai complessi e per ora non è possibile formulare, oltre a quelli presentati, elementi ulteriori riguardo alla natura e ai significati di quest’ultimo agroglifo. Molti dubbi permangono e probabilmente permarranno, mentre altri sembrano essere stati risolti. Solo la stretta collaborazione dei ricercatori forse potrà alzare il velo di mistero che ancora permane a Chilbolton, mostrando infine la reale matrice dell’Arecibo Reply.

    Come esseri umani, oltre che come ufologi, noi possiamo solo augurarci che il silenzio infinito dello spazio, che sgomentava un filosofo come Pascal, un giorno davvero si animi e risponda a chi guarda al di là di esso. L’Uomo è in ogni caso stanco di sentirsi solo in un universo vuoto, e ancor più di sentirsi dire da politicanti arroganti e da spocchiosi cattedratici da troppo tempo chiusi in una turris eburnea che non permette loro di vedere al di là del proprio naso che saremmo soli nel cosmo. Perché in ogni caso non è così.


    Fonti :

    - www.enterprisemission.com

    - La Stampa, 30 Agosto 2001

    - Vigay’s Panel, http://www.cropcircleresearch.com/articles/arecibo.html

    - Dr. W. C. Levengood, Anatomical Anomalies in Crop Formation Planets, Physiologia Plantarum 9256 – 363, 1994.

    - Dr. W. C. Levengood, Semi molten Meteoric Iron Associated with a Crop Formation, Journal of Scientific Exploration, Vol. 9 n°2 pp. 191-199, 1995.

  5. #5
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    Ringrazio la splendida Silvia...

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    Predefinito Terremoti intelligenti e nuovi brevetti


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    Il crop circle raffigurante la Menorah




    Articolo basato sulle informazioni fornite dall'articolo di Joseph E. Mason pubblicato il 20 Maggio 2001 su http://www.greatdreams.com/menorah.htm

    Il crop circle raffigurante la Menorah è apparso in Inghilterra, più precisamente a Barbury Castle, il 31 maggio del 1999. Disteso in un campo d'orzo mosso dal vento, il crop circle poteva essere visto chiaramente dalla cima della collina. L'intera formazione donava una sensazione di calma, come la brezza leggera. Questa formazione era enorme ma non si è sicuri riguardo alla sua esatta dimensione. Ciò che rendeva la vista di questa formazione così impressionante era il fatto che si estendesse su tutto il campo visivo, fino all'orizzonte.La collocazione delle piante all'interno della formazione, così come in molti crop circle formatisi nell'orzo, sembra leggermente disordinata, non in ordine rispetto allo schema del crop circle, dando così l'impressione che esso non sia "disteso" in una sola direzione. In ogni caso, le "braccia" del candelabro raffigurato nel crop circle, sembrano diramarsi dal centro ed essere "spazzolate" verso il bordo.

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    Qualche altra immagine (per la gioia di alonehusky... )...





    11/6/1999
    East Field 1 – Alton Barnes – Wiltshire






    16/6/1999
    Pewsey White Horse – Pewsey - Wiltshire






    10/7/1999
    Micheldever Station 1,Nr Overton,Hampshire

 

 
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