Revolution OS: l'open source nei cinema
Un film-documentario con Linus Torvalds (il fondatore di LInux) per protagonista verrà distribuito nelle sale americane. Da film-culto a icona della controcultura del software libero
MILANO – La leggenda pionieristica dell’open source diventa un film e il protagonista non poteva che essere uno dei filosofi del “software libero”, Linus Torvalds. Il titolo del film-documentario riassume in due parole l’essenza della controcultura cyber: “Revolution OS”, con questo nome infatti la storia del movimento hacker promette di arrivare presto nelle sale dei cinema americani.
Il film, girato da J.T.S Moore, uno studente di cinematografia di Los Angeles che a Linux (il sistema operativo inaugurato da Torvalds) ha dedicato la tesi di laurea, è già circolato nelle sale della Silicon Valley. Lo hanno visto anche alcuni manager di società del calibro di Hewlett-Packard e IBM ed è circolato anche in alcuni film festival degli Stati Uniti. Ma da film di culto adesso Revolution OS (girato nel ’99, durata 85 minuti) promette di diffondersi a macchia d’olio, grazie ad alcune case di distribuzione.
In gran parte basato su interviste allo stesso Torvalds, la pellicola ha anche un suo leitmotiv musicale: la "Free Software Song", interpretata dalla banda rock "GNU-Stallman" e composta da Richard Stallman, fondatore del GNU (Gnu's Not Unix), anch'egli tra i più noti pionieri della "fonte aperta". E proprio Stallman e Torvalds sono i contrapposti protagonisti dell'irrisolta polemica che, in qualche modo, attraversa tutto il film: ovvero se sia stato Gnu o Linux a iniziare la rivoluzione del software libero.
Ma non ci sono solo i due “santoni” nel film. Revolution OS è infatti l’occasione per raccontare a più ampio raggio la storia dei primi hacker che si ribellarono al monopolio Microsoft (che definisce Linux un “cancro per la proprietà intellettuale”). Bruce Perens, Eric Raymond, Brian Behlendorf, Michael Tiemann, Larry Augustin, Frank Hecker e Rob Malda, tanto per citare qualche nome, sono presenti nel documentario, che – fra le varie considerazioni – dimostra come l’open source non sia più un fenomeno di nicchia e d’interesse solo per “smanettoni” del computer. In attesa che Revolution OS compaia in Italia, su internet si possono vedere otto minuti del film : Torvalds e Stallman in presa diretta.
(3 SETTEMBRE 2002, ORE 14




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