Non è bastata alla sinistra ufficiale l'ennesima batosta elettorale del giugno scorso; non le è bastato lo snaturamento della propria identità sociale, la perdita fino alla mutazione genetica del proprio tradizionale elettorato operaio e “proletario”. Alemanno ha vinto due anni fa nei quartieri popolari della capitale, non ai Parioli dove l'ha spuntata il PD; nel Nord la classe operaia vota da più di dieci anni Lega, nella Torino della Fiat come a Milano, ma pare che nessuno a sinistra voglia riflettere su questa tragica deriva che sta trasformando tutte le anime dell'ex PCI nel partito dei corifei del multiculturalismo e dei neo-salsicciari delle feste dell'Unità, tanto tragicamente neo-liberals quanto entusiasticamente “antirazzisti”. Non le è bastato tutto questo alla sinistra ufficiale, perché alla prima occasione pur di dare addosso a Berlusconi e di assecondare il patron De Benedetti e i suoi giornali, ricomincia il coro. Anche i suoi leaders più responsabili: Bersani alla festa genovese del PD accusa il centrodestra di ideologismi a proposito delle ultime vicende di Lampedusa: il candidato principale alla successione a Franceschini pensa alle pagliuzze altrui ma non vede le travi che hanno impalato la leadership ex piccista alla croce dell'autodistruzione. Idem Fini che – da destra - parla di emotività con riferimento alla questione sicurezza, ma non guarda con la stessa lente alla questione immigrazione, dove chi vuole un controllo del fenomeno è immediatamente tacciato di razzismo e di violazione dei “diritti umani”.
Che è successo a Lampedusa nei giorni scorsi, tanto per cominciare? Sembrò a ingenui e furbi che il gommone dei 5 eritrei fosse carico di un'ottantina di persone ....
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