Risultati da 1 a 3 di 3
  1. #1
    Lurido
    Ospite

    Predefinito Oggi più che mai "Guernica"

    I Paesi Baschi sono in fiamme. La città di Guernica simbolo della pace e dell'Arte grazie soprattutto al noto capolavoro di Picasso sta vivendo ore di orrore e di repressione. Polizia Basca e Guardia Civil stanno blindando le principali città e reprimendo le varie manifestazioni spontanee che si stanno autoalimentando a causa della violenza fascista e centralista di Madrid contro il partito di Batasuna.
    Oggi più che mai è e resta attuale l'immagine simbolo della "Guernica di Picasso" alla quale invito tutti a dedicarle un rispettoso omaggio



    La prima città a sperimentare i drammatici effetti di un bombardamento aereo indiscriminato fu nel 1937 Guernica, cittadina spagnola di circa 10.000 abitanti nella provincia di Biscaglia. a 30 chilometri da Bilbao, tradizionalmente considerata patria delle libertà basche e simbolo nazionale da quella indomita popolazione anticamente insediatasi ai piedi dei Pirenei. Si vuole che sotto le fronde di una quercia secolare piantata in una sua piazza i maggiorenti baschi fossero tenuti a giurare il rispetto delle libertà.
    Nel pomeriggio del 26 aprile 1937 Guernica venne bombardata e totalmente distrutta da stormi di aerei tedeschi della Legione Condor (Heinkel 111 e Junker 52) decollati da Vitoria spalleggiati da alcune squadriglie italiane. Le incursioni sulla città si susseguirono in massicce ondate con bombe esplosive e incendiarie di alto potenziale distruttivo. I morti ammontarono a circa 1.600 e i feriti a quasi mille. Il palazzo del Parlamento basco (Casa de Juntas) e la famosa quercia rimasero tuttavia prodigiosamente illesi.
    Per anni Franco continuò a sostenere la tesi che a distruggere la città fossero stati i repubblicani. Si trattò in realtà di una autentica "prova generale": l’aviazione nazista sperimentò su Guernica la tecnica dell’attacco terroristico contro una città inerme, priva di particolare significato strategico ai fini della conduzione del conflitto, per piegare la resistenza del nemico. "La prima strage degli innocenti del nostro tempo", scrisse il Times di Londra.
    La distruzione della città è il soggetto del capolavoro di Pablo Picasso, una delle icone più conosciute del pacifismo internazionale.




    La mattina del 1° maggio, cinque giorni dopo la distruzione di Guernica, nel suo atelier parigino al numero 7 di rue des Grands-Augustin, sulla riva sinistra della Senna, Pablo Picasso mise mano, attraverso un'attività complessa, fatta di un centinaio di bozzetti e di studi, a quello che sarà il suo capolavoro e che diventerà un simbolo del pacifismo mondiale. Un grande dipinto, alto 3 metri e 49 centimetri e lungo 7 metri e 76 centimetri, esposto per la prima volta come pannello decorativo per il padiglione spagnolo dell'Esposizione internazionale delle Arti e Tecniche di Parigi. Un dipinto gremito di figure austere, sconvolte, enigmatiche. "II toro" - spiegò un giorno Picasso - non è il fascismo. È la brutalità e la tenebra. Il cavallo rappresenta il popolo". L'opera fu acquistata dalla Repubblica spagnola per 150.000 franchi. Ma la guerra civile fu vinta dai franchisti e per questa ragione "Guernica" fu inviata negli Stati Uniti ed affidata al Museum of Modern Art di New York. Si trattò di un prestito, sino a che in Spagna - era questa la volontà di Picasso – non fosse tornata la democrazia.

    In realtà "Guernica" fu esposto in Spagna – dopo una lunga battaglia legale con gli eredi Picasso e con il Museo americano - solo nel 1981. Ospite inizialmente del Cason del Buen Ritiro, un modesto distaccamento del Prado, dal settembre del 1992 è al Centro "Reina Sofia" in una sala blindata in grado di reggere colpi di bazooka.

  2. #2
    Nebbia
    Ospite

    Predefinito

    C'è da dire che il momento storico era differente, il fascismo c'entrava ben poco con quello che è successo ai baschi, ti ricordo che la destra franchista ha vinto proprio per le divisioni laceranti che esistevano tra anarchici, comunisti e autonomisti. Si può dire che gli indipendentisti baschi hanno avuto nemici dappertutto (in primo luogo tra le fazioni di sinistra spagnole) e in mezzo a quel casino mettiamoci pure tedeschi e italiani. Cmq per quanto riguarda oggi concordo con te, i Paesi Baschi sono stati sfregiati dall'arroganza Ispanica. In tempo di democrazia questo non dovrebbe succedere.
    Intanto Batasuna pare abbia spostato la propria sede in Francia nel "Navarro".

  3. #3
    ghost dog
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    Predefinito





    SOLIDARIDADE SARDA E REBELDE A SOS CUMPANZOS-PATRIOTAS BASCOS! GORA EUZKAL! GORA ASKATASUNA!
    PRO SA REPUBRICA DEMOCRATICA SARDA
    FINTZAS A SA BINCHIDA, SEMPER!

 

 

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