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    Predefinito Il conflitto d'interessi...

    ….una delle tante leggi promesse dall’Ulivo e mai da questo approvate.

    Sono un estimatore dei bugiardi, per questo adoro Berlusconi epperò venero addirittura Giovanni Sartori, e sempre per questo faccio il giornalista in un paese adorabilmente bugiardo come il nostro (non per niente è profondamente cattolico). La bugia, in fondo, è fantasia, invenzione, soluzione per un sacco di cose che alla luce della verità non tornerebbero mai.

    Così Giuliano Ferrara inizia il suo editoriale su il Foglio di lunedì 2 settembre.

    Guardateli, i giornali di sabato scorso. Guardateli con l’occhio particolare che va dedicato alle questioni controverse, quelle in cui si decide se ci sia faziosità o no, manipolazione o no.

    La notizia è questa. Dopo nove mesi dall’elezione di Mike Bloomberg a Sindaco di New York un comitato sul conflitto d’interesse, i cui membri sono da lui stesso nominati, concorda con lui sull’opportunità che il Sindaco venda. Che cosa? Una cinquantina di miserabili milioni di dollari in azioni, parte dei quali andrà in beneficenza. E il patrimonio o la “mera proprietà” del gruppo televisivo Bloomberg, che vale 8.000 miliardi di vecchie lire, cioè 80 volte le azioni da vendere? Quello Bloomy se lo può tenere stretto, è fuori discussione. Il Foglio titola così: Ultimatum draconiano a Bloomberg: tieniti pure la tua televisione”.
    Il Sole 24 ore titola così: “Il sindaco Bloomberg vende tutto (tranne Bloomberg)”.
    Si direbbero due giornali seri, che hanno rispetto per la notizia. Macchè.

    I giornali seri sono altri. Repubblica titola così: “Conflitto d’interessi, Bloomberg deve vendere”.
    Il Corriere della Sera titola così: “Conflitto d’interessi, Bloomberg deve vendere”. L’Unità titola così:” Conflitto d’interessi, Bloomberg deve vendere”. Con uno sforzo di fantasia, la Stampa titola così:” Conflitto d’interessi, Bloomberg vende”.
    Vendere cosa? Beh, poi vediamo. Intanto rifiliamo il titolo al lettore. Che incanto, che delizia la manipolazione. Repubblica e Corriere intervistano Sartori, il grande politologo che vive a New York da decenni, dove è fuggito negli anni 70 per paura del comunismo, e da lì, proprio da lì, tuona affinché il Cav. venda le sue televisioni e sbeffeggia la tutela della “mera proprietà” assicurata dall’infame legge Frattini al cattivane avido di Arcore. Sartori aveva sempre detto, per tirarsi fuori dagli impacci, che il caso Bloomberg non c’entra niente con il caso Berlusconi. Ora ha cambiato idea: visto?, dice compiaciuto, Blommy deve vendere, la tesi della destra non regge. Più modesta, l’Unità si accontenta del professor Passigli, che questo “s’è fidato di dicere” (espressione napoletana):”Con l’obbligo di vendita smentita la tesi della destra”. Che incanto, che delizia la manipolazione. Che incanto, che delizia l’omologazione.

    Da annetto, -prosegue Ferrara- questo giornale conduce in solitario una piccola campagna d’informazione sul caso Bloomberg. Sostanza: il sindaco di N.Y. non sarà il presidente del Consiglio italiano, d’accordo, ma ha una impresa televisiva specializzata in finanza del valore di un terzo di quella del Cav., mica spiccioli, e governa co poteri esecutivi una città di nove milioni di abitanti, mica spiccioli, un settimo (non un ottantesimo) della popolazione italiana, e comunque la più grande business community del mondo. Sul conflitto d’interessi Blommy ha ricevuto e riceve un trattamento dignitoso, degno di un paese civile: è controllato da un comitato che, sebbene nominato dal controllato, tutti considerano indipendente fino a prova contraria: l’opposizione non si è mai sognata di fare campagna contro il suo evidente conflitto potenziale d’interessi; lì dove s’è stabilito il prof. Sartori si parla delle cose che contano anche sui giornali, che dedicano alla faccenda degli articoli informati e non faziosi; e alla fine si stabiliscono regole chiare, consensuali, che proteggono la “mera proprietà” del sindaco-imprenditore e lo vincolano a comportamenti di astensione da decisioni che possono mettere in imbarazzo evidenti principi di etica pubblica. Punto e basta. L’analogia c’è, sebbene i casi ovviamente non siano identici.

    Da un anno hanno tutti fatto finta, in Italias, che il caso non sussistesse. E si sono battuti come leoni di mare, sui grandi giornalini, per avvallare l’idea che la vendita del patrimonio del Cav.(e chi lo compra, qualche editore vorace?) è l’unica soluzione possibile.
    Presi di nuovo in castagna dai fatti, li manipolano.
    “ Conflitto d’interessi, Bloomberg deve vendere”: ricordatevi di questo titolo-coro, e continuate a rispettare la libertà di manipolare le notizie, che è uno degli aspetti della libertà di stampa.
    Però comprate Il Foglio qualche volta, se avete un euro da spendere. Grazie.
    fin quì..........Giuliano Ferrara

    C’è ben poco da aggiungere, se non che anche questo è un buon motivo per il quale gli italiani ne hanno le tasche piene dei “bugiardini di sinistra”.

    Saluti.

  2. #2
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    vedi mustang,
    come al solito il difetto è nel manico. Discutere dell'opportunità che un magnate venda o meno DOPO essersi presentato alle elezioni (sia esso Berlusconi, o Bloomberg, o Cecchi Gori), è perfettamente inutile. Il problema ce lo si sarebbe dovuto porre tutti PRIMA.
    In Italia esiste una legge elettorale, il D.P.R. 30 marzo 1957, n° 361 (che io ti linko volentieri), baggianamente disatteso, tanto a destra che anche, con imperdonabile leggerezza, a sinistra. Tale legge, in materia di ineleggibiltà di proprietari di concessioni pubbliche, parla chiaro.

    http://www.camera.it/index.asp?conte...elettorali.asp

    in merito poi a quello che l'Ulivo NON ha fatto quando era al governo, ti dò ragione: non ha fatto nulla, o cmq non quanto avrebbe dovuto, o potuto.
    Anzi, ci metto il carico da 11: fu proprio D'Alema a chiedere con vigore a Dini l'ingresso in borsa di Mediaset, il 22 aprile 1996.
    Parlare di conflitto d'interessi ora non ha a alcun senso. Bisognava porsi il problema nel 1993.

  3. #3
    Viribus Unitis
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    Il conflitto di interessi sussiste quando gli interessi di una singola persona vanno a contrastare con gli interessi di tutto il popolo... La "singola persona" in questione è Berlusconi, ma Berlusconi fa anche parte del popolo, mica è un marziano!!!

    Esempio... Metti caso che Berlusconi faccia una legge che aiuta le famiglie con più di due figli: anche lui ha più di due figli, cos'è non può usufruirne solo perchè si chiama Berlusconi e perchè l'ha emanata lui? Non credo... E' una persona anche lui, non è un extraterrestre...

  4. #4
    agaragar
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    Appunto, Bloomberg è solo un sindaco, non capo di un governo, e non può fare leggi.

    per quanto riguarda il conflitto d'interessi, si presume che se uno arriva al governo possa fare leggi favorevoli al suo gruppo, giudice e parte in causa, come potrebbe un concorrente del berlusconi proprietario rivolgersi al governo?

    un concorrente...ma non ce ne sono,l'origine stessa del patrimonio di berlusconi è irregolare.
    altro che conflitto d'interessi, in un paese civile il berlusca sarebbe andato in galera molto prima di concorrere alle elezioni...

  5. #5
    moderatore di bachelite
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    Originally posted by agaragar
    in un paese civile il berlusca sarebbe andato in galera molto prima di concorrere alle elezioni...
    io non sarei così lapidario agagaragararararrararr.
    Diciamo che ha fondato la sua creatura politica quando ha sentito stringersi il cerchio delle obbligatorie azioni giudiziarie nei suoi confronti.

  6. #6
    agaragar
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    Originally posted by Aledex
    Il conflitto di interessi sussiste quando gli interessi di una singola persona vanno a contrastare con gli interessi di tutto il popolo... La "singola persona" in questione è Berlusconi, ma Berlusconi fa anche parte del popolo, mica è un marziano!!!

    Esempio... Metti caso che Berlusconi faccia una legge che aiuta le famiglie con più di due figli: anche lui ha più di due figli, cos'è non può usufruirne solo perchè si chiama Berlusconi e perchè l'ha emanata lui? Non credo... E' una persona anche lui, non è un extraterrestre...
    allora il gov non potrebbe fare leggi su drogati e ricchiuni...

    cmq, conflitto d'interessi,
    quando un governante può legiferare su cose in cui ha interessi diretti.

  7. #7
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    Originally posted by DrugoLebowsky
    In Italia esiste una legge elettorale, il D.P.R. 30 marzo 1957, n° 361 (che io ti linko volentieri), baggianamente disatteso, tanto a destra che anche, con imperdonabile leggerezza, a sinistra.
    non è stata una imperdonabile leggerezza, è stata una stronzata, e c'è pure il dolo... è una macchia che Bassanini e i DS porteranno a lungo.

  8. #8
    Viribus Unitis
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    Può farle le leggi contro la droga, perchè no?

    E per quanto riguarda i concorrenti, nessuno proibisce a nessuno di aprire una ditta televisiva e di mandare in onda i programmi... I tempi della RAI soffocatrice della concorrenza sono finiti...

    Nessuno proibisce a nessuno di aprire una ditta di editoria e di pubblicare i libri...

    Nessuno proibisce a nessuno di essere padrone di una squadra di calcio (l'Inter non è di Berlusconi, così come non lo sono le altre)...

    Nessuno proibisce a nessuno di investire nel campo assicurativo...

    ...ma non c'è nessuno che lo fa...

    Secondo voi il fatto che non c'è nessuno che voglia sobbarcarsi tutto ciò genera illegalità nel patrimonio di Berlusconi? Non scherziamo...

    E a proposito di leggi... Mi sembra che ci sia un articolo della Costituzione (non ricordo quale) che dice che ogni cittadino può entrare in politica, senza distinzioni...

    Certo, preferirei un politico di professione a fare il Presidente del Consiglio dato che sono per la separazione dei ruoli (o politico o imprenditore) ma, allo stato attuale delle cose, Berlusconi è quello più indicato (anche se preferirei Fini ma purtroppo non si è candidato...)

    E so anche un'altra cosa: in un anno e mezzo di governo il Polo ha fatto tutto ciò che la Sinistra non è stata capace di fare in 5 governi dell'Ulivo (circa un governo all'anno)... Sarà un caso? Non credo proprio...

  9. #9
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    Predefinito E' sintomatico e illuminante...

    ...che drugo confessi che la legge sul conflitto doveva nascere nel 93, guarda caso l'anno dell'esordio di Berlusconi. Non prima.
    Con i ricconi di prima c'era dialogo, accidenti, un punto d'incontro lo si trovava sempre, fuori o dentro il Parlamento.

    Tipico esempio di "conflitto d'interessi" retroattivo.
    E di profonda depressione causata dal sentirsi ineluttabilmente sconfitto.

    saluti

  10. #10
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    Predefinito

    la legge sul conflitto d'interessi fra politica ed imprenditoria, mustang, esiste dal 1957. Nel 1993 andava applicata. Cos'avrei mai di tanto "sintomatico e illuminante" da confessare?
    Ma li leggi bene i miei post?

 

 
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