La Lega Nord corteggia Martin
Il vicepresidente del Senato Calderoli è arrivato a Jesolo
per convincere l'ex sindaco a rientrare nel vecchio partito
g.ca.
JESOLO. E dopo Bossi toccò a Calderoli. Non bastava la telefonata del Senatur a tormentare l'ex sindaco di Jesolo Renato Martin. Questa volta è il vice presidente del Senato Roberto Calderoli a bussare alle porte di Jesolo. La Lega infatti non ha le chiavi della città che invece furono a suo tempo concesse al governatore della Carinzia Joer Haider, quando ancora Martin era sindaco e appassionato presidente del movimento autonomista Veneto Repubblica Federale Padana. Oggi lo scenario è mutato e la posta in gioco è alta. Martin non è più il sindaco della città guidata da Francesco Calzavara, che sembrerebbe invece vicino a Forza Italia, e l'ideologo del gruppo autonomista Fabrizio Dal Col si è ormai allontanato da Martin, consumando un divorzio che ha appassionato gli ambienti politici locali vista l'amicizia ed i rapporti politici di vecchia data. La vittoria elettorale ha confermato il consenso politico sul quale Martin può contare anche senza ideologo, ma l'ex sindaco, oggi vice sindaco e assessore all'urbanistica, è a capo di una lista amministrativa che non ha retroterra politico e ha vinto le elezioni sul filo di lana in un duello senza esclusione di colpi, e volantini, con Mario Pezzoli. Sembra che il ritorno di fiamma tra Martin e la Lega sia più di un flirt estivo. Se Bossi avrebbe telefonato all'ex sindaco per complimentarsi e discutere del futuro politico, adesso quello che viene considerato il numero due del Carroccio, Calderoli appunto, sarebbe passato addirittura all'albergo di Martin per parlare personalmente con lui. Renato Martin però sceglie il più impenetrabile dei no comment e non dice una parola, come sta facendo da quando circolano voci di un suo ritorno nella Lega. La sua figura tornerebbe ad essere strategica nel Carroccio perchè l'ex sindaco diventerebbe il contatto con la componente haideriana che lui continua a rappresentare e che lo vede ormai su una strada parallela a quella di Dal Col, intento a gettare le fondamenta nel Nord Est di Nuova Europa, movimento che vede appunto in Haider il punto di riferimento. L'impressione è però che un ritorno di Martin, cancellando come si fa in politica le contestazioni del passato, possa garantire nuova linfa a un partito in difficoltà dopo l'ingresso nel governo Berlusconi.
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