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  1. #1
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    Predefinito Dalla "società aperta" alla "società muta"

    Abbiamo tenuto le elezioni, ha vinto il centro destra e ora zitti e mosca. Se ne parla tra cinque (quattro) anni.

    Saltellando tra Platone (l’idea totalitaria) e Hume (l’idea liberale), il presidente del Senato Marcello Pera ha esposto ieri ai convenuti al meeting di Comunione e Liberazione il suo punto di vista sul rapporto tra società e Stato, tra società e Governo.

    L’intervento di Pera (sia sempre benedetta Radio Radicale che ti permette di ascoltare tutto in macchina mentre vai al mare) è stato piacevole e interessante.

    O meglio, lo sarebbe stato di più se la seconda carica dello Stato (cioè di tutti noi) si fosse limitato alla sua dotta interpretazione del tema del meeting (Il Bello e lo Stato), senza sbracare e senza cedere alla tentazione della politica spiccia, ovvero alle stoccate riservate, in questa occasione, ai “girotondini”.

    L’idea che il popperiano Pera ha della società ci è sembrata stravagante e destinata a un cortocircuito logico. Dice Pera:”posto che il politico di ispirazione liberale ha il compito di assecondare le spontanee spinte della società, e magari solo di correggerne le derive, questo compito appartiene alle istituzioni liberamente benedette dal corpo elettorale”. Giusto.

    Gli altri (cioè chi non è d’accordo) non tentino di rovesciare (condizionare?) i desideri espressi dal popolo. Insomma, stiano zitti, non giochino al girotondo, e aspettino le prossime elezioni.

    Dalla “società aperta” di Popper, dunque, alla “società muta” di Marcello Pera?. Questo è il cortocircuito che riporta il presidente del Senato dall’amato Hume al Platone ispiratore dei totalitarismi.

    Troppo intelligente per spingersi oltre su questo terreno, Pera ha naturalmente aggiunto che “la piazza non è una lobby e che le manifestazioni in un regime democratico sono più che legittime e giustificate”. Obbligati.

    Meno male: senno’ verremmo privati, oltre che dei girotondi, dei sindacati con le bandiere, delle caciare leghiste a Ponte di Legno che hanno un fascino straordinario, delle feste rifondarole o dei digiuni suicidi di Marco Pannella, ovvero di tutto ciò che è politica extra-istituzionale.

    Ma la nuova teoria della “società muta” (veramente, ahinoi, nemmeno tanto nuova) è riapparsa un minuto dopo sempre nelle parole del Presidente del Senato: “Le manifestazioni non possono essere ispirazione di politiche per chi ne manca". Ah no? E perchè no? Perché il dibattito politico non debba essere alimentato anche dalle voci di settori della società che decidono di farsi sentire, rimane un mistero d’agosto.

    Quel (gratuito) pizzico di livore antigirotondino nell’intervento al meeting ciellino della seconda carica dello Stato lascia perplessi. Anche ascoltati commentatori: (per esempio Pierluigi Battista qualche giorno fa sulla Stampa) se la prendono nell’ultimo periodo con i Girotondi, imputando loro una metastasi degenerativa del riformismo d’opposizione. Ma non per ciò che dicono, bensì per cio’ che fanno. Ovvero i girotondi.

    A noi pare invece che i girotondini non siano altro che nostri concittadini, i quali desiderano pubblicamente esporre delle ragioni a proposito di singoli provvedimenti legislativi del governo in carica. Non ci sembra che vogliano, come azzarda Pera, imporre una visione ideologica e platoniana della società “giusta” (quello lo volevano e lo vogliono le Brigate Rosse), bensì combattere alcune leggi: quella sulle rogatorie giudiziarie, la proposta di legge Cirami sul “legittimo sospetto”, la riforma del reato di falso in bilancio, altre proposte avanzanti che, affermano i girotondini, sono riconducibili in buona sostanza agli interessi personali del capo del governo e di alcuni suoi amici.

    Tutto qui, anche se comprendiamo che Pera puo’ aver avuto qualche motivo di personale risentimento per chi è andato a spernacchiarlo fuori da Palazzo Madama. Ma se mettiamo sul conto anche il noto semimonopolio sull’informazione da parte del presidente del Consiglio, ecco che se la seconda carica dello Stato manifesta aristocratico fastidio nei confronti delle voci di settori della società, ciò non può non risultare indigesto allo stomaco di qualunque sincero liberale.

    Non ci piace la teoria della “società muta”. Figurarsi, noi facciamo pure i giornalisti! Gli inglesi hanno un’espressione efficace per definire qualcosa di mal riuscito: “pear shape”. A forma di Pera. Appunto.

    Figaro
    mr

  2. #2
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    proprio spiritosa...

    però il succo è che il risultato di un processo elettorale, e l'indirizzo politico che ne deriva, non può essere deviato o condizionato da azioni dirette ed intimidatorie tipo riunioni, marce, manifestazioni, proclami perentori, scioperi politici, attentati e violenze varie.
    Se no cambiamo pure di sistema politico e lasciamo perdere la democrazia.

    Se vogliamo invece restare nell'ambito democratico, l'opposizione deve comportarsi in modo civile e costruttivo. Se non lo fa, il governo ha tutto il diritto (anzi il dovere) di fregarsene altamente di girontondi, bravate, esternazioni, marcette, gazzarre di piazza, provocazioni e via dicendo...

  3. #3
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    E' evidentemente troppo difficile per la sinistretta massimalistica e giacobina (Eugenio Scalfari si è avventurato a proposito in una ricostruzione strorica piuttosto...inesatta su riformismo e massimalismo, e con conclusioni risibili e ridicole), che è poi PARTE della sinistra italiana, comprendere i principi elementari della democrazia liberale. Il problema non sta nella legittimità delle manifestazioni di piazza, che allorquando rispettose delle leggi, pacifiche e ordinate sono ovviamente una forma di libera espressione del pensiero e persino di "legittima pressione" sul governo. Il problema sta nel fatto che la piazza non è la democrazia, come crede il pur moderato e destro (fra i sinistri) signor Massimo D'alema, che con il suo veleggiare fra "polizia cilena" (dimentico dei fatti di Napoli, con al ministero degli interni un Ulivista) e critiche nemmeno troppo velate al Cofferatismo e al giustizialismo, appare ancora incerto fra le sue aspirazioni di grande leader socialdemocratico europeo e la sua provenienza di comunista alla bombetta molotov.
    Il problema sta nel fatto che la Sovranità Popolare, in una democrazia occidentale di tipo liberale, si esprime nelle Istituzioni Rappresentative, non nei girotondi.
    Se nel 2002 bisogna ancora precisare queste quattro cosette da corso di educazione civica della scuola media inferiore, vuol proprio dire che la sinistretta è davvero messa male. Innanzi tutto la sua spocchiosa pretesa superiorità culturale, conquistata con lo specchietto per le allodole del marxismo durante decenni di intellettuali organici, si infrange contro l'evidenza della sua incapacità di comprendere le regole più elementari alla base di una democrazia, certo non popolare ne' progressiva, pluralistica di tipo occidentale. Ossia l'unica democrazia degna di questo nome.

    Saluti liberali

  4. #4
    Claude
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    Originally posted by Felix
    proprio spiritosa...

    però il succo è che il risultato di un processo elettorale, e l'indirizzo politico che ne deriva, non può essere deviato o condizionato da azioni dirette ed intimidatorie tipo riunioni, marce, manifestazioni, proclami perentori, scioperi politici, attentati e violenze varie.
    Se no cambiamo pure di sistema politico e lasciamo perdere la democrazia.

    Se vogliamo invece restare nell'ambito democratico, l'opposizione deve comportarsi in modo civile e costruttivo. Se non lo fa, il governo ha tutto il diritto (anzi il dovere) di fregarsene altamente di girontondi, bravate, esternazioni, marcette, gazzarre di piazza, provocazioni e via dicendo...
    Primo, non vedo perchè gli indirizzi della politica governativa non possano essere "condizionati" dalle manifestazioni di protesta: gli scioperi servono a questo. Cmq questo dipende da chi sta al governo, che è liberissimo di ascoltare o meno la protesta.
    Secondo, tu metti insieme girotondi, scioperi ecc. con "azioni dirette ed intimidatorie" "attentati e violenze varie". Tu non vedi la differenza tra protesta e terrorismo sia perchè non la vuoi vedere sia perchè per te sono la stessa cosa. Non sto a spiegare il perchè non sono la stessa cosa perchè mi pare evidente.
    L'opposizione si comporta come gli pare e piace: in maniera costruttiva quando le sembra opportuno o conveniente esserlo e un maniera "ostruttiva" quando serve.
    I poche parole, il governo fa quel che vuole, l'opposizione pure, alla facciaccia dei fascisti come te.

  5. #5
    Padania libera dai padioti
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    Mi pare che il problema sia molto semplice.

    Non è da escludere a priori che un parlamento liberamente eletto, lavori contro gli interessi della maggior parte dei cittadini.

    Quello che è importante però è che le manifestazioni contro il governo sono prive di una legittimazione politica nel momento in cui esprimono il dissenso di una sola parte .

    E questa parte politica è quella all'opposizione.

    Le manifestazioni di piazza sono politicamente legittimate a determinare cambiamenti istituzionali quando sono manifestamente trasversali alla società.

    Ciò avviene spesso in occasione di moti rivoluzionari.

  6. #6
    Claude
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    Originally posted by LosVonRom
    Mi pare che il problema sia molto semplice.

    Non è da escludere a priori che un parlamento liberamente eletto, lavori contro gli interessi della maggior parte dei cittadini.

    Quello che è importante però è che le manifestazioni contro il governo sono prive di una legittimazione politica nel momento in cui esprimono il dissenso di una sola parte .

    E questa parte politica è quella all'opposizione.

    Le manifestazioni di piazza sono politicamente legittimate a determinare cambiamenti istituzionali quando sono manifestamente trasversali alla società.

    Ciò avviene spesso in occasione di moti rivoluzionari.
    Non capisco che intendi dire.
    Le manifestazioni di piazza non hanno legittimità a cambiare alcunchè, nemmeno se trasversali, e nemmeno se un governo governa male.

    Ma non confondiamo l'azione diretta della piazza (moto insurrezzionale, guerriglia urbana ecc.) con l'espressione libera pacifica e collettiva del pensiero: di quest'ultima un governo può tener conto come no, e, se ne tiene conto, può decidere di fare, esso, non la piazza, un cambiamento nella sua politica.

    Non capisco tutta questa caciara tirata su sui girotondi. Sono manifestazioni, come ce ne sono state a centinaia nella storia del nostro paese e di moltissimi altri. L'opposizione potrà cercare un dialogo con chi le organizza, inserendone le rivendicazioni nel proprio programma, oppure no. Ciò che verrà deciso a riguardo può essere considerato un errore o una cosa giusta, a seconda delle idee politico-strategiche che uno ha. Non lo so, ma vi prego lasciamo perdere Hume e Platone che non c'entrano.

  7. #7
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    Ma hai riflettuto prima di scrivere Los von Rom?
    Le manifestazioni di piazza sono legittimate solo quando esprimono un dissenso trasversale e non quando riflettono il dissenso di una sola parte?
    Sospetto che voi vegliate la notte per escogitare simili amenità.

    Siamo in un sistema bipolare, quindi le parti in causa sono solo due: Cdl e Ulivo, maggioranza ed opposizione.
    Il tax day che portò un milione di polisti in piazza era forse una manifestazione trasversale?
    E la gazzarra inscenata davanti a Montecitorio per la libertà di spot non comprendeva forse solo manifestanti della CDL?

    Poi ci sono altre forze minoritarie, quali i radicali. Che dal momento che difficilmente riuscirebbero a portare un milione di persone in piazza adottano altre forme di protesta. Quali i digiuni di Pannella.

    A settembre tornerete in piazza voi leghisti, anche se non so bene per cosa. Buon divertimento. La piazza è trasversale e accoglie tutti, senza distinzione di colore o fede politica.

    saluti
    Gianni Guelfi

  8. #8
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    Originally posted by Felix
    proprio spiritosa...


    Se vogliamo invece restare nell'ambito democratico, l'opposizione deve comportarsi in modo civile e costruttivo. Se non lo fa, il governo ha tutto il diritto (anzi il dovere) di fregarsene altamente di girontondi, bravate, esternazioni, marcette, gazzarre di piazza, provocazioni e via dicendo...


    E quale sarebbe il modo civile e costruttivo, fare silenzio e lasciare che la maggioranza faccia e disfi a proprio piacimento? E secondo te un girotondo, una pacifica manifestazione di piazza sono un pericolo per la democrazia?
    Poveri noi!

  9. #9
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    Originally posted by gianni g.
    Ma hai riflettuto prima di scrivere Los von Rom?
    Le manifestazioni di piazza sono legittimate solo quando esprimono un dissenso trasversale e non quando riflettono il dissenso di una sola parte?
    Sospetto che voi vegliate la notte per escogitare simili amenità.

    Siamo in un sistema bipolare, quindi le parti in causa sono solo due: Cdl e Ulivo, maggioranza ed opposizione.
    Il tax day che portò un milione di polisti in piazza era forse una manifestazione trasversale?
    E la gazzarra inscenata davanti a Montecitorio per la libertà di spot non comprendeva forse solo manifestanti della CDL?

    Poi ci sono altre forze minoritarie, quali i radicali. Che dal momento che difficilmente riuscirebbero a portare un milione di persone in piazza adottano altre forme di protesta. Quali i digiuni di Pannella.

    A settembre tornerete in piazza voi leghisti, anche se non so bene per cosa. Buon divertimento. La piazza è trasversale e accoglie tutti, senza distinzione di colore o fede politica.

    saluti
    Gianni Guelfi
    Ma tu hai pensato prima di rispondere ?

    Sono sempre gli altri a non capire profesur di me spinass.

    Allora te lo spiego in parole povere.

    Un governo non deve tenere in nessun conto le manifestazioni di parte.Per cui non so bene a cosa cazzo servano se non a coprire di ridicolo un paese.

    Così come le manifestazioni sindacali se indette solo da una parte ben identificabile politicamente.

    Non volete il nano al governo ?
    Dovevate impedirglielo quando potevate.
    Adesso a cuccia.

  10. #10
    Claude
    Ospite

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    Originally posted by LosVonRom

    Ma tu hai pensato prima di rispondere ?

    Sono sempre gli altri a non capire profesur di me spinass.

    Allora te lo spiego in parole povere.

    Un governo non deve tenere in nessun conto le manifestazioni di parte.Per cui non so bene a cosa cazzo servano se non a coprire di ridicolo un paese.

    Così come le manifestazioni sindacali se indette solo da una parte ben identificabile politicamente.

    Non volete il nano al governo ?
    Dovevate impedirglielo quando potevate.
    Adesso a cuccia.
    Non credo che i girotondini si aspettino che il governo tenga conto di loro.

 

 
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