ERO UN BALILLA - 1937-1938
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Originally posted by carmen
Ma cosa fcevano le bambine in quel periodo ?
L'unica cosa che ricordo e' che le bambine sfilavano con noi nelle adunate scolastiche.Non ricordo distinzioni come invece per i maschi,.erano tutte PICCOLE ITALIANE:Divisa:gonna nera e camicia bianca con le maniche lunghe.Berretto nero.
Quanto alla vita fuori della scuola il fatto che ormai andavo e venivo da solo tra casa e la scuola elementare mi dava maggiore liberta' di stare fuori al pomeriggio.Era stato proprio con il secondo trimestre dell'anno scolastico 37-38 che l'orario a scuola era stato rivoluzionato.Prima si andava a scuola al mattino fino alle 12 e poi ancora al pomeriggio tra le 14 e le 16, di giovedi' a casa tutto il giorno ed il sabato solo al mattina.Era il vecchio orario scolastico del " CUORE " di Edmondo De Amicis.
Con il Gennaio 1938 a scuola tutte le mattine dalle ore 8 alle 13.
Fu con un certo disappunto che non avemmo piu' il giorno di vacanza intermedio ma, come ho detto,avevamo tutti i pomeriggi
liberi salvo il tempo dei compitiLla conseguenza piu' importante di
quella maggiore liberta' era stato che ero entrato di diritto
nella " banda di Via Ennio ".La banda erano tutti o quasi i ragazzini della strada in cui uno abitava ed era il punto-base di
aggregazione e socializzazione dei giovanissimi di allora.
Con la banda si viveva e ci si divertiva tra l'altro secondo consuetudini non scritte ma direi quasi automatiche e stagionali..C'era il tempo per la sfide con le " figurine " : all'americana tirandole dal marciapiedi verso le case oppure a " muro " lasciandole cadere appoggiandole sul muro da una
altezza concordata.Chi copriva con la Sua figurina un'altra figurina
si portava via tutte quelle che stavano sul marciapiede. oppure una sola sercoindo regole occasionali.C'era poi l'epoca delle gare al " GIRO D'ITALIA " sia con i tappi delle bottiglie di gazzosa ( simile alla attuale Sprite ) e con il tracciato fatto con il gesso sul marciapiede oppure quello piu' bello con una tracciato scavato nflla terra e fatto con le biglie di terra cotta oppure di vetro ( molto ambite ).
Chi vinceva si portata a casa tutte le biglie in corsa.
Altro giuoco era quello della " LIPPA " fatto con un pezzo di legno appuntito sulle estremita' in modo che battendolo con un primo colpo con un bastone lo si faceva alzare e quindi battendolo una seconda volta lo si mandava lontano.Un incrocio tra il crikett
ed il baseball.
La " BANDA" aveva come rivali quelle delle strade vicinine e la mia banda aveva come rivali dirette quella " di viale UMBRIA " e quella detta " di via Strigelli ".I motivi di attrito erano i piu' diversi
non so per esempio una " banda " si arrabiava molto se
qualcuno di altra banda sconfinava in territorio altrui oppure se
c'erano scherzi " fuori territorio " tipo quella di buttare dei tracchi
nella case dei piani terreno.A questo punto una banda chiedeva riparazione e scuse all'altra e nei casi piu' gravio c'era la sfida che poteva essere la battagli con le zolle di terra oppure la
sanguinosa " Sassaiola " .La prima fatta con zolle di terra non molto pericolosa ma l'altra veramente " sanguinosa "
C'erano anche state sui bastioni " sassaiole " cui avevano partecipato molto diecine di ragazzi e bambini della quali si
tramandava la memoria come quasi le Termopili.La sassaiola veniva quasi sempre intettotta dai parenti attirati dallo schiamazzo e magari anche dalle rotture dei vetri delle case circostanti.
Le bande non avevano un capo eletto ma c'era sempre qualcuno che " dominava " ed era a costui che si presentavano i " padrini " della banda sfidante.
Di quella consuetudine ,voglio dirre della " bande " c'e' un bel
libro che noi tutti bambin ie ragazzi di allora abbiamo letto.
E' il libro ungherese : I ragazzi della via Pal. Perche' le " bande " dovevano essere una istituzione sovranazionale.
E le bambine ? mi chiederai tu.Le bambine non erano ammesse nelle bande e con le bambine in pratica non si giocava mai salvo quel gioco fatto tracciando sul marciapiedi una rettangolo diviso poi in quadri e retangoli numerati.Si doveva dimostrare la propria abilita' percorrendolo tutto quadro per quadro nei modi piu'
disparati.Con la sola gamba sinistra,poi con la destra,incrociando le gambe e cosi' via.Ma ripeto le bambine erano un mondo a
parte ed in strada le si vedevano molto poco.Anche a scuola per lo meno la mia "classi separate".
Come maestra avevamo una dolce signora di nome Perini.Data la quasi mania di mia mafre nel conservare tutto ho ritrovato di recente una immaginetta che la mia maestra mi diede in occasione della mia Prima Cominione:reca scritto sul rovescio:
4 Maggio 1939
Al mio caro scolaro Ferruccio nel giorno Santo della Primna Comunione.Gesu' sia sempre nella tua anima !
Altre maestre ! Altri tempi ! Altra Italia !
PS. Scusate la digressione ma reputo che sia importante dare il quadro delle abitudini infantili di allora.
Dimenticavo: le bande erano per cosi' dire " apolitiche ".Niente
Figli della Lupa o Balilla.Direi piuttosto che vi perdominava uno spirito anarcoide e selvaggio.Non passavamo alcun tempo a sentire la radio.Ricordo di avere sentito una trasmissione utilizzando una radio " a galena " di mia madre ,era un regalo da fidanzata.Non c'era corrente o altro.Con un filo d'argento si andava a sintonizzarci toccando appunto una pezzo di galena ed
il segnale era debolissimo.Mamma mia come sono vecchio!
Un saluto a tutti
ERO UN BALILLA OTT.39-10 GIUGNO 40
E cosi' iil 15 Ottobre cominciai la terza elemenaree,stessa classe,stessa maestra.
Ricordo che essendo passato da Figlio della Lupa a Balilla mia madre mi porto' al negozio dell'Unione Militare specialzzato in divise e qui mi fece la divisa da Balilla calzoni grigio verde,
camicia nera, fascia nera per trattenere i calzoni, cappello con la M di latta sul davanti,calze grigioverde,scarpe nere ed in piu' una bella mantellina grigio verde con belle borchie a forma di leone
al bavero per allacciarla.
La guerra tra Germania a Polonia era in atto ma non e' che cio' influisse sulla nostra vita piu' di tanto.Mio padre doveva essere molto fiducioso nell'avvenire dato che aveva iniziato a farsi costruire un palazzo a sei piani in Milano con ben tredici appartamentei di cui due per noi nonno compreso e undici per eventuali inquilini.Fu fortunato perche' la casa si salvo' dai bomdardamentie e cosi' a fine guerra gli permise di ripartire avendo qiualche cosa di solido da dare in garanzia alle banche.
Ricordi esatti ne ho relativamente pero' era chiaro che non c'era piu' l'atmosfera di uno due anni prima.Ho la sensazione che l'entusiamso del 1936-1937-1948 si fosse come incrinato e anche
se dopo le fasi inziali in Polonia la guerra guerreggiata non c'era piu' purtuttavia qualche cosa non quiadrava ' come prima.I discorsi in casa erano sempre incentrati sull'avvarsione per i tedeschi.
Mi sembra fossero di quei mesi alcuni provvedimenti che suscitarono una sensazione di stanchezza:i provvedimenti che ricordo furono:
a proibizione di uso di parole straniere la' dove vi fosse un corrispopndente vocaboilo italino.Questo provvedimento non interesso' gran che anche perche' alloranon vi era l'abuso di
inglese che abbiamo oggi quando neppure si traducono piu' i titoli del flims.
b abolizione della stretta di mano che doveva essere soppiantata dal saluto fascista.Non mi sembra venisse rispettata
neanche un po'.
c Abolizione del Lei che doveva esserev sostituito dal Voi nella normale conversazione e questo fu un provvedimento che apparve non poco cervellotico e che colpiì' anche noi bambini e
ragazzini perche' incideva sulle nostre abitudini.L'adozione del Voi
era tra l'altro impossibile per chi si esprimeva in dialetto milanese
come i miei perche' in milanese si dice " vialter " e cioe' voi altri e non cve' im pratica il " voi ".
In sostanza via via che i mesi procedevano la tensione aumentava anche se l'IItalia in pratica si era dichiarata NON BELLIGERANTE. Ho l'impotressione come di una parentesi fino al Maggio 1940.Solita vita,solite silate,solite
musiche e canzoni.
Di quel peirodo ho ricordo molto vivo di quando mia papa' mi porto' per la prima volta a San Siro a vedere il Milan..Lo stadio era nuovo.Ricordo una gran rigore di Boffi con il portiere che si rannicchiava invece di tentare la parata.Questo era dovuto al fatto che Boffi aveva il tiro " proibito ".
E' anche di quel periodpo e cioe' inizio del 1940 della prima volta in cui sentii' parlare dell'Albania.Venne in classe la nostra direttrice e ci disse: Ragazzi, domani verranno a scuola con Voi tre ragazzi albanesi.Trattateli come Vostrio fratelli !
Infatti il giorno dopo vennero tre ragazzini con le facce da......
morti di fame.Appresi cosi' con qualche mese di ritardo che l'Italia si era annessa l'Albania ma non e' che la cosa per quel che ricordo destasse entusiasmo. L'ETiOPIA ERA STATA TUTTALTRA COSA.I ragazzi albensei e le loro famiglia abitavano nel quartiere di Case Popolari dette Case Minime perche' costruite con criteri
minimalistici ma moltoo razionali e di costobassissimo..Ci sono ancora oggi !
Ricordo anche l'introduzione nelle nostre marce del cosidetto "
passo romano " sul quale dovemmo subito esercitarci.Era un passo piuttosto faticoso e richiedeva una distanza tra le file maggiore di prima e questo dovuto al fatto che occorreva tenersi a debita distanza da quelli che seguivano onde non prendersi una bella pedata la' dove non splende il sole,cosa successa piu' o meno a tutti all'inizio.Che male lo scarponcino altrui !
In quel perido avevo anche cominciato ad andare al cinema:
sopratutto western .Forse era di allora ( o forse un anno dopo )
il prim western di classe: Ombre Rosse ma spesso al pomeriggio della domenica mia nonno mi mandava al cinema insieme a mia zia Mariuccia che pero' vedeva in pratica solo films francesi.Fu
cosi' che io vidi Il Bandito della Casbah e poi anche Alba Tragica
e mi sembra anche " Il porto delle Nebbie" Mia zia impazziva per Jean Gabin..
Allora non c'erano divieti e cosi' con mia zia entravo anch'io che
per dir la verita' avrei preferito tuttaltro genere di films.
Solo molti anni dopo mia madre mi disse che mio nonno mi mandava al cinema cojn mia zia perche' io le stessi tra i piedi onde impedire........mia zia doveva essere un poco puttanella !
A casa solite frequentazioni con la mia banda:avevamo anche una specie di piscina nostra costituita dallo slargo di una roggia
che attraversava i campi all'esterno del nostro quartiere.
Tutti nudi e ci divertivamo un mondo:.con nulla !
Regalo di Natale del 1939 una bella biciclettina Velox e l'Enciclopedia dei ragazzi di Mondadori che mi accompagnera' per anni.
Mio nonno mi portava spesso con Lui e cosi' conobbi il famoso
Teatro della marionette IL GEROLAMo e il bellissimo planetario Hoepli ai giardini pubblici inaugurato qualche anno prima.
Ma stava per scoppiare vla bufera.Noi cantavamo le canzoni dei balilla:
Sole che sorgi splendido e giocxndo....tu non vedrai piu' bella cosa al mondo , maggior di Roma......
oppure Fuoco di vesta ....noi siamo la sparanza di una nuova eta'
E cosi' siamo al Maggio 1940 quando all'improvviso tutto precipita
ed in casa sopratutto i volti cominciano a scurirsi.
Fine del messaggio. SEGUE
S&O e cioe' Salvo erropri ed omissioni.Ragazzi sto parlando di cose di oltre sessanta anni fa.Era un altro mondo !
Chi ha qualche cosa da chiedere non si faccia riguardi.Anzi mi aiuta a ricordare !
Un saluto a tutti
dell'ex Balilla Ferruccio
ERO UN BALILLA - 1941-1943
Anche alle scuole medie esterne dei Balilla non se ne parlava pressocche piu'.Nel frattempo la vita in Collegio peggiorava:
faceva difetto soprattutto il cibo.Approvvigionare almeno duecento ragazzi a quei tempi non era facile e ciascuno si arrangiava con qualche cosa che veniva mandato da casa
come biscotti,marmellata etc.
Pagando un supplemento si poteva avere per esempio un uovo al tegamino e chi lo riceveva se lo mangiava con sopra gli occhi di quelli che non se lo potevano permettere.Conturbante anche per un ragazzino.Ci rinunciai.
In inverno molte volte non era possibile lavarsi in quantiol'acqua nei tubi gelava.Era tanto se al sabato pomeriggio si poteva
farsi una doccia calda pero' bisognava asciugarsi al freddo che di riscaldamento nelle camerate e nei bagni non se ne parlava proprio.E cosi' fecero la loro comparsa i pidocchi !
Si ritiornava a casa per la vacenze natalizie ,per Pasqua e per le
vacanze estive.L'atmosfera a Milano si faceva sempre piu' pesante sia per le ristrettezze dovute alla guerra sia per l'andamento sfavorevole della stessa sia per qualche bombardamento che anche se non aveva avuto l'intensita' che avrebbero assunto i bombardamenti del 43 erano comunque bombardamenti che dimostravano l'inadeguatezza delle nostre difese antiaeree.Ricordo che nel 42 comparvero alcune batterie tedesche nei pressi di casa mia con cannoni da 120.
Ad ogni modo i ricordi veramente rimarchevoli vengono con il 1943 ed ero a Milano nel Luglio quando si verificano le " dimissioni " di Mussolini.
Ricordo che i miei mi facevano prendfre delle lezioni di
fisarmonica da una maestro che stava al settimo piano
e cosi' dovevo portare la mia fisarmonica per mezza Milano e
salire le scale.Una pena.La prima conseguenza del 25 Luglio fu
e che mia madre non mi fece piu' andare a lezione causa
la situazione dell'ordine pubblico.Sollievo mio !
Le " dimissioni " di Mussolioni furono accolte come se la guerra fosse ormai finita e ricordo che mio padre prese molto male la frase di Badoglio " la guerra continua " e nessuno capi' che si trattava di un ennesimo inganno ai tedeschi.Nel frattempo dopo lo sbarco gli alleati stavano dilagando in tutta la Sicilia e chiaremente la guerra ormai per tutti noi volgeva al triste epilogo.
Il cosidetrto fronte interno noin esisteva piu' ed in tutti era ormai uno spiriorto di rassegnazione.Uan nuova Caporetto senza pero' il Piave.L'acolto di Rdaio Londra era generalizzato e veniva preso per oro colato tutta la propaganda inglese ed amnericanama sopratutto inglese con il famigerato Colonnello Stevens.
Il fronte della guerra psicologica era altrettanto spèietatamente condotto ed aiu fini bellici era finanche piu' importante di quello guerreggiato.Tristi ricordi.
Era impressionante vedere come improvvisamente tutti fossero contro il Duce e nessuno fosse piu' fascista.Era uno spettacolo
di una trasformazione incredibilmente repentina per non essere di pura convenienza.
Bandiere con stemma sabaudo ai balconi ed alle finestre.Il Re era ancora un punto di riferimento.Ricordo in piazza del Duomo dove io ero andato a curiosare un ufficiale tedesco seguito da gente con bastoni e che si allontanava tallonato da questi.
Ricordo anche in Corso Buenos Aires l'esercito che disperdeva la folla assembrata per un qualche cosa che anni dopo seppi essere stato un comizio comunista.C'era anche uno di quei cingolati
piccoli piccoli che faticava anche a salire sul marciapiedi
e che mi fece pensare che forse il nostro armamento non era stato molto adeguato.
Si arrivo' cosi' all'8 Agosto e li' comincio' la vera tragedia.
Segue
Un saluto a tutti.
ERO UN BALILLA - AGOSTO-SETTEMBREB 1943
Di quel periodo i ricordi prendono a manifestarsi in me sotto forma quasi di fotografie:quasi un album dei ricordi.
Visione di un articolo del Corriere della Sera dove si parla della vita privata del Duce e della sua relazione con la Petacci.Conservero sempre una speciale avetrsione per questo giornale.
Bombardamento di Milano 8 Agosto.colpi fortissimi dal pavimento del rifugio antiaereo.
Bombardamento di Milano 8 Agosto.Uan ragazza em
erge dalle macerie della sua casa in Via Hayz a Milano tireandosi dietro un catino con relatvio treppiede e grida felice E' mio ! L'ho trovato !
Visione di un signore che mi dice:iin via Maiocchi non si puo' andare perche'ci sono sessanta morti in una cantina colpita da una bomba.
Da Cittiglio sopra Como dove siamo sfollati visione di Milano sotto i bombardamenti.Nesun rumore ma solo grandse luce rossa
cangiante.Dietro di noi le luci di Chiasso parte svizzera.
A Milanoi vicino a casa mia grido ai miei che non hanno il coraggio
di guardare se la nostra casa ce' ancora:C'e' ancora c'e'ancora.Non l'avevano ancora pagata del tutto !
Mio nonno ridotto ad un barbone, restato a custodire la casa
sotto i bombardamenti.Ha sparato contro dei ladri e una porta ha i segni delle revolverate.
Visione di piazza San Carlo a Milano.le colonne stanno in mezzo alla piazza e si e' formata una collinetta di macerie sulla quale transito.una voce: indicando l'ex cinema Ambascitori che brucia.Ce' dentro il portinaio ! io gli dico.come si fa ad entrare sta briuciando tutto !.
Visione della mia famiglia in biciletta alla sera uscendo da Milano
in mezzo al fumo dei nebbiogeni.
Di mattina presto rumore di un crollo.E' una casa vicina gia' colpita in Agosto che si affloscia completamente.
Visione di case distrutte nel mio quartiere angolo via Sangallo.
8 Settembre:assembramento di gente intyoprnmo ad una edicola dove distribuiiscono il giornale lì'Italia Libera.Grido a mia mammma:La guerra e' finita !
Voce del maresciallo Badoglio che da un disco comunica l'armistizio
Del disco lo sapremo piu' tardi.
Carri armati tedeschi passano sferragliando di fronte a casda mia.
Nel cielo un aereo traccia un nodo di Savoia.
Insieme ad alcuni compagni eliminiamo dei paletti messi dai tedeschi ad indicare una palificazione per una linea telefonica d'emergenza.Visione, da lontano, dei tedeschi piuttosto incazzati
Mio nonno Angelo viene dal Lodigiano in bicicletta con roia da
mangiare.Negli anni successivi sopravviveremo grazie a Lui.
Alla stazione di Bergamo ( io sono diretto a Clusone in collegio )
da un carro merci piovono pezzi di carta.Ne raccolgo qualcuno insieme ad altre persone.Sono diretti a famigliari di nostri soldati portati in Germania dai tedeschi.Pregano di avvisare i famigliari
dei quali danno l'indirizzo.Dal Collegio ne spedisco tre.
Visione di un cannone di grosso calibro italiano abbadonato sulla strada per San Lucio sul pizzo Formico.Mio fratellino Marco ne asporta i pezzi in ottone.
Quell'anno non vi furono piu' iscrizioni alla Opera Nazionale Balilla.
Fu comunque un anno durissimo ma qui terminano le mie memorie come Balilla.
Se qualcuno lo vorra' potro' descrivere il periodo dall'autunno 43 al 45 l'anno piu' significativo della mia vita.Quasi due anni ma
quali anni !
Da Clusone e poi alle vicinenze della Repubblica dell'Ossola e quindi dal Settembre 44 all'Aprile 45 la MILANO DI ALLORA '
UNA MILANO veramente da raccontare !
Ed ora Vi lascio. Tornero' se vorrete dopo l'( Ottobre pertche' devo assentarmni per lavoro.
Un saluto a tutti.Spero di averVi interessato ed anche un poco
divertito malgrado le tragedie di quel tempo che io atteraversai prima con gli occhi di bambino e quindi di adolescente.
Re: ERO UN BALILLA - AGOSTO-SETTEMBREB 1943
Citazione:
Originally posted by Ferruccio
Ed ora Vi lascio. Tornero' se vorrete dopo l'( Ottobre pertche' devo assentarmni per lavoro.
Certo che lo vogliamo... :):):)
A presto.