Governare tirando a campare
Sergio Billè (Confcommercio)
Picchia duro Sergio Billè sul PIL che rantola, sulle “briciole da un milione al mese” riservare ai pensionati e su misure come “il falso in bilancio, che non servono a chi deve fare la spesa ogni giorno”………”oggi paghiamo il prezzo di decisioni sbagliate, assunte nell’estate dello scorso anno da un ristretto e privatissimo club di soci che ha messo il primo posto il rilancio dell’offerta industriale e non quello dei consumi. E poi, non contento di questo il club non ha affrontato con gradualità a prudenza la riforma del lavoro. Visto il difficile momento economico non c’era il bisogno di dare un calcio negli stinchi ai lavoratori modificando l’art.18.”
“Mi auguro che il governo si ravveda, metta in ferie i club e decida di fare l’unica cosa che questo paese chiede da un pezzo: una vera riforma fiscale . Solo così si potrà porre fine al tormentone sui prezzi e tariffe, che prima di spaventare i consumatori spaventa i commercianti molti dei quali proprio per il crollo dei consumi non vedendo vie d’uscita dal tunnel sono vicini alla canna del gas”.
“Dulcis in fundo, per un governo che aveva dichiarato guerra al sommerso il condono è un provvedimento che ha il sapore del paradosso. Molti però lo aspettano, lo hanno messo in conto cominciando ad evadere le tasse”.
Il premio fiscale col trucco: gli imprenditori dovranno pagare per centinaia di assunzioni. La CNA: “Se Roma non rifinanzia la legge ritiriamo la firma dal patto per il lavoro”.
(Bologna) Migliaia di imprenditori infuriati con il Governo. Gli artigiani della Cna sul piede di guerra . Da un capo all’altro della regione si moltiplicano le proteste. La ragione? Il governo ha bloccato, e di fatto eliminato il bonus lavoro. Il premio fiscale previsto da una legge del 2000 (la numero 388) a chi assume in pianta stabile un lavoro precario. L’incentivo (tecnicamente un credito di imposta) di 413 Euro al mese per ogni posto fisso in più creato dalle piccole e medie aziende. La decisione contenuta in un decreto varato in pieno agosto dal ministro dell’economia Tremonti ha messo un tetto di spesa (in pratica cancellato) i benefici agli imprenditori che hanno assunto i dipendenti in pianta stabile. Non solo, a centinaia di aziende è stato chiesto di rimborsare il fisco perché nella quota mensile delle loro tasse avevano “indebitamente” trattenuto i 413 euro previsti dalla legge. Uno scherzo che il presidente della Cna definisce “Una beffa” del governo e che sta provocando un terremoto tra piccoli e medi imprenditori che si sentono ingannati dal fisco. “Se il governo non rifinanzia la legge, la Cna ritiri la firma al patto per il lavoro- minaccia il direttore riminese dell’organizzazione- questa novità creerà problemi alle assunzioni .
(da La Repubblica del 6.9.)
Per fortuna che c’è almeno il governatore della Puglia, Fitto, che raccoglie tante soddisfazioni dai suoi concittadini………….




Rispondi Citando