Non chiedetemi perché ho postato questa lettera. Mi è piaciuta tanto, talmente tanto che l'ho fatto e basta.![]()
da www.asromaultras.it
<<Mio padre non riesce a capire chi me lo faccia fare, neppure io talvolta.
Il treno, la stazione, la partenza, il ritorno, riti sempre uguali, sensazioni sempre eccitanti, come se fosse sempre la prima volta. La domenica mattina, quando mi sveglio, vedo la sciarpa pronta e mi vengono i brividi, sento di essere vivo, ma forse vivo la solita illusione. Alla stazione mi aspettano una povertà ed una emarginazione che però non mi toccano più di tanto. Poi sento dei cori... eccolo, il gruppo, forte, compatto, cattivo, esaltato...
Per un momento realizzo la mia esistenza, mi mischio con gli altri facendo un tutt'uno. Si levano cori terrificanti, esaltanti, le nostre personalità sono ancora una volta cancellate... Arriva il treno, lasciamo i nostri ghetti e partiamo, fregandocene se il giorno dopo saremo "teppisti", "imbecilli" o "soliti idioti", consumando il mito che ci vede protagonisti almeno una volta...."




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