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Discussione: Dossier Iraq

  1. #1
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    Predefinito Dossier Iraq

    C'e' un crimine contro l'umanita' che,
    nell'ultima decade del millennio, ha
    superato tutti gli altri per la grandezza,
    crudeltà e portata. E' l'embargo imposto
    dagli USA contro venti milioni di iracheni.
    Se le Nazioni Unite parteciperanno a tali
    sanzioni criminali sostenute dalla minaccia
    della violenza militare - e se i cittadini del
    mondo non condanneranno tale condotta -
    la violenza, il terrore e l'umana miseria del
    nuovo millennio supereranno quelli già
    conosciuti".
    Ramsey Clark,
    ex ministro della Giustizia USA
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  2. #2
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    LE BUGIE SULL'EMBARGO ALL'IRAQ



    PRIMA BUGIA:

    E' COLPA DI SADDAM SE SONO MORTI MEZZO MILIONE DI BAMBINI. SADDAM POTREBBE NUTRIRE IL SUO POPOLO SE COMPRASSE CIBO INVECE DI ARMI
    "Piu' di un milione di iracheni - 500.000 di essi, bambini - e' morto come conseguenza diretta dell'embargo. Il 12% dei bambini di Baghdad e' morto, il 28% malato, il 29% denutrito" (FAO, dicembre 1995).
    Tutto il denaro ricavato dalla vendita di petrolio viene gestito da ispettori dell'ONU, il 40% del quale viene trattenuto per riparazioni di guerra e sostentamento delle Nazioni Unite. E' solo da pochi mesi che Washington ha permesso il passaggio di viveri di prima necessita' e medicinali dopo una chiusura di anni. Per dieci anni e' stato imposto il veto sull'importazione di cloro per disinfettare l'acqua e di attrezzi agricoli e per ricostruire la rete elettrica in tutto il paese.
    Un rapporto del New York Times (2/11/01) rivela che vengono trattenuti miliardi di dollari sulla vendita del petrolio. Le vendite di petrolio hanno ottenuto un ricavo di 4 miliardi di dollari l'anno: l'ONU ha trattenuto il 35% del ricavato, lasciando al popolo iracheno 2.6 miliardi di dollari, divisi per una popolazione di 20 milioni di abitanti. Ogni iracheno, dunque, ha ricavato 130 dollari l'anno, il che vuol dire 36 centesimi al giorno per compare cibo e medicine. E si tenga conto del fatto che il governo iracheno ha bisogno di parte di questo ricavato per la ricostruzione delle infrastrutture (acquedotti, ponti, fabbriche, strade, rete telefonica ed elettrica). A parte tutto cio', gli USA hanno impedito che l'Iraq riorganizzasse la sua attivita' agricola con il blocco assoluto imposto a tutti i prodotti chimici e meccanici (fertilizzanti, insetticidi, macchine agricole

    SECONDA BUGIA:

    SE L'IRAQ PERMETTESSE L'ISPEZIONE DEI COMMISSARI INTERNAZIONALI SUI DEPOSITI DI ARMI DI DISTRUZIONE DI MASSA, L'EMBARGO TERMINEREBBE. L'IRAQ DEVE DIMOSTRARE CHE NON POSSIEDE ARMI DI DISTRUZIONE DI MASSA
    Non c'e' alcuna connessione tra le ispezioni e le sanzioni sull'Iraq, e, di conseguenza, non vi e' alcun incentivo affinche' l'Iraq permetta tali ispezioni.
    In realta' gli USA utilizzano le ispezioni come un grilletto per l'attacco. Le ispezioni non solo solo inutili (nessun governo al mondo utilizzerebbe siti da ispezionare per costruire armi chimiche e biologiche) ma e' stato provato, anche attraverso denunce di ispettori stessi, che esse non sono in alcun modo correlate all'imposizione dell'embargo. In altre parole, l'embargo sull'Iraq andra' avanti, come asseri' Clinton, "fino alla fine dei tempi, o, almeno, fino alla fine di Saddam". Madeleine Albright affermo', nel 1997, che gli USA "non erano d'accordo con quei paesi i quali affermavano che, se l'Iraq avesse assolto ai suoi obblighi internazionali in merito alle armi di distruzione di massa, le sanzioni avrebbero dovuto essere alleggerite".

    TERZA BUGIA:

    L'IRAQ NON ACCETTO' L'ISPEZIONE DEI COMMISSARI INTERNAZIONALI. ECCO PERCHE' L'AMERICA COMINCIO' I BOMBARDAMENTI
    L'Iraq, in realta', permise ispezioni dal 1991 al 1998, ma Washington non alleggeri' la pressione economica e militare. Scott Ritter, ex-ispettore dell'UNISCOM, disse ai microfoni della CNN: "In termini di programmi a larga scala di armi di distruzione di massa, queste sono state fondamentalmente eliminate e smantellate dagli ispettori fin dal 1996, sicche' oggi (1998) la situazione sul terreno e' completamente sotto controllo". In quello stesso anno, Washington chiese l'accesso ai files personali governativi, cioe' alla struttura del potere politico iracheno. Saddam capi' che le richieste americane sarebbero via via aumentate senza alcuna contropartita, ossia senza alcun alleggerimento dell'embargo.

    QUARTA BUGIA:

    L'EMBARGO NON E' DIRETTO CONTRO LA POPOLAZIONE IRACHENA, MA CONTRO IL SUO GOVERNO
    La Gran Bretagna e gli USA hanno imposto all'Iraq un piano di "pace" che prevedeva ispezioni continue in cambio di nulla. La Russia e la Francia suggerirono un piano che prevedeva la fine dell'embargo in cambio delle ispezioni continuate da parte degli ispettori del WMD.
    A cio' Washington ha risposto con un no secco a tutte le ipotesi di alleggerimento dell'embargo, non importa quali fossero i passi dell'Iraq, fintantoche' Saddam restava al potere. Le cifre drammatiche dell'embargo parlano chiaro: la popolazione irachena soffre di denutrizione cronica. Una popolazione che, prima della guerra, vantava i piu' alti standars di livello di vita in tutto il Medioriente, sta regredendo verso l'eta' della pietra. L'impatto piu' notevole e' sui bambini: si calcola che le privazioni di cure, assistenza sanitaria, cibo e medicinali produrra' una prossima generazione di iracheni mentalmente ritardati, con grossi problemi comportamentali e fisici.

    QUINTA BUGIA:

    LE NAZIONI UNITE HANNO DECRETATO L'EMBARGO. WASHINGTON L'HA SOLO RINFORZATO
    In realta' molte nazioni desideravano interrompere l'embargo e permettere il passaggio di beni non militari. Il veto imposto dagli USA ha sempre bloccato qualsiasi iniziativa in tal senso (UPI, 11/1/00). Quando nel 1990 fu imposto l'embargo, uno tra i piu' brutali mai imposti ad un paese in epoca moderna, nessuno intendeva che dovesse durare a vita. Tale embargo contravviene alla Carta delle Nazioni Unite, ed alle Convenzioni dell'ONU sui diritti umani e sui diritti del bambino. L'attacco unilaterale all'Iraq e' totalmente illegale, incostituzionale e contravviene alla Carta delle Nazioni Unite ed a quella di Norimberga.

    SESTA BUGIA:

    SE NON BOMBARDIAMO L'IRAQ, QUESTI USERA' LE SUE ARMI DI DISTRUZIONE DI MASSA CONTRO I SUOI VCINI, IN PARTICOLARE CONTRO ISRAELE
    Saddam non ha usato tali armi durante la Guerra del Golfo, quando la popolazione irachena veniva attaccata da tutti i paesi del mondo e non lo farebbe mai, seppure possedesse tali armi.
    Per contro, i vicini prossimi dell'Iraq, la Turchia ed Israele, non soltanto possiedono armi di distruzione di massa (Israele possiede addirittura oltre 200 testate nucleari mai ispezionate) ma le utilizzano, contri i curdi e contro i palestinesi. Il prossimo attacco all'Iraq non sara' fatto dunque per impedire l'utilizzo di tali armi, ma semplicemente per smembrare un paese gia' devastato, dividerlo in tre tronconi guidati possibilmente da governi fantoccio, eliminare qualsiasi possibilita' che possa esservi una nazione, in Medioriente, in grado di poter competere con Israele, mantenere l'intero Medioriente in uno stato di soggezione, dipendenza, instabilita'.
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  3. #3
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    bollettino della Ass. "Un ponte per Baghdad" Notizie dal ponte n. 12.

    EKEUS (EX-UNSCOM):
    LE ISPEZIONI VENIVANO MANIPOLATE

    Dopo Scott Ritter è la volta di Rolf Ekeus.
    Il diplomatico svedese, Direttore Esecutivo dell’UNSCOM (la commissione speciale dell’Onu incaricata di monitorare il disarmo non convenzionale iracheno) dal 1991 al 1997 e attualmente ambasciatore di Svezia negli Usa, è uscito allo scoperto, accusando senza mezzi termini gli Stati Uniti (e non solo loro) di avere usato la commissione per scopi che esulavano dal suo mandato, come strumento per promuovere i propri interessi politici.
    Queste e altre informazioni di grande interesse – e di notevole gravità - sono contenute in una intervista rilasciata alla radio svedese il 28 luglio scorso, di cui pubblichiamo qui la versione integrale nella traduzione italiana.
    Si ringrazia la Campagna contro le sanzioni all’Iraq (CASI) di Cambridge (GB) per aver diffuso in rete la traduzione inglese dall’originale svedese.

    [O.S.]

    Rolf Ekeus: Non c’è dubbio che gli americani volessero influenzare le ispezioni per promuovere alcuni interessi fondamentali degli Stati Uniti. Non penso che questo fosse il caso durante i primi anni, perché a quell’epoca c’era una preoccupazione autentica per le armi di distruzione di massa che l’Iraq poteva avere.
    C’erano alcuni, specialmente gli Usa, che erano interessati a entrare in possesso di [informazioni su] altre forme di capacità diverse [dalle armi di distruzione di massa]. Ad esempio: come erano organizzati i servizi di sicurezza iracheni; qual era la capacità militare convenzionale; ecc.
    Sono stato a capo [dell’UNSCOM] fino al 1997, dal 1991 al 1997, ed ero consapevole di questa aspirazione a raccogliere informazioni che non avevano niente a che vedere direttamente con le armi vietate.
    Per me, il compito era di far sì che nell’organizzazione [UNSCOM] ci fossero una disciplina e una struttura tali da non consentire tentativi di sfruttare il sistema delle ispezioni come copertura per altre attività.

    Che tipo di attività?
    Cercare di raccogliere informazioni su altri aspetti [dell’Iraq], ad esempio su dove si trovasse il presidente Saddam Hussein, cosa che poteva essere interessante se lo si fosse voluto colpire personalmente, ecc., cioè su aree che non erano all’interno del mandato dell’Onu. E’ del tutto sbagliato per l’Onu fare da copertura per tale … per quel tipo di attività.

    E’ vero che l’Onu a volte diventò una copertura?
    Sì, ci furono dei tentativi. Penso che riuscirono. Durante il mio mandato [come capo delle ispezioni] non penso che ci siano state attività di questo tipo, ma la pressione aumentò con il tempo. Un altro aspetto di questo erano i tentativi di creare crisi nei rapporti con l’Iraq, che in qualche misura erano collegati alla situazione politica generale, a livello internazionale, ma anche nazionale. Ciò determinava delle pressioni sugli ispettori. Penso che fino al siamo riusciti a respingere tali tentativi. Ma c’erano sempre interessi diversi da parte di tutte le potenze, degli Usa, ma anche dei russi, con la Russia che si muoveva.

    Cosa intende per "creare crisi"?
    Che gli ispettori e il direttorato delle ispezioni ricevevano pressioni per fare ispezioni controverse – almeno ispezioni che gli iracheni ritenevano controverse – e con questo provocare una situazione di stallo che poteva costituire la base per una azione militare diretta.

    Creare una crisi – non è una provocazione?
    C’era una aspirazione a creare una crisi attraverso la pressione con – diciamo – provocazioni belle e buone, ad esempio tramite ispezioni del Dipartimento alla Difesa, il Ministero della Difesa di Baghdad, che, almeno dal punto di vista iracheno, erano molto provocatorie. E’ possibile che gli ispettori – questo accadeva dopo il mio mandato – credessero che in quegli edifici ci fosse qualcosa di interessante.
    Io non lo credevo, poiché ero del tutto convinto che in quel tipo di edifici non c’erano armi di distruzione di massa. Ma potevano esserci situazioni in cui ci noi preparavamo per un round di ispezioni così difficile e duro, e poi ricevevamo pressioni da parte degli Usa per fermarle, perché, improvvisamente, non si voleva più uno scontro, a causa di interessi politici più ampi.
    Questo poteva aver qualcosa a che fare con la situazione più generale in Medio Oriente, con i rapporti Usa-Russia; qualcosa a che fare con altre priorità che al momento erano più importanti.

    Se la capisco bene, poteva darsi il caso che una settimana ci fosse interesse a creare un conflitto con l’Iraq, e la settimana successiva il presidente americano andava a Mosca, e quindi voi dovevate prenderla con calma ?
    Beh, questo è un esempio astratto, ma si sviluppavano forti pressioni principalmente da parte degli Usa, ma anche da parte di altri membri del Consiglio di Sicurezza, perché gli ispettori tenessero presente non solo il compito di trovare e distruggere i materiali e le attrezzature vietate, ma anche considerazioni di carattere strategico e tattico, che corrispondevano agli interessi di singoli membri del Consiglio di Sicurezza. Questo era uno sviluppo pericoloso per l’Onu, perché esso correva il rischio di andare oltre il suo mandato.

    E questo inoltre dava all’Iraq una ragione per mettere in discussione tutto il sistema delle ispezioni?
    Beh, essi [gli iracheni NdR] lo mettevano in discussione comunque, ma è vero che questo dava maggiore credibilità alle loro accuse e proteste, e che altri osservatori informati pensavano che c’era del vero nelle loro affermazioni, vale a dire che le ispezioni venivano "aggiustate" per servire gli interessi delle grandi potenze.

    Ma se questo avveniva realmente, come lei ha detto, che uno o più paesi del Consiglio di Sicurezza – gli Usa e la Russia, come lei ha detto, e forse anche altri – di tanto in tanto volevano trasformare le ispezioni in uno strumento politico, allora sicuramente le critiche dell’Iraq erano giustificate?
    Sì, non c’è dubbio che fin dall’inizio … Ho sentito questa pressione sempre, diretta verso il direttorato [dell’UNSCOM]. Il problema per il direttorato dell’UNSCOM era di non farci caso, e [assicurarsi] che l’Onu stesse alle regole del gioco, così che nessun singolo membro del Consiglio [di Sicurezza] manipolasse decisioni o influenzasse le attività [degli ispettori].

    Ma quello che lei sta dicendo è che alcuni membri del Consiglio di Sicurezza lo hanno fatto davvero, e ci sono riusciti?
    Sì, penso che si possa dire così. Ci sono molti studi che stanno per essere pubblicati, compreso uno dell’Università di Yale, che indagano su questo più a fondo, e che mostreranno molto chiaramente che ci furono tentativi da parte di alcuni governi di esercitare la loro influenza: fermare alcuni tipi di ispezioni, mentre ne incoraggiavano altre.

    Ma al tempo stesso lei ci sta dando esempi di governi che sono riusciti in questo?
    Sì, col tempo queste forti pressioni si svilupparono. Questo accadde dopo il mio periodo [come direttore dell’UNSCOM], e sembra che la pressione sia cresciuta a tal punto che ci fu un grado di "aggiustamento" [delle ispezioni].

    Che cosa significa per il nuovo organismo di ispezione [UNMOVIC], sotto la guida di Hans Blix, che è pronto, ma non è ancora riuscito a lasciare il suo quartier generale di New York?
    Dipende quasi totalmente dagli Usa, dal fatto che siano preparati a dare una possibilità alle ispezioni.

    Ma c’è qualcosa che indichi che gli Usa non hanno interesse a invadere l’Iraq, e a deporre il presidente Saddam Hussein?
    Beh, quello che stiamo cercando di fare, alcuni di noi, è convincere gli Usa che è possibile condurre ispezioni riuscite, nel modo in cui abbiamo fatto in precedenza. Si tratta di attenersi alle regole del gioco.

    Ma la mia domanda è se lei vede qualche segnale che ciò accadrà.
    Sì, vedo che gli Usa, nel processo decisionale interno su cui ho informazioni, stanno prendendo in considerazione e analizzando il sistema di ispezioni, la ripresa delle ispezioni. Ma può anche darsi che ci sarà un qualcosa di "mix".

    A che cosa assomiglierebbe?
    C’è una idea di collegare molto strettamente le ispezioni a un forte sostegno militare, senza una guerra aperta. Questo è il tipo di cosa che si sta considerando.

    Un ispettorato armato?
    Un qualche tipo di sostegno, esatto.

    Può spiegarsi ulteriormente?
    No, non voglio farlo, perché è talmente attuale. C’è un certo numero di persone coinvolte in questo, che ci stanno pensando.

    Lei è coinvolto?
    Su questo non voglio fare commenti. Mi tengo informato su quanto accade.
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

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    Maria Lina Veca

    "Dietro l'uranio c'è una lobby enorme"


    "...rientra nella politica di Washington, di aver lanciato tonnellate di bombe sull'Afghanistan, senza base legale, a dispetto del diritto internazionale, uccidendo migliaia di persone, per "proteggerle", come dicono loro...Dicono di fare una guerra al terrore, e intanto terrorizzano il mondo intero! Ammazzare, sterminare, bombardare i poveri del pianeta...si deve agire perché è meglio essere attivi oggi, che radioattivi domani!"
    Così parla Padre Benjamin, come sempre coinvolgendo la platea nel suo intervento che passa dall'ironia alla durezza, toccando contenuti e fornendo dati sulla "politica di Washington": quella appunto di ammazzare, sterminare, bombardare i poveri del pianeta.
    Jean Marie Benjamin, segretario generale della fondazione Beato Angelico e promotore di una campagna per l'abolizione dell'embargo all'Iraq, è a Roma per presentare il suo nuovo libro, "Obiettivo Iraq . Nel mirino di Washington" presso la Sala della Stampa Estera, insieme a Gianni Mattioli e Vittorio Sgarbi.
    Il libro, il terzo di padre Benjamin, contiene molti documenti inediti e fornisce informazioni di grande attualità : dai retroscena del volo Amman-Baghdad del 3 aprile 2000, realizzato insieme a Sgarbi, alle dimissioni di Scott Ritter, capo degli ispettori ONU per il disarmo, dai percorsi del petrolio alle rivelazioni sull'uranio impoverito.
    Su quest'ultimo argomento si è soffermato, in particolare, padre Benjamin, nel suo intervento, come anche Gianni Mattioli. L'uranio impoverito - denunciava tra l'altro padre Jean Marie - e' un affare da milioni di dollari per una 'lobby enorme' che alimenta gli eserciti di 44 Paesi nel mondo. L'Iraq 'e' ancora sotto 400 tonnellate di uranio impoverito. Il problema e' che in oltre dieci anni nessun esperto e' andato li' a vedere cosa e' accaduto'. 'Si vuole mantenere l'embargo -sottolinea padre Benjamin- per non dare modo a nessuno di fare analisi sul campo, di vedere cosa e' realmente accaduto in Iraq. C'e' una lobby enorme, multinazionali muovono milioni di dollari. Quanto agli effetti dell'uranio impoverito, 'ci sono rapporti americani risalenti alla fine della seconda guerra mondiale e dal '95 circolano videoclip dell'esercito Usa che informano sui pericoli dell'uranio e sulle emissioni di particelle tossiche'.
    Padre Jean Marie Benjamin è stato uno dei primi a denunciare gli effetti dell'uranio impoverito sulle popolazioni civili irachene bombardate dagli aerei americani e inglesi, e sugli stessi militari. Su questi argomenti ha realizzato un documentario, mai trasmesso dalla Rai, e due libri, in cui parla anche dell'uranio impoverito in Bosnia e in Kosovo..
    Padre Benjamin ha posto l'accento sul problema della "guerra mediatica": il problema - ha ricordato - è che tutta l'informazione è nelle mani di un paese che decide quali notizie si possono dare e quale disinformazione va fatta. E' quello che sta accadendo da oltre dieci anni. L'Oms non pubblica un certo tipo di documenti in forza di un accordo segreto che nel 1959 ha ratificato con l'Agenzia per l'energia nucleare di Vienna, nel quale è stabilito di non divulgare al pubblico informazioni di interesse nazionale senza l'ok degli Usa. "Tornando all'Iraq - ha detto ancora padre Jean Marie - ho visto i dossier del ministero e le cartelle cliniche: prima della guerra del Golfo nascevano bambini normali, ora invece nascono con malformazioni.
    Quando si trova radioattività nelle urine dei genitori c'è per forza una contaminazione. E anche i 200mila "veterani" non si sono contaminati passeggiando sulla quinta strada.
    I militari e il governo italiano sapevano cosa stava accadendo...Recentemente sono stato al parlamento inglese. C'erano molti parlamentari ed era aperto al pubblico, e hanno proiettato il mio ultimo film. Alla fine si sono alzati in piedi e hanno applaudito, e i parlamentari hanno deciso di scrivere a Robin Cook per dire "non potete più ingannarci". L'anno scorso il ministro degli affari esteri francese mi ha scritto una lettera sulla mia violazione dell'embargo all'Iraq, ma non ha risposto sull'uranio impoverito, perché la Francia è uno dei più grossi produttori di questo tipo di armi. Passando all'Italia, volete sapere qual è stata la reazione di Mattarella quando l'ho incontrato al mio ritorno da Baghdad a dicembre '98? C'era Giuseppe Giulietti all'aeroporto, che mi ha fatto incontrare Mattarella, allora vicepresidente del Consiglio. Poi sono stato ricevuto alla Farnesina dal sottosegretario Valentino Martelli. Ho parlato con Mattarella della disinformazione sui bombardamenti e dell'uranio impoverito. Sull'uranio non mi ha risposto, ma ha solo proposto di coordinare con la Santa sede un aiuto alle popolazioni, cosa mai fatta. Con Martelli, poi, è stata una cosa sconvolgente. Ho spiegato che ogni otto minuti lì muore un bambino, ma lui diceva che non era possibile e che con Saddam Hussein non si può collaborare.
    Ma ci sono 22 milioni di iracheni che subiscono le contaminazioni e un embargo che impedisce loro di decontaminare. Lui diceva che erano stati mandati degli esperti a Baghdad, nel '95-'96. Ma sarebbero dovuti andare a guardare le cartelle cliniche tra la gente del sud del paese e fare un'inchiesta approfondita. Alla fine ho chiesto di mandarli almeno a seguire le vicende dei militari americani. Ma ho trovato un muro tremendo, perché dicevano che gli americani sono nostri alleati. La discussione è stata molto dura, e il giorno dopo ho mandato un pacco di documenti ufficiali sull'uranio alla Farnesina. A giugno '99 ho stampato 700 copie di un rapporto sull'uranio impoverito in Iraq e in Kosovo e l'ho distribuito a tutti i parlamentari. Sono stato convocato dalla commissione Esteri, e ho portato il video sull'uranio impoverito che l'esercito Usa ha inviato alla Nato. Il 29 settembre '99 la commissione ha adottato una risoluzione che chiedeva una commissione d'inchiesta sull'uranio. Ma hanno aspettato i primi morti per farla.
    Stiamo ancora aspettando la messa al bando di queste armi."
    E padre Benjamin parla ancora dei colloqui con Tareq Aziz , Vice Primo Ministro , sui temi che vanno dai mesi precedenti la guerra del Golfo ad oggi, chiedendosi cosa ci sia dietro l'accanimento contro l'Iraq, da undici anni. "E' una nuova colonizzazione...Io mi chiedo come Bush può andare alla Messa, magari dicendo ai bambini americani di donare un dollaro per i bambini afghani, perpetrando, con fini diabolici, il "business della carità"..."
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

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    Circa 50.000 soldati americani su 700.000 mandati nel Golfo nel '91 per combattere la "guerra tecnologica" contro Saddam Hussein contrassero una malattia che intaccava il sistema immunitario. La malattia nota come "Sindrome del Golfo" è da attribuirsi a vaccini sperimentali che il Pentagono fece iniettare a tutti i militari indistintamente. I figli di questi soldati nacquero con gravi malformazioni e malattie incurabili come la mancanza di organi interni, paralisi, problemi respiratori. Questa agghiacciante veritภè venuta fuori grazie ad un regista italiano, Alberto D'Onofrio, il quale per conto della Rai ha girato tre anni fa un filmato con le testimonianze in America, mai mandato in onda dalla tv pubblica. D'Onofrio gira l'Italia con il filmato per far conoscere i fatti;





    I TESTI DEL DOCUMENTARIO

    "LA SINDROME DEL GOLFO"
    (Gulf war syndrome)

    di
    Alberto d'Onofrio



    Steven Miller - veterano della Guerra del Golfo - : " Sono andato nel Golfo nel Dicembre nel 1990 e sono tornato alla fine di Gennaio perchè mi ero rotto una spalla e subito dopo io e mia moglie abbiamo concepito il nostro secondo figlio che si chiama Cedrick. Non sapevamo niente dei suoi problemi fino a che mia moglie non si è fatta un ultrasuono ed allora abbiamo scoperto la terribile verità. Cedrick è nato con l'acqua nel cervello, senza l'occhio e l'orecchio sinistro e tutta la parte destra del viso completamente sottosviluppata, l'esofago e la trachea erano unite insieme, il cuore si trova nella parte destra, il suo stomaco non funziona normalmente ed ha anche un problema alla spina dorsale.
    "Secondo me non c'è alcun dubbio che queste deformazioni siano causate dalla Guerra del Golfo. Basta guardare nella letteratura medica, quando un bambino nasce senza un occhio le possibili cause sono contaminazione chimica da radiazioni oppure ereditarietà. Ma i nostri test genetici sono risultati normali per cui non c'è alcun dubbio non è ereditarietà, e poi ci sono troppi bambini nati con gravi deformazioni."

    1) Scheda introduttiva :

    La Guerra del Golfo era apparsa come una vittoria dell'America e dei suoi alleati che con una minima perdita di soli 150 uomini erano riusciti nell'intento di liberare il Kuwait dall'invasore Saddam. Una vittoria pagata a caro prezzo. A 6 anni da quella guerra, infatti, alla quale presero parte 700.000 soldati americani, più di 50.000 di questi sono affetti da una malattia cronica che attacca il sistema immunitario definita come "Sindrome del Golfo". La malattia ha già ucciso tra i 5.000 e 10.000 soldati contagiando il 76 % dei familiari.
    Le cause possibili: si parla di contaminazione chimica e di vaccini sperimentali somministrati indistintamente a tutti i soldati e di missili biologici lanciati da Saddam.
    Il Pentagono nega l'esistenza di questa Sindrome accusando i veterani di fingersi malati allo scopo di ottenere un aiuto economico, e respinge anche la tesi della contaminazione chimica o biologica.
    Le vittime innocenti di questo mistero sono decine di bambini nati con gravi deformazioni come la mancanza di organi interni, o di arti superiori o inferiori, e ancora, paralisi, problemi respiratori, insomma tutte malattie incurabili. La loro vita è appesa ad un filo e devono ricorrere a continue e costosissime operazioni per poter sopravvivere.

    2) A San Francisco incontriamo il dottor Urnowitz che sta studiando la misteriosa malattia alla quale ancora non si è trovato un rimedio.
    Dott Urnowitz: "Ho cominciato ad interessarmi alla sindrome del Golfo quando, trovandomi ad una conferenza scientifica, accesi per caso il televisore ...
    e c'era un veterano della Guerra che era un membro del congresso degli Stati Uniti, che parlava della sua malattia. I sintomi che elencava il soldato in televisione sembrano essere gli stessi per la maggior parte dei veterani. Si tratta di malattie che colpiscono il sistema nervoso e comportano anche perdita di memoria, repentini cambiamenti di umore, insonnia. Molti di questi sintomi sono classici di una disfunzione del sistema immunitario.
    Inoltre molti veterani hanno concepito dopo la guerra bambini con gravi deformazioni. Sappiamo che infezioni virali possono portare alla nascita di bambini deformi per cui abbiamo un'altra prova che qualche infezione è legata a tale sindrome.
    Steven Miller:" Prima della Guerra potevo correre circa 5 miglia al giorno senza nessun problema, adesso non ce la faccio più, e quando vado dal dottore militare dopo un attesa di 5 ore lui mi esamina per 3 minuti e poi mi dice che non c'è niente che non va e poi mi dice di andare a casa.
    Cedrick ha gia avuto 9 interventi chirurgici e avrà bisogno di altri 5 solo per ricostruire il suo viso e penso che si meriti i migliori interventi del mondo perchè non è certo colpa sua se è nato in questo modo. Non doveva proprio succedere.
    Un dottore mi ha detto che fino ad oggi abbiamo già speso un milione di dollari per Cedrick, tutti i suoi denti sono falsi , solo per il suo occhio spendiamo 900 $ al mese, è un sacco di soldi, e dovrà continuare a cambiarselo per tutta la sua vita , e questo è solo per l'essenziale ma anche le condizioni di molti altri bambini sono estremamente gravi, si parla di migliaia di dollari all'anno solo per la cure di questi bambini.

    3) La prova di una contaminazione chimica arrivano direttamente dalle testimonianze di numerosi soldati che troppe volte hanno udito gli allarmi chimici suonare.
    Dean Lundhulme - veterano della Guerra del Golfo - : In Aprile, dopo la fine delle operazioni di guerra, ho sentito suonare l'allarme che indicava pericolo di sostanze chimiche, io mi trovavo sotto la doccia e quindi mi è stato impossibile indossare subito gli indumenti di protezione. Tre giorni dopo mi hanno portato all'ospedale e sono entrato in coma per tre giorni poi è sopravvenuta una paralisi alla spalla destra, fortissimi dolori muscolari, incapacità di concentrazione. Sono rimasto all'ospedale per circa due settimane e poi sono tornato nella mià unità.
    Erica Lundholme - sorella di un veterano -: Lui è tornato nel Maggio del 1991. Sono andata io stessa a prenderlo all'areoporto e l'ho portato a casa mia con tutto il suo equipaggiamento ed è rimasto con me per molti mesi. A quel tempo lui era già molto malato e dopo qualche mese anch'io ho iniziato a sentirmi male, avevo dei sintomi simili all'influenza ma poi ho continuato a peggiorare fino a che non riuscivo più neanche a camminare per più di un isolato. Anche adesso ho gli stessi sintomi di mio fratello,: diarrea, dolori muscolari, terribili mal di testa.
    Dean Lundholme: Sapevamo già prima della Guerra che Saddam aveva la possibilità di usare armi chimiche e biologiche contro le nostre truppe.
    Peter Arnett - giornalista CNN - : "Sarebbe disposto ad impiegare anche armi chimiche o biologiche nella Guerra del Golfo ?
    Saddam Hussein: " Userò tutte le armi che sarranno appropiate a contrastare le armi del mio nemico..."

    Dean Lundhulme - : Siamo stati rassicurati dal presidente Bush che nel caso Saddam avesse usato armi chimiche noi saremmo ricorsi alle armi nucleari. Sono contento che non siamo arrivati a questo punto.

    3b) Jim Tuite ha lavorato per ventanni nella CIA. Attualmente sta conducendo accurate indagini per scoprire le cause e le responsabilità che si celano dietro la Sindrome del Golfo.
    Jim Tuite - ex agente CIA - : "C'era una grossa preoccupazione sull'eventualità che Saddam potesse usare armi chimiche o biologiche contro le forza alleate. Al fine di impedire questa terribile possibilità gli alleati avevano fatto dei piani ben precisi mirati a distruggere tutti gli arsenali chimici di Saddam.
    Presidente Bush: "distruggeremo anche tutti gli arsenali chimici di Saddam come tutte le sue artiglierie e carri armati. Le nostre operazioni sono state progettate allo scopo di salvaguardare al massimo la sicurezza delle nostre truppe e della coalizione colpendo subito il vasto arsenale di Saddam".
    Jim Tuite: Quando scoppiò la guerra l'aviazione americana cominciò subito a bombardare le numerose industrie belliche produttrici di armi chimiche che si trovavano al Nord di questa cartina. Quasi immediatamente dopo i primi attacchi il vento ha cominciato a traspostare le esalazioni chimiche provocate dai bombardamenti verso Sud, dove si trovavano i soldati della coalizione. Nel giro di poche ore gli allarmi chimici hanno cominciato a suonare un pò ovunque e la presenza di sostanze chimiche è stata rinvenuta qui, qui anche qui vicino a Rafha, poi durante le operazioni di terra, sostanze chimiche sono state segnalate anche dalle due divisioni della marina che hanno attraversato questo stretto. Attraverso tutto il deserto dell'Arabia Saudita molti animali cominciarono a morire e non soltanto pecore o capre ma anche uccelli, insetti, insomma molte specie diverse contemporaneamente, il che, un fatto assolutamente inconsistente con qualsiasi epidemia veterinaria. Allo stesso tempo anche i soldati hanno inizato ad ammalarsi con sintomi influenzali a causa dell'esposizione a questi gas nervini.

    4) A San Diego il veterano malato Duane Monroe si reca alla conferenza della commissione formata da Clinton allo scopo di indagare nella difficile questione. Spera che il Governo possa finalmente dargli un aiuto. Ma fino ad ora gli studi della Commissione non hanno portato a nessun risultato concreto.
    Duane Monroe - veterano del Golfo - : "Durante la Guerra pensavamo di essere ammalati d'influenza, avevamo la nausea, il vomito, diarrea questo genere di cose, ma quando siamo tornati a casa abbiamo continuato a peggiorare, ed iniziato ad avere anche problemi neurologici, gastrointestinali e sangue nelle feci.
    La versione ufficiale ha sempre affermato che nessuna sostanza chimica era stata rinvenuta ma non sempre ci abbiamo creduto. Infatti noi avevamo i test chimici a portata di mano, avevamo tutti gli strumenti necessari per analizzare la presenza di sostanze chimiche e molte volte i risultati mostravano che c'era stata un esposizione chimica ma ogni volta ci veniva risposto che questi test non erano corretti e di non preoccuparci.
    Nella cosiddetta autostrada del suicidio nella quale molti iraqueni vennero uccisi in ritirata non vi erano insetti che volavano vicino ai cadaveri, pensavamo che tutto ciò fosse molto insolito e ci sembra ancora più strano oggi.
    Arguerite Knox - membro della Commissione di Clinton - :" Pensiamo che non vi sia nessuna prova certa che dimostri che vi sia stata un uso di armi chimiche o biologiche.
    Dan Fahid - capo dell'associazione veterani di San Francisco - :" Tutti guardano al fatto se l'Iraq abbia usato o meno armi chimiche ma allo stesso tempo dobbiamo puntare il dito contro il nostro stesso Governo perchè l'America ha impiegato pallottole all'uranio senza avvertire nessuno.
    Neanche le truppe americane sapevano che stavano usando l'uranio e che era molto pericoloso.
    Infatti quando una pallottola all'uranio colpisce un carrarmato nemico molte delle sue particelle si cospargono nell'aria e molti soldati hanno rischiato di inalare queste particelle d'uranio nel proprio corpo.
    Joyce Lashof - presidente della commissione di Clinton - : "Sono solo 22 o 23 i soldati in cui sono state rinvenute traccie di uranio nel sangue e questi sono tenuti sotto stretto controllo. Oltre a questi non c'è nessuna prova che altri si siano ammalati a causa dell'uranio.

    5) Nel villaggio militare di Fort Meade, nei pressi di Washington, incontriamo il sergente Brad Minns, anch'egli affetto dalla sindrome. Brad ha fatto causa al Governo in seguito alla nascita di suo figlio che presenta gravi deformazioni.
    Serg. Brad Minns: - vetrano della Guerra del Golfo - Casey è stato diagnosticato con la cosiddetta "Goldenhart Sindrome" che comporta una crescita abnormale tra due organi nel corpo. Nel caso di mio figlio Casey si tratta dell' esofago e dei polmoni. Il suo esofago è stato così rimosso e sostituito da una parte dell'intestino e per una complicazione durante l'operazione le sue corde vocali sono state recise, non può mangiare niente dalla bocca, ma deve essere nutrito attraverso un tubo collegato direttamente allo stomaco, il suo colon che è adesso il suo esofago non è più in connessione con lo stomaco per cui si nutre soltanto attraverso questo tubo.
    Siga Minns - Questa è una formula speciale con cui nutriamo Casey, è un cibo predigerito molto caro ed ha circa 30 calorie.
    Non sapevamo che gli mancavano le orecchie o che avesse dei problemi interni fino a che non è nato, avevamo già due figli prima di Casey ed entrambi sono sani e robusti, non ci sono casi di deformità in entrambe le nostre famiglie per cui è stato un vero shock vedere nascere questo bambino in questo modo.
    Questo è il tubo con cui nutriamo Casey, mentre questo è un foro da cui ogni giorno gli devo succhiare la saliva. Il colon si sta riempiendo di secrezioni per cui le devo succhiare per impedire che vadano a finire nei suoi polmoni. Questa è la sua saliva, che altrimenti andrebbe a finire nei suoi polmoni.
    Voglio mio figlio vivo e non all'ospedale per cui mi sono adattata a fare di tutto per tenermelo a casa. Qualche volta mi viene il panico quando improvvisamente diventa blu, comincio ad urlare come una pazza ma ho imparato ad arrangiarmi.
    Questo apparecchio serve per aprirgli i polmoni in modo che possa respirare meglio.

    Brad Minns: Eravamo molto spaventati perchè Saddam aveva già usato armi chimiche durante la precedente guerra con l'Iran . Spesso sentivamo squillare gli allarmi chimici quando eravamo nelle nostre postazioni nel deserto e subito indossavamo la maschera ma il nostro comandante ci diceva che i test chimici erano risultati negativi e quindi di toglierci la maschera.
    Siga. Minns: Nessuna compagnia di assicurazione farà mai una polizza per coprire le spese di Casey perchè la sua vita futura consiste di continue operazioni per cui non sappiamo cosa fare, vogliamo che il nostro governo ci aiuti a pagare le ingenti spese mediche.
    Jim Tuite: " L'acquisizione da parte di Saddam del suo arsenale chimico e biologico è stato molto complesso. Gli agenti chimici che compongono le bombe come anche le sostanze biologiche, le parti necessarie a fabbricare a missili, i computer che progettano armi nucleari, le testate contenenti armi nucleari o chimiche venivano tutti dagli Stati Uniti ma anche dalla Russia, dalla Germania , dall'Italia e da altri Paesi sia in Europa che in Asia.

    6) A Santa Barbara in California l'infermiera militare Joyce Rally sensibilizza l'opinione pubblica con le sua accese conferenze. Ha contratto la sindrome curando negli Stati Uniti alcuni veterani reduci dal Golfo. E' convinta che le stesse armi chimiche e biologiche usate da Saddam siano provenienti dall'America.
    Joyce Raily - infermiera militare - : Credo che questo Paese abbia un grave disagio perchè ha violato la convenzione di Ginevra che vieta il proliferare di armi di distruzione di massa, gli Stati Uniti hanno un serio problema di credibilità politica perchè hanno firmato quel trattato come lo ha firmato Saddam Hussein e adesso le nostre truppe sono malate perchè noi abbiamo fabbricato quelle armi e le abbiamo venduto a Saddam che le ha usate contro i nostri soldati ed è evidente dall'ostracismo dei media e dei politici americani che stanno cercando di mantenere segrete queste notizie.

    Serg. Cole - veterano della Guerra del Golfo - : Facevo parte della quarta divisione e naturalmente durante la guerra mi trovavo in Arabia Saudita, Kuwait ed Iraq. Non so niente di armi chimiche o biologiche scoperte dalla nostra divisione e non ho mai sentito suonare gli allarmi chimici, non sono assolutamente consapevole del fatto che queste armi siano state usate contro di noi.

    Veterano della Guerra Vietnam: Sapendo quello che so oggi non lascerei mai i miei figli combattere una guerra che è controllata sempre dai grossi banchieri, finanziata dai fondi internazionali e condotta con il proposito di ridurre la popolazione mondiale e di rubbare la terra altrui per l'interesse di pochi, questo è quello che penso della guerra al giorno d'oggi.

    7) In Texas (nei pressi di San Antonio), vive Richard Arnold. Si è recato nel Golfo come civile prima dello scoppio della guerra. Eppure è affetto da sindrome ed ha una bambina, Lea, paralizzata dalla nascita. Nel suo caso la colpa sembra essere dei vaccini approvati all'ultimo momento dal Dipartimento della Sanità.
    Richard Arnold (Padre di Lea): "Nella Guerra del Golfo ero un meccanico di elicotteri, dovevo occuparmi della manutenzione degli elicotteri Apache in modo che fossero pronti in ogni momento. Ma non mi trovavo nel Golfo durante la vera e propria Guerra solo precedentemente".
    Sig. Arnold: "Quando mio marito è tornato dal Golfo io sono rimasta subito incinta ma ho perso il bambino poi sono rimasta incinta di Lea e dalle numerose analisi non risultava assolutamente niente di strano nella bambina. Solo quando è nata il dottore ci disse che Lea non avrebbe mai potuto camminare e che era affetta da spina bifida, poi ci ha spiegato cosa significava. In pratica il suo midollo spinale era fuori dalla colonna vertebrale e quindi Lea era destinata a rimanere paralizzata dalla vita in giù ed all'uso del catetere per tutta la vita.
    Ci hanno detto che questa malattia, spina bifida, è solitamente ereditaria ma noi abbiamo ricercato in entrambi le nostre famiglie e non ci sono mai stati casi del genere.
    Io credo che sia legata in qualche modo ai vaccini che mio marito ha preso prima di partire per il Golfo e durante la sua permanenza laggiù".
    Sig. Arnold: " E' molto difficile quando Lea mi dice che vorrebbe camminare e giocare come gli altri bambini e non c'è niente che possa fare per aiutarla. Sono andato nel Golfo perchè pensavo fosse giusto, pensavo fosse un gesto di patriottismo partire ed aiutare il mio paese nel momento del bisogno. Se avessi saputo che il mio paese mi avrebbe trattato in questo modo, ignorando ogni misura di sicurezza, provocando per i suoi uomini il rischio di avere bambini deformi, allora non sarei mai partito.

    8) All'ospedale civile di Menphis il soldato Herberth Smith ha finalmente trovato aiuti e cure dopo esser stato accusato dall'Ospedale militare Walter Riddle di fingere una malattia non esistente.
    Herberth Smith - veterano della Guerra del Golfo - : "Sono tornato negli Stati Uniti il 1 Giugno del 91, sarei rimasto anche più a lungo nel Golfo ma ero già malato e pensavo che il ritorno a casa mi avrebbe messo a posto, pensavo che fosse il fumo e l'ambiente desertico a provocare la mia malattia, avevo sintomi simili all'influenza. Mi sono recato subito all'ospedale militare di Washington, il Walter Reed, ed il primo dottore che mi visitò intuì che c'era qualcosa di grave, ma quando stava per individuare di che cosa si trattava lo trasferirono e poi arrivarono gli altri dottori che non volevano curarmi. Nell'Agosto del 93 ero totalmente collassato, non potevo più camminare o guidare una macchina, avevo degli attacchi epilettici e non capivo proprio cosa mi stesse succedendo.

    Dott. Pam Esa : Vorrei mostrarvi questa lettera scritta dal direttore dell'ospedale militare Walter Reed. In questa lettera lui afferma che il soldato Smith è affetto da somatizzazione, in parole povere che la malattia è solo nelle sua testa. Questa lettera è dello stesso mese nel quale le analisi ci hanno dimostrato che Herbeth Smith è affetto da una grave forma di lupus.
    Herbeth Smith: " Hanno detto ai miei dottori civili che io ero un pazzo e che fingevo di essere malato, che mi tagliavo ogni notte per provocarmi l'anemia e che mi alzavo la temperaturea corporea in modo da provocarmi una febbre alta.
    Dott. Esa: I pazienti affetti da tale forma di disfunzione del sistema immunitario hanno danni agli organi interni causati dai propri globuli bianchi. Abbiamo scoperto che con cure molto aggressive come la chemioterapia si può ridurre l'attività di quei globuli bianchi. Nel suo caso la causa sembra essere quasi sicuramente una reazione ad un vaccino.
    Dott.Pam Esa: "C'erano molti veterani che erano pronti a partire per il Golfo ma poi non furono mai mandati in guerra. Questi soldati ricevettero comunque il vaccino intramuscolare ma non lasciarono mai il Paese e molti di loro si sono ammalati o hanno avuto figli con le tipiche deformazioni come la Golden Hart Syndrome.
    Ai veterani non è stato mai detto quali tipi di vaccini venivano loro somministrati ed ho saputo che da una base militare sono sparite 10.000 pagine di documentazioni relative a tali vaccini.

    9) Oltre al vaccino intramuscolare i soldati ricevono una pillola sperimentale contro i gas nervini. Il 43% ebbe una reazione negativa immediata che si manifestò in forme allergiche di diversa natura...ma i soldati furono obbligati a prenderla in ogni caso.
    Jim Tuite: "Quella pillola non era mai stata usata prima in una situazione del genere, cioè somminitrandola indistintamente a tutti i soldati, era stata approvata dal Dipartimento della Sanità solo in casi gravissimi di malattie nervose come il morbo di Parkinson. Nessuno sapeva quale sarebbe stato l'effetto di questa pillola se i soldati venivano esposti ad una contaminazione chimica. E' stato però provato da sperimentazioni su animali che, se tale pillola aiuta a prevenire gli effetti di alcuni gas nervini può invece aumentare l'effetto di altre sostanze ovvero di quelle sostanze chimiche che sono state alla base della contaminazione durante la Guerra.

    Sergente Hamden - veterano della Guerra del Golfo - : Ero un ufficiale di supporto di fanteria durante la Guerra e abbiamo trascorso la maggior parte del tempo in Arabia Saudita e 35 giorni in Iraq. Facevo parte di una delle prime unità che hanno invaso l'Iraq.
    Sono rimasto nel Golfo per circa 7 mesi. Quello che ho portato a casa e che altri soldati hanno portato nelle loro case è contagioso e si sta trasmettendo ai vari componenti della famiglia.
    Moglie di Hamden: " Circa sei mesi dopo il suo ritorno ho cominciato a sentirmi poco bene, ad avere problemi agli organi genitali, e sintomi simili all'influenza. All'inizio erano sintomi deboli ma poi ho continuato a peggiorare ed anche mia figlia.
    Serg. Hamnden: "Il modo in cui questa malattia colpisce gli uomini è molto strano: non si ha più nessuna emozione, non si ricorda più niente, ad esempio se mia moglie mi dice qualcosa devo scrivermela subito altrimenti dopo 10 secondi l'ho già scordata, vado nei negozi e non ricordo cosa dovevo comprare. E i dottori militari mi dicono che voglio credermi malato e per questo mi ammalo e lo stesso vale per mia moglie, ecco questa è la nostra diagnosi, che siamo degli psicopatici!
    Moglie Hamnden:" Ho contattato la Croce Rossa per avvertirli che pensavamo di avere una malattia contagiosa e che eravamo preoccupati perchè non volevamo trasmetterla ad altri e loro ci hanno risposto di non preoccuparci, e noi abbiamo risposto che ci veniva comunque chiesto di donare il sangue e loro hanno ripetuto: non preoccupatevi! Allora abbiamo contattato la scuola di mia figlia avvertendoli della nostra malattia contagiosa che poteva mettere a rischio altri figli dei militari che frequentano la scuola e la direttrice ha risposto che avrebbe fatto qualcosa solo se glielo diceva il Governo. Allora ci siamo rivolti allo stesso Presidente degli Stati Uniti e lui ha fatto rispondere che non ci sono le prove per un affermazione del genere.
    Jim Tuite: Ed abbiamo scoperto che il 77 % delle mogli dei veterani stanno soffrendo degli stessi sintomi dei loro mariti.
    Joyce Lashof - Presidente della Commissione di Clinton : Non ci sono delle prove reali che esista una malattia che si sta trasmettendo alle famiglie, ci sono solo alcuni casi isolati ma in generale i veterani devono essere rassicurati che non infetterano le proprie famiglie.
    Dott. Urnowitz: "La cosa che mi preoccupa di più è che i veterani stanno ancora donando il sangue e se c'è il rischio di un contagio anche il minimo rischio, non dovrebbero donare il sangue fino a chè non sono stati chiariti i pericoli.

    10) Parte dell'opinione pubblica americana è convinta che Saddam avrebbe lanciato dei missili contenenti dei virus prodotti in laboratorio, provenienti addirittura dagli Stati Uniti. I dottori Carson e Nancy Nicholson sostengono di averne trovato le prove.
    Dott. Carson Nicholson :" Ho iniziato ad interessarmi alla sindrome del Golfo quando mia nipote è tornata dalla Guerra e ha cominciato a essere colpita da sintomi molto particolari che non avevo mai visto prima ad eccezione di alcuni sintomi che aveva avuto mia moglie un anno prima della Guerra quando pensiamo che sia stata deliberatamente infettata, lavorando in un laboratorio dove si producevano armi biologiche, ovvero un microorganismo, il mycoplasma che stiamo adesso studiando.
    Dott.essa Nancy Nicholson:" La malattia che ho avuto è stata così terribile che non l'agurerei neanche al mio peggiore nemico, è stato tremenda, sono dimagrita di 20 chili , ero paralizzata nella parte sinistra del corpo, mi sentivo costantemente la nausea ed un arrossamento generale. Ho il sospetto di essere stata deliberatamente infettata perchè lavoravo in un laboratorio dove si producevano segretamente armi biologiche.
    Dott. Nicholson: Ci siamo concentrati sulla causa biologica ed abbiamo scoperto che il 50% dei veterani e dei loro parenti più stretti che abbiamo esaminato hanno nel sangue questo microorganismo, il mycoplasma, che ha dei geni molto inusuali che sicuramente non sono presenti in natura ma possono soltanto essere prodotti in laboratorio.
    Dott .Nancy Nicholson: " Dal quadro delle operazioni militari sembrerebbe che gli iraqueni abbiano disseminato i missili scud contenenti gli agenti biologici ed è molto irresponsabile da parte degli alleati l'aver intrapreso delle operazioni militari del genere senza gli adeguati e sofisticati strumenti di individuazione delle armi biologiche.
    Giornalista: Generale ci sono state voci che, se le truppe americane venissero contaminate con sostanze biologiche, sarebbe molto difficile accorgersene perchè la nostra capacità di rilevare la presenza di sostanze biologiche non è sufficiente?
    Gen Thomas Kelly - portavoce del Pentagono: " Direi che la nostra capacità di individuare la presenza di agenti biologici è piuttosto elevata, saremo in grado di accorgerci se tali sostanze saranno usate anche se speriamo che non vengano usate, ma siamo preparati a questa eventualità.

    11) L'infermiera Melina Leduck al ritorno dalla guerra si ammala di cancro ai polmoni. Inoltre le viene riscontrata una misteriosa malattia alle ossa che le impedisce di camminare.
    Melina Leduck - infermiera militare - : " Nel Dicembre del 90 abbiamo ricevuto l'odine di recarci in Arabia Saudita io e tutta la mia unità di chirurgia. Eravamo stanziati a Daharan, meglio conosciuta come la città dei missili , venivamo bombardati ogni giorno ed eravamo convinti che ci fosse qualcosa di strano in questi missili perchè ci lacrimavano gli occhi e la nostra maschera si riempiva di muco.
    Io non sono la sola che si è ammalata di cancro, anzi io sono stata fortunata perchè sono viva, ma ce ne sono molti altri e l'ospedale militare continua a ripeterci che queste malattie non sono legate in alcun modo alla Guerra del Golfo ma sappiamo che non è vero. Io sto sempre peggio ho dei fortissimi dolori alle spalle, alle ginocchia ed a tutti i legamenti e molti altri hanno gli stessi miei problemi, ed è un bene che almeno possiamo parlare tra di noi almeno non ci sentiamo del tutto ignorati.
    Jim Tuite: Sappiamo con certezza che ci sono altre sostanze usate dagli Iraqueni per costruire delle armi, una in particolare si chiama "Aphlatoxin" ed è una sostanza semi-biologica ovvero un prodotto chimico proveniente da un organismo. Nel caso che Saddam avesse deciso di usare tali armi contro gli Alleati noi non ce ne saremmo potuti accorgere.

    12) Nei pressi di Washington vivono i coniugi Slavin che hanno avuto due figli affetti dalla cosiddetta Fryns sindrome una malattia che non permette ai polmoni di svilupparsi normalmente. Entrambi i bambini non sono sopravvissuti ma secondo i genitori la colpa della loro morte non sarebbe da attribuirsi soltanto alla misteriosa Sindrome.
    Sig.ra Slavin: "Ci sono soltanto 62 casi di questa Sindrome, che io sappia, è una malattia rarissima. Quando nacque nostra figlia ci dissero che aveva poche probabilità di sopravvivere ma invece è sopravvissuta per un anno e poi è morta non per colpa dlla sua malformazione ma di polmonite.L'ospedale militare ce l'ha ridata dopo l'operazione ammalata di polmonite.

    Serg. Slavin - veterano della Guerra del Golfo - Queste sono le foto di mia figlia Amanda quando aveva 11 mesi subito dopo la sua ultima operazione. Queste foto risalgono a circa 4 o 5 settimane dopo la chirurgia ovvero l'estensione del suo busto per fare spazio ai polmoni. Il giorno dopo il dottore ci disse che la sua ferita si era infettatta e poi la lasciò così. Queste sono le foto che abbiamo fatto quando l'abbiamo riportata a casa dove io e mia moglie che cercammo di curarla medicandole la ferita. Questa era un bambina di 11 mesi e questo è quello che i dottori militari chiamano cure efficienti. Non possono negare che non stanno facendo esperimenti sui nostri figli e che ci trattano come cavie per usarci nei loro esperimenti. L'ospedale di Walter REED come altri ospedali militari sono luoghi di sperimentazione per i nuovi dottori e i loro metodi vanno a scapito della nostra salute e quella dei nostri figli. Mia figlia è nata con una malformazione a causa della Guerra del Golfo ed è morta a causa della malsanità. Sfido qualsiasi persona normale a guardare queste foto e dirmi che questo è il modo di curare una bambina. All'epoca a lei non venivano somministrati neanche antibiotici o antidolorifici, e il dottore mi ha risposto, dopo che mia figlia era morta, che avrebbe rifatto la stessa cosa perchè si trattava di una ferita superficiale per cui non aveva bisogno di antibiotici. Scusate ma io prendo gli antibiotici appena mi taglio per prevenire le infezioni!
    Il responsabile che ha firmato il permesso di usare vaccini sperimentali nella Guerra del Golfo è Il Generale Blank, capo dell'ospedale Walter Reed ed è anche colui il quale è stato incaricato di seguire le indagini sulla Sindrome del Golfo. Ecco il controsenso: abbiamo un comanante che è responsabile per l'uso di medicine non approvate dal dipartimento della Sanità con l'incarico di trovare il colpevole della sindrome! Se uccidi qualcuno e poi ti incaricano di trovare l'assassino dichiarerai mai la tua colpevolezza?

    Si ringraziano le persone che hanno reso possibile la realizzazione di questo documentario.
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

 

 

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