UN'ISOLA TRICOLORE
Al momento dell'armistizio la Xa FLOTTIGLIA MAS stava preparando tre importanti missioni belliche.
La prima consiste in un attacco contro la base navale di Freemantle, nel Sudafrica. In quella lontana base strategica fanno scalo tutti i convogli diretti in America ed in Inghilterra provenienti dall'Estremo Oriente e viceversa.
La seconda prevede un assalto condotto da due sottomarini tascabili "C.A." trasportati fino alla foce del fiume Hudson da un sommergibile atlantico. I piccoli mezzi devono risalire il fiume fino a New York, nel cui centro gli operatori andranno a deporre cariche esplosive con lo scopo di far assaggiare ai civili americani l'emozione della guerra che conoscono solo per corrispondenza.
La terza è costituita da una nuova azione diurna nel porto di Gibilterra, a mezzogiorno, nella quale i mezzi d'assalto della Xa, provenienti da più direzioni, si devono scagliare contro le navi alla fonda.
Tutti gli uomini, l'8 settembre '43, sono pronti ad agire. L'offerta orgogliosa della loro gioventù per la sorte della Patria li unisce in un accordo segreto: l'amore per la propria terra. Il loro credo: Fosse anche la mia vita purché l'Italia viva.
Ecco, questo è il gruppo di uomini guidati da un Capo carismatico che non può concepire la resa.
Di questo uomo, il Principe Junio Valerio Borghese, così dice Agostino Calosi che è capo dell'ufficio informazioni della marina al sud dell'Italia (con Badoglio) nella sua relazione giurata:
"Di Borghese posso dire che egli rappresenta la sintesi del valore militare nella lotta contro gli angloamericani. Borghese, oltre alle doti di coraggio e di valore unisce in sé delle magnifiche qualità di capo e di comandante per aver organizzato le forze della marina del nord-Italia riscuotendo l'ammirazione degli angloamericani e di tutto il mondo. Gli uomini della Decima Flottiglia MAS, sotto la guida di Borghese erano animati da un alto spirito combattivo e pronti alla lotta sì che essi, si può dire, vivevano in un clima speciale, teso alla difesa della Patria. Solo alla luce di questa loro speciiìca situazione si può comprendere il perché questi uomini, tutti protesi nell'adempimento del loro dovere, rimanessero fedeli al loro compito di fronte agli avvenimenti del 25 luglio e dell'8 settembre 1943".
E noi aggiungiamo anche del 25 aprile 1945.
La Decima MAS è come un'isola tricolore. L'8 settembre '43 i tedeschi annientano tutti i centri militari, requisiscono mezzi, fanno prigionieri in conseguenza del capovolgimento così clandestino, così improvviso, dell'alleanza.
Ma a La Spezia rimane la bandiera italiana sul più alto pennone. Quando anche qui i tedeschi vogliono imporre la loro presenza, trovano un ostacolo inatteso, deciso, insormontabile. Junio Valerio Borghese dichiara la propria indipendenza, offre la propria alleanza, ma alle sue condizioni. Ed accade la cosa più incredibile: viene siglato un accordo militare che riconosce l'autonomia della Decima MAS che mantiene le proprie insegne, le proprie divise, i propri ufficiali ed il proprio regolamento disciplinare.
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