A Radio Padania il sindaco di Treviso ostenta indifferenza
per le contestazioni della sinistra
«Ogni giorno ricevo tonnellate di carta: attestati di stima
e solidarietà anche dall’estero»
MILANO - Dopo il braccio di ferro sugli extracomunitari abusivi sfrattati dalle case popolari, sul sindaco di Treviso si è riversata una valanga di messaggi di solidarietà e attestati di stima. Lo ha rivelato ieri lo stesso Giancarlo Gentilini, intervistato a Radio Padania libera dal direttore dell’emittente, Matteo Salvini. «Ogni giorno - ha raccontato “super G” - ricevo tonnellate di carta, adesioni al mio operato non solo dalla Padania, ma un po’ da tutto il mondo, da Germania, Francia, Gran Bretagna e Usa». Così Gentilini non si scompone nell’apprendere di alcune sporadiche iniziative di boicottaggio ai danni della sua città. E fa spallucce all’Auser della Cgil di Modena e all’insegnante di Livorno che annunciano lo “sciopero” delle visite guidate nella «razzista» Treviso. «Questa - ha detto il sindaco - è la politica distorta di tutte le bande della sinistra» che di proposito «hanno equivocato sul razzismo: non ho mai sostenuto che la “Razza Piave” sia superiore alle altre. Semplicemente parlavo di una stirpe che ha portato in tutto il mondo onestà, trasparenza, buona volontà. Che non si è mai ribellata alle leggi, non si è mai sognata di occupare le chiese: nessuno di noi, come invece hanno fatto quegli stranieri, si è mai allacciato illegalmente e per 5 anni all’acquedotto rubando acqua al Comune». E Gentilini ha sottolineato che gli extracomunitari trasformati in vittime dalla sinistra e dall’associazionismo cattocomunista vivevano con tutti i comfort, «tv, parabole e automobili» ma non volevano pagare l’affitto. Una realtà ben conosciuta dai cittadini trevigiani, che si sono schierati col loro sindaco, lasciando cadere nel vuoto gli attacchi degli esponenti della sinistra. E Giancarlo Gentilini approfitta dell’intervista per assestare una stoccata a chi ha tentato di strumentalizzare la vicenda. «Penso al sindaco di Roma, al diessino Walter Veltroni - ha detto il primo cittadino - che ha voluto speculare sulla questione della “Razza Piave”. Ma cosa parli di razzismo tu che discendi da quella razza comunista che ha seminato milioni di morti? E’ meglio che pensi agli intrallazzi della tua città».




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