ERO UN BALIL.LA - 1944-45
La situazione che trovammo a Milano a fone Settembre del 44 era
certamente peggiore di quella di due mesi prima.
C'era stata l'esecuzione a Piazzale Loreto di quindici ostaggi da parte della Muti di Milano a seguito dell'attentato gappista in viale degli Abruzzi contro gente che riceveva dai tedeschi verdura ed avanzi di cucina della loro caserme.'Cea uno stillicidio di azionei partigiani in citta' e fuori.
Della caduta di Firenze non ricordo nulla ma ricordo molto bene
la bomba notturna di PIPPO che uccise un intiera famiglia in viale Piceno.
Essendo prossima l'epoca della riapertura delle scuole e non potendo io piu' toirnare nel Collegio a Clusone si pose il problema dove finire la scuola media.In Milano praticamente le scuole erano
pressocche' chiuse e gli alunni venivano istruiti con i programmi
tramite lezioni saltuarie e con compiti a casa.Tale sistema era gia' stato d'attualita' anche a Clusone il passato inverno.Mia madre
scoperse che l'unica scuola che funzionasse con regolarita' era quella dei Gesuiti, il Collegio Leone XIII° ed io vi venni iscritto come esterno.Gli interni erano gia' andati via da Milano e stavano
in una dipendenza del Collegio a Truggio in Brianza.
Fu cosi' che verso i primi di Ottobre fui convocato in segreteria
per le pratiche usuali e ci andai arrivando dai bastioni.Il Leone XIII° stava in un un palazzo ottocentesco sito all'inzio di corso di Porta Nuova venendo da via Fratebenefratelli, sulla sinistra.
Arrivando notai una gruppo di ragazzi sul marciapiedi opposto all'ingresso del Collegio che guardavano proprio verso il Collegio.
Girando lo sguardo notai che il marciapiede era ingombro di detriti.
Mi avvicinai e seppi dai ragazzi che nella notte il Collegio era stato colpito da una o due bombe lanciate da Pippo.Non era crollato ma la " dondolata " era stata notevole.
Devo dire che, e Voi ne sarete certamente scandalizzati.che i ragazzi erano letteralmente festanti.A nessuno dsi loro andava giu' di essere gli unici scolariregolari o quasi in Milano.
Poco dopo usci' dal collegio uno dei padri.,Era un giovane prefetto con capelli scuri ed accento meridionale.Posso anche sbaglare ma per me era proprio il Rev.Padre De Rosa oggi anziano condirettore delle Rivista ufficiale della Chiesa Cattolica
" LA CIVILTA' CATTOLICA ".
Semplicemente ci disse che il collegio causa Pippo era inagibile e
che avremmo ricevuto a casa comunicazione su come si sarebbe
affrontato l'anno scolastico.Noi ce ne andammo certi che per noi l'anno scolastico fosse gia' finito e si sarebbe proseguito con il sistema dei compiti a casa e lezioni saltuarie.
Non fu cosi'.I Reverendi padri Gesuiti affittarono lo stabile della vicina Via Parini dove si troiava il Collegio delle Orsoline trasferitesi con le alunne pure loro fuori Milano.Era pure quello uno stabile ottocentesco dotato di Chiesa refettorio palestra e tutto quanto servivca e li ci presentammo che doveva essere il 18 o 19 Ottobre del 1944.Notammo che li a due passi in piazzale Fiume angolo con quella che oggi e' via Turati c'era il comando della Decima Mas .La zona era circondata da filo spinato che tagliava a meta' via Parini all'ìincrocio coin via Appiani.
Era il 20 Ottobre circa oer 11 quando suono' il GRANDE ALLARME:Il rettore ci disse di uscire dal Collegio che non aveva un rifugio antiaereo neanche appena affidabile e di cercare posto in qualche casa vicina.Lo trovammo in una casa di Via Appiani,casa recente dotata di rifugio regolamentare ed insieme al nostro dre Prefetto Padre Dossi scendemmo nel rifugio.Ma qui avemmo una brutta sorpresa.Gli inquilini dissero al Padre che quello era un rifugio privato e pertaNto ce ne andassimo in un rifugio pubblico.
Le preghiere di Padre Dossi nion sortironoi nessun effetto e tutti
e quindci noi della Terza Media ci ritrovamnmo in strada.
Da allora ho sermpre avuto l'idea che molte volte la cosidetta gente bene ( quelle era una casa di benestanti in nun quartiere
della Milano cosidetta "su" come si dice ) fosse molto meno bene di quanto apparisse.Non so perche' collegai questo fatto a quanto avevo visto sul Lago Maggiore giu' a Solcio.con tanta brava gente che sembrava neppure accorgersi di quanto succedeva intorno.
Eravamo li sul marciapiede incerii sul da farsi quando sopra di noi sentimmo un rumore fortissimo,.assordante di motori.Pochi secondi e sbuco' dai tetti una formazione di aerei
americani.Volavano bassissimo , non piu' di 200/250 metri,forse meno e si vedeva benissimo la stella bianca sulla fusoliera.Erano
quadrimotori con ala alta che piu' tardi serppi essere dei Liberators B-24.Io sentivo lo sfintere aprirsi.
Se quelli mollavano le bombe ( eravamo vicinissimi alla Decima Mas ) noi eravamo fritti.
Fortunatamente gli aerei proseguirono e noi ci incamminammo
per tornare in Collegio ma saranno' trascorsi uno due minuti non
di piu' quando sentiommo fortissime esplosioni provenire
da grosso modo la stazione Centrale.Le esplosioni proseguirono per almeno un minuto.
Io poi a mezzogiorno con il cessato allarme tornai a casa e nulla seppi fino all'indomani quando venendo a sciuola fui informato che era stata bombardata una frazione di Milano .Gorla ,con centinaia di morti inclusi duecento e piu' bambini delle elemantari.
Un mio compagno di scuola, un certo Dellorto che abitava a Precotto frazione di Milano contigua a Gorla mi disse che quella mattina rientrando aveva trovato sul marciapiedi di casa un
piede di donna ancora dentro alla scarpa.
Questo fu l'inziio dell'anno di scuola 1944-1945.
Un saluto.
Per i piu' giovani:guardate che scrivo sopratutto per Voi per darVi
l'idea del nostro mondo di allora che Voi forse neppure Vi immaginate che cosa fosse.
Re: ERO UN BALILLA 1944-45
Citazione:
Originally posted by Ferruccio
Un saluto a tutti.Ditemi se Vi annoio.
Ti leggo con la stessa attenzione con la quale ascoltavo mio padre nei suoi racconti...Con immenso piacere.
MarcoL.
Re: ERO UN BALILLA 1944-45
Citazione:
Originally posted by Ferruccio
Un saluto a tutti.Ditemi se Vi annoio.
Annoiarci? Sarebbe difficile immaginare, carissimo Ferruccio, uno spaccato più interessante ed emozionante della vita quotidiana di quel periodo... Grazie, anzi, per il patrimonio di ricordi che stai elargendo a noi tutti... :):):)
Ciao.