LEGA / «Se continua così salta in aria». E ai suoi: «Il 15 settembre tutti in piazza per il federalismo»
Bossi: lavora troppo, il Cavaliere lasci gli Esteri
DAL NOSTRO INVIATO
SCHIO (Vicenza) - La tenuta del governo? L'ipotesi di un rimpasto? Non sono queste le cose che lo inquietano. Per Umberto Bossi le polemiche dei giorni scorsi sono solo «cose estive». Sono ben altri i pensieri e le apprensioni del senatur. Ciò che lo preoccupa è un diverso tipo di «tenuta»: quella fisica di Silvio Berlusconi. «Perché sta lavorando troppo», diviso com'è tra gli impegni a Palazzo Chigi e alla Farnesina. Per questo il leader della Lega si augura che il premier «faccia alla svelta a nominare un ministro degli Esteri. Salta in aria se continua a lavorare così tanto».
Tutto il resto viene liquidato da Bossi con battute. Berlusconi deve o no andare a Johannesburg al vertice Onu sullo sviluppo sostenibile? «Chiedetelo a lui». Rocco Buttiglione ipotizza una verifica nell'esecutivo? «Quella è una competenza di Berlusconi. Come si fa a dire a un leader cosa deve fare. Sarebbe come volersi mettere al suo posto». Ancora Buttiglione parla di un asse troppo fermo Bossi-Tremonti? «Noi siamo gente ferma. Non siamo ballerini». L'inflazione e i conti in rosso? «L'Istat e il Cnr: sono istituti che danno i numeri e sembra li diano davvero».
Al ritorno ufficiale della «politica attiva» dopo le vacanze, Umberto Bossi è in gran forma. Vacanze per modo di dire visto che in agosto ha fatto comizi quasi tutte le sere. Unica parentesi, la biciclettata di giovedì con Giulio Tremonti: una gita di 42 chilometri in mezzo alle Dolomiti da San Candido di Bolzano fino a Lienz, in Austria. Con loro, il sottosegretario alle Riforme Aldo Brancher, i due figli di Bossi e quello di Tremonti. «Un incontro tra amici», hanno precisato i due ministri, deliziati da mountain bike, speck e panorami mozzafiato.
In treno il rientro in Italia. Per accelerare i tempi e consentire al senatur di continuare il giro di comizi. Come quello di ieri sera a Schio, piccolo Comune laniero di Vicenza. Sulla scia di quanto accaduto ventiquattro ore prima a Marina di Ravenna, il leader leghista non si è fatto pregare e ha riproposto i temi caldi: riforme, immigrazione, alleanze, ritorno in piazza, crisi dell’economia finanziaria e illusione della Borsa. E ha confermato quella sua preoccupazione sulla resistenza del premier. Fisica, perché quella politica con le polemiche delle ultime ore sono solo «cose estive». E l'estate, almeno per Bossi, è già finita.
L’appuntamento per il popolo della Lega è già fissato al 15 settembre, per il tradizionale raduno di Venezia: «E’ la volata finale, guai a chi non viene. I migliori uomini siano pronti a irrompere nelle piazze. Siamo stati moderati, ma ora vogliamo il federalismo».
Davide Gorni
Politica




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