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Discussione: Tra noi camerati

  1. #1
    Enclave MUSSOLINISTA
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    Predefinito Tra noi camerati

    Tra noi camerati ...

    Tra noi camerati c’è un difetto molto diffuso: una forte considerazione di sé che, in alcuni casi, porta a quel fenomeno che definiamo, in senso dispregiativo, “ducismo”.

    Nella vita ordinaria l’autoconsiderazione, se non suffragata dai fatti, lascia il tempo che trova, esponendo, tra l’altro, chi ne fa uso a giudizi negativi nella misura in cui si verifica una forte discrepanza tra l’asserzione e l’attuazione. Anche nella vita politica dovrebbe essere la stessa cosa. Invece assistiamo a posizioni troppo sbilanciate, nel senso che alcuni attraverso l’autoconsiderazione di sé non creano qualcosa di positivo bensì vanno ad accrescere il grado di negatività, di confusione e di sbando nelle file della militanza.

    Guardarsi allo specchio al mattino mentre ci si fa la barba e considerarsi “qualcuno” non è un male in sé, se la cosa finisce lì. Uscire, invece, da casa e continuare in quell’atteggiamento nei rapporti con gli altri camerati è un errore. La posizione esatta non è né l’autoconsiderazione né l’autocommiserazione. La posizione esatta per farsi conoscere dagli altri, per farsi valutare dagli altri è assumere un impegno, un compito, un lavoro e cercare di svolgerlo nel migliore dei modi.

    Chi avrà raggiunto, nell’espletamento delle proprie funzioni, la maggiore realizzazione, quello potrà essere considerato capace, positivo, volitivo e dovrebbe poter accedere ad incarichi sempre più qualificati.. Chi non avrà raggiunto l’obiettivo prefissatosi dovrà autoridimensionarsi.

    Ora, nel nostro mondo politico o nella nostra Area, come da un po’ di tempo a questa parte si definisce il popolo dei camerati, ci sono varie persone che attraverso l’autoconsiderazione di sé, si sono assunte il gravoso onere, più o meno motivato, di frantumare il nostro ambiente politico. Il proverbio dice che sfasciare è facile, ma ricostruire è difficile. Infatti, ogni atto di rottura porta con sé anche fenomeni negativi quali, ad esempio, la sfiducia e l’allontanamento dalla lotta politica di quelle persone che, per loro natura, non amano la confusione, la “bagarre” ma sanno dare il meglio di sé in un sereno, ordinato ed armonico procedimento delle attività di uno strumento politico.

    Chi pensa di imporsi caporalescamente sugli altri, chi costruisce barriere, steccati, campi minati fatti di ingiurie, di condanne, di accuse non motivate e prive di quei riscontri oggettivi che solamente possono portare alla verità, fa opera, a volte anche inconsapevolmente, di discordia, di rottura, di distruzione aggiungendo danno al danno già esistente.

    Fino alla conquista del potere Mussolini non era il Duce. Lo è diventato dopo più per riconoscimento da parte degli altri, dei seguaci che per volontà sua. Allora tutti coloro che si autoconsiderano dei capi, sia pure in erba, dimostrino con i fatti ed entro un congruo numero di anni (non possiamo aspettare una vita!) di sapere realizzare qualcosa. Altrimenti si facciano da parte, si autoridimensionino, aprano agli altri evitando di fare terra bruciata intorno a sé.

    Noi non abbiamo bisogno di discorsi, di declamazioni. Abbiamo bisogno di uomini laboriosi che in silenzio e senza le luci della ribalta operino nella realtà, testimoniando in tal modo il loro modo di essere. Abbiamo bisogno dello ”homo faber” poiché di chiacchiere, in cinquantasette anni, se ne sono fatte troppe. E i risultati si vedono!

    Saluti a tutti ave Wotan

    http://groups.msn.com/ardiscononordiscoilfascismo

  2. #2
    dal 1° febbraio 2001 !
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    Predefinito

    Meno filosofi più attacchini nella nostra area !!!!!!!!!

    "... e ciascuno morendo scagli l'asta per l'ultima volta,
    ché degno d'onore e magnifico è per un uomo combattere
    per la sua terra e i figli e la sposa legittima
    contro i nemici "
    Tirteo


    http://www.webgif.com/flags_ani/italia.gif

  3. #3
    Enclave MUSSOLINISTA
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    Predefinito OTTIMO

    Ottima battuta Aiace, complimenti.


  4. #4
    Dalla parte del torto!
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    Predefinito

    Di attacchini ne abbiamo avuti fin troppi...
    Sinistra Nazionale!

  5. #5
    lobosinistro
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    Predefinito

    Se, come è molto probabile, caro natoW, ti riferisci alla discussione tra me e Fernando su Che Guevara, ritengo giusto precisare che la mia intenzione e il mio intervento non volevano mettere steccati, imporre qualcosa agli altri o allontanare eventuali passanti sereni...

    Anche se lo apprezzo per lo scopo che si prefigge, ho la sensazione di vedere il tuo discorso finire anch'esso nella retorica. Aggiungo perciò che è molto difficile distruggere qualcosa che effettivamente non c'è. Non per niente si parla di Area, in senso astratto, invece di programmi e concretezze. Come sappiamo, non si frantuma qualcosa che non c'è.

    Del resto questo è un luogo d'incontro di persone dell'Area, non di uno dei partiti che la compongono.


    Un saluto

  6. #6
    Enclave MUSSOLINISTA
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    Predefinito Impegno

    Impegno concreto e serietà!
    Se ognuno di noi facesse il proprio dovere con impegno e serietà, sarebbe un bel passo avanti.

    1 Non vi sono privilegi, se non quello di compiere per primi la fatica e il dovere.
    2 Accettare tutte le responsabilità, comprendere tutti gli eroismi, sentire come giovani italiani e fascisti la poesia maschia dell'avventura e del pericolo.
    3 Essere intransigenti, domenicani.Fermi al propio posto di dovere e di lavoro, qualunque esso sia.Ugualmente capaci di comandare e di ubbidire.
    4 Abbiamo un testimonio da cui nessun segreto potrà mai liberarci: il testimonio della nostra coscienza.
    Deve essere il più severo, il più inesorabile dei nostri giudici.
    5 Aver fede, credere fermamente nella virtù del dovere compiuto,negare lo scetticismo,volere il bene ed operarlo in silenzio.
    6 Non dimenticare che la richezza è soltanto un mezzo,necessario si, ma non sufficente a creare da solo una vera civiltà, qualora non si affermino quegli alti ideali che sono essenza e ragione profonda della vita umana.
    7 Non indulgere al mal costume delle piccole transazioni e delle avide lotte per arrivare.Considerarsi soldati pronti all'appello, ma in nessun caso arrivisti e vanitosi.
    8 Accostarsi agli umili con intelletto d'amore, fare opera continua per elevarli ad una sempre più alta visione morale della vita. Ma per ottenere questo occorre dare l'esempio della probità.
    9 Agire su se stessi, sul propio animo prima di predicare agli altri.Le opere e i fatti sono i più eloquenti dei discorsi.
    10 Sdegnare le vicende mediocri, non cadere mai nella volgarità, credere fermamente nel bene. Avere vicina sempre la verità e come confidente la bontà generosa.

    Saluti a tutti ave Wotan

    http://groups.msn.com/ardiscononordiscoilfascismo

  7. #7
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    Predefinito I Fascisti veri e gli altri.........

    I Fascisti veri e gli "altri"

    Intendiamoci: non parliamo di quelli che una facile demagogia pennivendola e politichese vorrebbe enumerare e definire come, i "fascisti verdi", i "fascisti rossi", i "fascisti ruandesi", i "fascisti somali", i "fascisti burundesi", i "fascisti serbi" e chi più ne ha, più ne metta...Lo stesso dicasi dei cosiddetti "naziskin", degli "ultras delle curve sud", degli "holligans neri", dei "rockers bruni", degli "xenofobi" o dei "razzisti" di tutte le risme, dei "clerico-fascisti", dei "demo-fascisti", dei "post-fascisti", degli "abiuro-fascisti", ecc. Tutta questa gente, infatti, se «fascista» la volessimo davvero definire, potrebbe al massimo corrispondere alla classica immagine stereotipica che l'antifascismo militante, negli ultimi cinquantasette anni, si è sforzato di produrre e di divulgare sul fascismo, per meglio avvilirlo e meglio diffamarlo. Uguale constatazione per coloro che preferiscono definirsi di destra o di estrema destra, ispirandosi in buona (o in cattiva?) fede al Fascismo. Ancora una volta, trattasi di un genere di «fascisti» che sono facilmente recuperabili dall'antifascismo. Il XVII Congresso del MSI, in quel di Fiuggi, mi sembra, ne abbia data una prova più che esauriente! Gli «scioglitori ufficiali» del MSI, infatti, ed i componenti dell'attuale Alleanza Nazionale, non sono, come si potrebbe credere, dei traditori o dei transfughi dell'ideologia fascista. Sono semplicemente quello che sono sempre stati: uomini di destra o, se preferite, dei «fascisti», come l'antifascismo voleva che fossero! «Pares cum paribus facillime congregantur», direbbero i Latini. È bene quindi che se ne siano andati con i loro simili! Riveniamo ai Fascisti, questa volta, quelli veri. Quelli, cioè, che, direttamente o indirettamente, si ispirano al corpus politico, economico e sociale mussoliniano ed alla visione del mondo che da esso ne deriva.


    Ardisco non ordisco

    il Fascismo

  8. #8
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    Predefinito Il Fascismo dei Fascisti

    Il Fascismo dei Fascisti

    Quel Fascismo che non vuole rinnegare, prende ispirazione dall'intera vita e dalla globale esperienza politica, economica e sociale del suo fondatore e si riconosce nella totalità della sua opera. Si inscrive, inoltre, nella continuità ideale dei princìpi e dei valori della sua Rivoluzione (1919-1922), del suo Governo (1922-1943) e della sua Repubblica Sociale Italiana (1943-1945). Quell’idea, a priori, non è né di destra, né di sinistra, né di centro. Tanto meno, di estrema destra o di estrema sinistra! È un tentativo, sincero ed onesto (anche se non interamente riuscito tra il '22 ed il '45), di superamento ideologico e pratico degli «immortali princìpi» dell'Ottocento. Ed è un tentativo di sintesi tra la visione sociale e nazionale del Paese e tra il passato della politica ed il suo immancabile avvenire. Parafrasando Robert Aron e Arnaud Dandieu ("La révolution nécessaire", Ed. Bernard Grasset, Paris, '33), potremmo dire che se fosse assolutamente necessario dover situare e catalogare il Fascismo in termini parlamentari, allora, quest'ultimo potrebbe senz'altro collocarsi, ad uguale distanza dall'Estrema Destra e dall'Estrema Sinistra, dietro allo scanno del Presidente della Camera, con le spalle all'Assemblea e con il volto ed il cuore verso il Popolo e la Società. Il Fascismo, o meglio, il Mussolinismo, é una visione dell'Uomo, della Società, dello Stato e del Mondo, popolare, pragmatica, spregiudicata e volontarista. «La più audace -come ebbe ad affermare lo stesso Mussolini- la più originale, la più mediterranea ed europea delle idee». Un’idea che parla di Identità, di Indipendenza, di Autodeterminazione e di Sovranità Nazionale. Un’idea che sogna di Spiritualità, di Civiltà e di Rivoluzione. Una Rivoluzione Nazionale e Sociale. Una Rivoluzione che considera il Capitale uguale al Lavoro; che vorrebbe un mondo fatto di Capacità, di Competenze e di Responsabilità; che è per una Giustizia al di sopra delle parti; che propugna l'Economia Partecipativa e l'inserimento delle Categorie nella Direzione del Paese; che è per la Solidarietà e per la Gerarchia dei Valori; che si batte per l'Alternativa Corporativa, per una Società Organica e Differenziata, per la Socializzazione delle imprese e per lo Stato Nazionale del Lavoro. Quell’idea crede nell'Onore, nella Fedeltà, nell'Onestà, nel Senso del Dovere e nella Parola data. Venera gli Eroi, esalta gli Artisti, palpita per i Poeti e s'inchina davanti al Sapere degli Studiosi ed alla Genialità degli Inventori. Vuole il rispetto della Personalità di ognuno, sostiene la Famiglia, rispetta la Fede di tutti, riconosce la Proprietà, favorisce ed incoraggia l'Iniziativa privata (purché non contrasti con l'interesse generale della società), esige la partecipazione delle Maestranze alla direzione delle aziende, pretende la Socializzazione e la ripartizione degli utili nelle imprese, desidera e richiede, in fine, che la terra vada a chi la lavora ed a chi la sa coltivare e far fruttare. Quel tipo di Fascisti, come dicevamo, cinquantasette anni dopo la fine della Seconda guerra mondiale -e nonostante tutti i divieti e le persecuzioni che sono stati loro imposti-e nonostante i vari ( An,Msi-ft-fsn-fn-ecc. ecc. ) che nulla hanno fatto se non i loro interessi, è sempre tra di noi. Contrariamente a quello che si potrebbe credere o presupporre, quei Fascisti, nella loro stragrande maggioranza, sono dei ragazzi e delle ragazze, degli uomini e delle donne, degli intellettuali e dei lavoratori che nel '45 non erano ancora nati e, tanto meno, erano stati concepiti. Il fatto che oggi, più di mezzo secolo dopo la fine della guerra, ci sia ancora gente che senta il bisogno esistenziale e morale di identificarsi in quell’Idea ed abbia il coraggio politico e civile di dichiararsi Fascista, è la migliore prova che le idee di Mussolini non sono state affatto sconfitte. Anzi, rispetto a quelle degli «altri», sono già vittoriose! Il cammino che le separa dal loro trionfo finale, sembra ancora lungo e tortuoso...Ma la loro vittoria è sicura ed inevitabile, come l’eterno ritorno della luce a discapito delle tenebre.

    " Ardisco non Ordisco il Fascismo"

    da "Il Popolo d'Italia" N. 3 - marzo 2001 - ANNO III

    PER NON DIMENTICARE

    Pubblichiamo, senza ulteriori commenti, un brano che dovrebbe essere letto e meditato dai tanti cialtroni che spesso si riempiono la bocca parlando di fascismo e della figura del Duce:

    Non dimenticherò mai il momento quando, a11' improvviso diede sfogo a tutta la sua delusione e amarezza per gli avvenimenti del 1943.

    Cosa ho fatto per essere trattato così? Non ho forse servito sempre senza egoismo e con tutte le mie forze il mio popolo? Non ho creato dalla piccola Italia disprezzata da tutti, un impero rispettato e temuto nel mondo? Non ho indicato al mio popolo il cammino per un migliore avvenire? Non ho portato il mio Paese a un punto mai raggiunto prima? Non è stata proprio l'Italia nella crisi del dopoguerra a dare al mondo nuove speranze e nuova fiducia? Non è stato il mio lavoro di anni a far convergere gli sguardi increduli ed ammirati di tutta l'umanità sull’Italia, il Paese della giustizia e del progresso sociale? Non e stata opera se l’immortale e gloriosa Roma è diventata il centro di tutti coloro che avevano come obiettivo la rinascita di questo mondo vecchio e deteriorato, pieno di discordie e di odi?

    È tanto difficile comprendere che non tutte le cose buone si possono creare da un giorno all’altro, ma è necessario avere fede, tempo e fatica affinché gli uomini imparino a comprendere e adottare i nuovi pensieri, le nuove idee, la nuova morale? Cos'è una generazione, cosa sono venti brevissimi anni di fronte al compito affidato al mio popolo? Non posso assolutamente concepire che davanti a compiti tanto giganteschi che richiedono le maggiori energie di un gran popolo durante intere generazioni, abbiano potuto trionfare la volgarità d'animo, la paura ed il profondo egoismo di coloro che maggiormente avrebbero dovuto comprendermi ed aiutarmi. Come avrei potuto immaginare che gli uomini con i quali avevo creduto di formare una nuova aristocrazia dello, spirito mi avrebbero tradito nel modo più infame, dimostrando di aver pensato da sempre al loro esclusivo interesse? Quando qualcuno tentava di raccontarmi qualcosa di simile, rifiutavo di crederlo. La mia mente respingeva con orrore l’idea che potesse esistere tanta bassezza. Cosa devo pensare di un re al quale ho donato un impero, che ho reso uno dei sovrani più importanti del mondo che mi ha mentito come il più malvagio degli uomini? Che devo pensare di un maresciallo che avrei dovuto fucilare per i suoi errori e che invece ho sempre aiutato soddisfacendo tutte le sue richieste di benefici personali, di un maresciallo che ha finito tradendo me ed il popolo italiano in una forma che mai si era verificata prima nella storia d'Italia? Cosa devo Pensare di tutti coloro che credevo amici e dei quali pensavo di potermi fidare ciecamente e che, nel momento della massima difficoltà, quando tutte le energie e tutti gli sforzi dovevano essere concentrati all’impossibile per la salvezza d’Italia mi hanno vigliaccamente abbandonato, lasciandosi influenzare dalle menzogne dei nostri nemici, preferendo pensare unicamente nell'interesse personale? E' possibile che uomini, chiamati ed adempiere a un compito teso al miglioramento sociale del popolo e alla grandezza della Patria, siano tanto profondamente abominevoli e malvagi da pensare unicamente al profitto personale, tanto vili e privi del senso dell'onore da temere il sacrificio della propria persona quando arriva l’ora del pericolo? Vorrei sapere se esiste un solo italiano che possa dire di non essere stato aiutato da me nel momento del bisogno. Vorrei sapere se esiste un solo italiano che possa affermare che io mi sia mostrato egoista. Questi imbecilli che si interessano della mia vita privata non hanno niente altro da fare che diffondere senza arrossire le più evidenti bugie e le più scandalose calunnie sul mio conto? So che questi malvagi mi odiano perchè durante il mio governo non potevano manifestare pubblicamente i loro vili propositi.

    È una volgare calunnia affermare che in Italia ci fosse un regime tirannico. Ho sempre teso la mano a chi era disposto a collaborare per l'avvenire d’Italia.



    --------------------------------------------------------------------------------
    Dalla versione spagnola del libro “Als Arzt und vertrauter Freund bei Mussolini" (“Come dottore e amico di fiducia di Mussolini”) del medico persona1e del Duce durante la Repubblica Sociale, G

  9. #9
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    Predefinito

    Lo faccio risalire,mi chiedo perchè invece di fare battute e criticare,non si prova a rispondere o contestare con argomenti validi,gli argomenti validi spariscono in fretta,le discussioni infinite sono per le sciocchezze.

  10. #10
    Enclave MUSSOLINISTA
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    Predefinito ????????????????????????????????

    ???????????????

 

 
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