La Lega lancia l'allarme "soppressa"
"Fra un po' sarà abolita dai banconi dei salumieri perché i musulmani diranno che è razzista", tuona il consigliere regionale del Carroccio, Federico Caner.
ROMA - ''Cous-cous e sushi, preferibilmente consumati in un rinomatissimo ristorante che fa tanto glamour'', al posto di ''soppressa e polenta''. E' lo scenario rilanciato dal consigliere regionale leghista Federico Caner, sulla scia delle affermazioni del sindaco di Treviso Giancarlo Gentilini che nei giorni scorsi, durante la protesta dei lavoratori stranieri regolari sul sagrato del Duomo, aveva parlato di difesa della ''razza Piave'' contro ''gli annacquamenti' determinati dagli immigrati.
''La 'soppressa, delizioso e impareggiabile 'insaccato - icona' della cultura culinaria veneta, tra non molto verra' bandita dai banconi dei salumieri perché tacciata di essere un prodotto razzista'', ha affermato Caner in una nota diffusa da palazzo Ferro Fini.
''Questo accadrà presto'', sostiene l'esponente del Carroccio, sottolineando che ''il motivo e' semplice'', visto che ''la stragrande maggioranza degli immigrati è musulmana, religione che pone il veto della carne di maiale sulle abitudini alimentari dei suoi adepti''.
''Poco importa che ciò sia dovuto forse più a ragioni climatiche e igieniche legate al territorio magrebino che a dettami sacri'', prosegue Caner precisando che la soppressa è il ''simbolo di riconoscimento culturale per il Veneto, per la 'razza Piave''': quella stessa ''razza Piave' tanto vituperata e pateticamente oggetto di strumentalizzazione''.
''Oggi questo mio ragionamento, chiaramente provocatorio, fa sorridere - ironizza il consigliere - ma non credo in realtà di discostarmi tanto dalla verità kafkiana di cui siamo involontari spettatori''. A proposito degli attacchi allo sceriffo della Marca, Caner parla di ''teatrino mediatico'', e sulla ''razza Piave'' sostiene che a coniare l'espressione non e' stato Gentilini, rimasto ''vittima di un errore di 'sopravvalutazione'''.
L'espressione ''razza Piave'', precisa l'esponente del Carroccio ''ha radici storiche, culturali, non indica un'etnia ma un modo di essere, sorto dai lutti della Grande Guerra, alimentato dal temperamento combattivo della popolazione di quell'area, e che poi ha preso persino un profilo sportivo, settore dove la sana tenacia è
l'elemento fondamentale per salire sul podio più alto''.
Ma a sbagliare sarebbe stato anche lo stesso Gentilini, che ''si era illuso che gli 'sputasentenza' conoscessero questa espressione, dal momento che chi in genere si arroga il lusso di dare dei razzisti ai leghisti se ne intende di tradizioni, di cultura e di abitudini popolari''.
(4 SETTEMBRE 2002; ORE 15:15)
Calderoli,Bossi,etc.etc. aprite le moscheeeeeeeeee!!!!!!!




Rispondi Citando
