Signor direttore – Ho letto con attenzione la lettera aperta (“Casa Bianca si, Casa Rosada no”) che il Foglio mi ha indirizzato il 23 agosto scorso. Proprio leggendo quel titolo non ho potuto fare a meno di considerare che il Palazzo di Montecitorio è il simbolo stesso delle istituzioni politiche del nostro paese, e che nell’immaginario collettivo degli italiani esso è percepito come la Casa della Politica.
In quella Casa ho l’onore di lavorare, come deputato, da quasi trent’anni, durante i quali ho imparato, giorno dopo giorno, che è dovere primario della politica contemperare l’esercizio di tutti i diritti dei cittadini.
Va da sé che in democrazia il diritto di manifestare liberamente e pacificamente le proprie convinzioni è fondamentale, così come lo è quello di essere rappresentati in Parlamento. Non voglio rivangare vecchie polemiche: mi basta che piazza e Parlamento, pur influenzandosi a vicenda, restino ben distinti, e cioè che non si cerchi di sostituire l’uno con l’altra o di aizzare entrambe allo scontro.
Mi è dunque ben chiaro che il “diritto di piazza” non può in alcun modo intralciare il regolare funzionamento delle istituzioni democratico-rappresentative e lo svolgimento del mandato elettivo, come invece è recentemente accaduto, purtroppo, ai danni del presidente della Regione Puglia, onorevole Raffaele Fitto. Come Ministro dell’Interno sento perciò vivissimo il dovere di salvaguardare con ogni possibile mezzo il diritto dei parlamentari di entrare liberamente nella Casa della Politica e liberamente uscirne.
A questo proposito desidero precisare che nel corso del cosiddetto “girotondo” intorno al Senato (manifestazione probabilmente sfuggita di mano agli stessi organizzatori), allorché è stata invasa la sede stradale antistante Palazzo Madama, ho dato disposizioni immediate per contenere la folla entro i limiti stabiliti e consentire il regolare accesso e deflusso dal Palazzo medesimo.
Le assicuro, infine, che in vista dell’annunciata manifestazione del 14 settembre, e come del resto per ogni altra analoga manifestazione, verranno concordati con i presidenti del Senato e della Camera i confini da rispettare e le misure più utili per garantire sia l’ordinato svolgimento delle manifestazioni, sia il normale corso dell’attività parlamentare.
Mi auguro che nessuno abbia l’intenzione si violare questi limiti.
Cordialmente
Giuseppe Pisanu
Ministro dell’Interno
saluti




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