Il sequestro è avvenuto l’altro giorno a Civitanova Marche.
Sigilli per il film a luci rosse. Attori senza sapere di esserlo
Il regista mesi fa si era "esibito" anche in una palestra vicentina
A Vicenza non si era ribellato nessuno perché l’"impiegata" commercialista, brava in contorsioni erotiche sull’improvvisato set di una palestra, non l’aveva riconosciuta nessuno. A Macerata invece non è andata così e la procura ha disposto il sequestro del film porno su tutto il territorio nazionale. Si trattava di due videocassette girate a Civitanova Marche e nelle quali sono riconoscibili alcune persone del posto, completamente ignare di aver preso parte al set - tra l’altro in posizione ingenua - fino a quando le pellicole non sono arrivate in edicola. Il provvedimento è scattato per le querele presentate dal titolare di un fast food del quartiere di San Marone in cui sono state abusivamente girate le scene e da due fidanzati, un universitario di 20 anni e la sua ragazza di 17, che si trovavano casualmente nel fast food perché la giovane doveva sostenere un colloquio di lavoro. Le querele sono state presentate contro il produttore e il regista del video porno, intitolato «Le maiale della Padania» e sottotitolato «girato a Civitanova». Nel filmato figurano tre scene hard girate su una spiaggia, nel bagno del fast food e in un'auto parcheggiata in aperta campagna nei pressi dell'ospedale civitanovese. Gli attori, sicuramente professionisti del porno, hanno il volto coperto da una mascherina che li rende irriconoscibili, ma durante le scene riprese nel locale pubblico si scorgono le gambe di una coppia che si avvia verso la toilette dove poi avviene la scena hard, e la telecamera inquadra i volti del titolare e di alcuni avventori, fra cui i due giovanissimi fidanzati, coinvolgendoli a loro insaputa nella sceneggiatura. Una scelta di "marketing" che ha fatto esaurire in poche ore tutte le scorte di videocassette fornite ai rivenditori della cittadina marchigiana. Sembra che la produzione cinematografica abbia fatto ricorso allo stesso sistema anche in altre parti d'Italia, riciclando ogni volta le medesime scene di sesso ma facendole apparire girate in una specifica zona inquadrando paesaggi, locali pubblici o addirittura persone del posto. Episodi analoghi erano avvenuti a Firenze e a Vicenza, con l’accortezza di non mostrare i volti degli attori non protagonisti.




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