Tutto considerato, ero capitato abbastanza bene. Famiglia discretamente benestante. Capo famiglia e padre-padrone mio nonno Ambrogio, classe 1880. Era Lui che faceva le parti del bollito a tavola! Da operaio salariato ad artigiano nel 1925. Si era costruito una villetta in periferia a Milano, dove stavamo tutti, inclusa una zia ed una grossa femmina di bulldog di nome Ariel. Era cominciata la grande depressione del 1929, ma i miei avevano avuto la fortuna di avere assunto delle commesse in Vaticano al seguito di un loro importante cliente costruttore milanese diventato Ministro dei Lavori pubblici in Vaticano: erano cominciati grandi lavori con i soldi che lo Stato italiano aveva dato alla Chiesa per il Concordato, e così la mia famiglia non conobbe le difficoltà economiche che molti soffrirono in quel periodo.
Una parola sulla mia città, Milano.
Milano oggi non è che la pallida copia di quello che era Milano allora. Milano era una città in fortissima espansione con una coscienza di se stessa da vera protagonista della vita nazionale derivata dall'essere stata una artefice sia nel Risorgimento che in tutti gli eventi storici e sociali seguenti; in particolare, era stata la capitale dell'interventismo nella prima guerra mondiale e la città dove era nato il fascismo. Futurismo, movimento artistico NOVECENTO di Margherita Sarfatti, problematiche sociali con i moti del 1898, creazione di grandi industrie si fondevano in una coscienza di forza che dava a Milano il primato in Italia. Grandi Sindaci le avevano dato una grande efficienza amministrativa e organizzativa. I Milanesi come noi andavano orgogliosi di essere partecipi alla vita di una città come quella. Lo spirito milanese di quell'epoca e' ben rappresentato dal quadro di Boccioni "Una città cresce".
Per essere chiari: non era la Milano da bere di ieri mattina e dominava la vita nazionale sociale, politica, culturale, industriale.
Oggi è l'ombra di quello che fu allora.
Fine primo messaggio
Milano piu' che una città era una fede nell'avvenire.
Il nostro quartiere era un quartiere di operai e di piccola borghesia, Vicinissimo ai grandi insediamenti delle Case Popolari di Milano di piazzale Insubria e piazzale Martini. Più che un quartiere sembrava un paese disposto intorno alla Parrocchia
e all'asilo infantile.Oggi come oggi, almeno come vista è cambiato pochissimo. Era un quartiere i cui abitanti facilmente socializzavano tra loro.




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