Risultati da 1 a 3 di 3
  1. #1
    Viribus Unitis
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    Predefinito Il "grande" Che Guevara...

    A Cuba il fumo è considerato un bene prezioso, un vizio che si paga...

    ...Che Guevara, che predicava la povertà, fumava il sigaro...

    I comunisti vanno alle manifestazioni contro la pena di morte con la bandiera del Che in mano...

    ...a Cuba c'è la pena di morte...

    QUANTA COERENZA!!!!

    Di fronte a cotanta coerenza (e soprattutto mancanza di ipocrisia) cosa posso dire? VIVA IL DUCE!!!

  2. #2
    Enclave MUSSOLINISTA
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    Predefinito EL MEJOR COMUNISTA ES EL COMUNISTA MUERTO.......

    el mejor comunista es el comunista muerto ...
    ... HASTA LA MUERTE SIEMPRE!




    CHE GUEVARA

    Cari amici

    qualche anno fa sono stato per 15 giorni a Cuba. Memore del clamore e della popolarità che il "Che" suscitava in Italia,ebbi modo di notare che la fama del "comandante" era limitata alle foto e alle magliette che si trovavano in vendita. Chiesi ai simpaticissimi e oppressi cubani come mai non era famoso come da noi.

    Mi rispondevano che in fondo era un mercenario,un argentino che passava da una battaglia all'altra ed infatti era poi morto in Bolivia,inoltre il suo ruolo non era quello dello stratega,ma era soltanto il medico dei rivoluzionari. In Italia invece la fama e le foto dilagavano. Qualche tempo fa ho scoperto il motivo,che effetivamente non conoscevo. La giornalista Milena Gabbanelli nella trasmissione "Report" su RAI3, nell'indagine sulla SIAE ha detto che la famosa foto del "Che" era stata brevettata dal fotografo che l'aveva eseguita ed incassava pertanto su ogni foto e su ogni maglietta i diritti,ora questi è morto e gli eredi per settant'anni continueranno ad incassarli!

    In Italia la SIAE per ogni minuto di apparizione della foto, sui video RAI e Mediaset, paga £ 154.000 (79,53 €) per ognuna delle immagini in scena. Fatevi un po' i conti e capirete,perchè nei comizi e nelle manifestazioni di Bertinotti e Cossutta appaiono una marea di immagini del "Che" e non per esempio quella di Gramsci o di qualche altro sfigato!

    Che ne dite?



    Di buona famiglia, nasce a Buenos Aires nel 1928 Ernesto Guevara De La Serna detto “Che”. Appassionato di viaggi in motocicletta, gira in lungo e in largo per l’America Latina, conosce luoghi e realtà diverse. In una notte del 1955 incontra in Messico un giovane avvocato cubano in esilio che si prepara a rientrare a Cuba, Fidel Castro. Subito entrano in sintonia, condividendo ideali e la volontà di espropriare il dittatore Batista dal territorio cubano. Il “Che” sbarcherà a Cuba insieme a Fidel e altri guerriglieri in esilio. Nel 1956, autonominatosi comandante di una colonna di partigiani, si fa notare per la sua crudeltà e determinazione: un ragazzo non ancora ventenne, un guerrigliero della sua unità, rubò per fame un pezzo di pane ad un compagno, e senza processo o interrogatorio Guevara lo fece legare ad un palo e giustiziare mediante fucilazione. Scacciato il dittatore Batista, la popolazione cubana era in festa, ma non sapeva che i successori avrebbero portato molti più morti e disperazione che la speranza di una vita migliore! L’ufficio in cui esercita “Che” Guevara diventa teatro di torture e omicidi tra i più efferati. Secondo alcune stime, sarebbero stati uccise oltre 20.000 persone, per lo più ex compagni d’armi che si rifiutavano di obbedire e che si conservavano, al contrario del “Che”, democratici e non violenti. Nel 1960 il “pacifista” Guevara istituisce un “campo di concentramento” sulla penisola di Guanaha dove trovano la morte oltre 50.000 persone “colpevoli” soltanto di non condividere i suoi ideali di “pace” e “fratellanza”! Ma non sarà il solo campo; altri ne sorgeranno, come a Santiago di Las Vegas dove c’è il campo di Arco Iris, come il campo di Nueva Vida nel sud-est dell’isola, come il campo di Capitolo nella zona di Palos, quest’ultimo è un campo speciale per bambini sotto i dieci anni! Se una persona si era resa colpevole di un reato a sfondo politico veniva arrestata insieme a tutta la famiglia! La maggior parte degli internati veniva lasciata con indosso le solo mutande, le celle non erano mai pulite, si lasciavano a marcire per anni nei propri escrementi in attesa di fucilazioni o torture indicibili!

    Successivamente gli fu conferito l’incarico di Ministro dell’Industria e presidente del Banco Nacional, la Banca Centrale di Cuba. Guevara non perde tempo a mettere in pratica il suo “modello sovietico”! Elogia l’odio per la proprietà e per lo “sporco” denaro, ma sceglie di abitare in una grande e lussuosa casa colonica in un quartiere residenziale a L’Avana! Impone la povertà forzata alla popolazione mentre lui vive nel lusso più abominevole in cui si possa trovare un comunista! Pratica sport impensabili per l’economia di Cuba, sia allora che oggi! La vita “comoda” e l’ozio ammorbidiscono il guerrigliero “Che” Guevara; mette su qualche chilo e passa il tempo tra una festa e le gare di tiro al volo, ma non disdegna la caccia grossa e la pesca d’altura.

    Nel suo testamento, da buon allievo della scuola Maoista-Leninista del Terrore, scrive: <<Amo uccidere come una macchina perfetta, che trasforma gli uomini e li rende selettivi, freddi, questo perché tra l’intolleranza e l’odio; bisogna creare l’odio,>>. Queste parole vengono dall’uomo che per oltre 30 anni è stato falsamente mitizzato come simbolo di pace ed uguaglianza, di amore per il prossimo e di fratellanza.

    Guevara si adopera a diffondere sistematicamente la guerriglia nel mondo, il suo motto è: <<creare due, tre, mille Vietnam!>>. Nel 1963 è in Algeria dove si unisce a Dèsirè Cabila, un marxista, un grande sterminatore di popolazioni civili! Il suo desiderio di diffusione per la lotta armata, lo porta nel 1967 in Bolivia dove si allea con il Partito Comunista Boliviano, ma non riceve alcun appoggio dalla popolazione locale, nessuno di loro si unisce alla sua unità di guerriglieri. Isolato e braccato, Ernesto “Che” Guevara fu catturato dai miliziani boliviani e giustiziato il 9 ottobre 1967.

    Di tutto quest’orrore sopra descritto non si è mai saputo niente d’ufficiale fino alla grande fuga del popolo cubano del 1980! Milioni di cubani si riversarono nella locale ambasciata del Perù chiedendo asilo politico per la vita durissima imposta loro dal Regime Dittatoriale Comunista. Fidel Castro concesse a solo 125.000 persone il permesso di lasciare l’isola; fu concesso l’asilo politico agli internati dei manicomi criminali, ai peggiori individui, ai mutilati, ai delinquenti comuni, ai poveri senza fissa dimora, ai barboni, a gente che Castro non considerava esseri umani e a cui diceva di interessarsi poco! Castro approfittò della situazione per liberarsi definitivamente da questi rifiuti umani (diceva lui) scaricandoli alla tanta odiata America.


    Basta con la perseveranza dei loro Crimini !

  3. #3
    Dalla parte del torto!
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    Predefinito

    Ciò che penso del CHE l'ho già scritto ripetute volte, quindi non mi pare il caso di ribadirlo.
    Una preghiera però: perchè di aprire tre post sullo stesso argomento non si continua a scrivere sullo stesso?

    Saluti frontisti
    Sinistra Nazionale!

 

 

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