Il Carroccio bolognese:
cosa c’entrano i musulmani con Ground Zero?
CASALECCHIO - «La proposta della preghiera ecumenica lanciata da pa-dre Michele Casali per ricordare le stragi dell’11 settembre, è solo l’ultimo segnale in ordine cronologico della degenerazione interna alla Chiesa cattolica causata dal pensiero postconciliare»: Alessandro Ori, Capogruppo della Lega Nord a Casalecchio di Reno, e Giulio Nesi, responsabile dei Giovani Padani commentano così il modo in cui la parrocchia locale vorrebbe celebrare l’anniversario della strage di Ground Zero. «Pare evidente, difatti, che il delirio ecumenico intriso di ideologie marxiste e massoniche - affermano i due esponenti del Carroccio - stia mietendo più vittime fra gli appartenenti al clero cattolico, di quante ne abbia fatte la peste nei secoli passati. Ricordare le vittime delle stragi americane è più che doveroso, ma fare nel modo proposto da padre Michele Casali non ci vede per nulla d’accordo. Come si può pregare assieme ai fedeli di una religione, l’Islam la cui intolleranza verso le altre religioni sta proprio nella sua fonte dottrinale? Nel Corano, infatti, vi sono alcuni versetti che incitano a combattere gli infedeli e il mondo è pieno di esempi concreti di quest’odio che i musulmani nutrono verso le altre religioni. Alcuni esempi? Le innumerevoli vittime cristiane uccise in questi ultimi anni nelle Isole Molucche perché si rifiutavano di diventare musulmani: le statue giganti dei Buddha distrutte dai talebani, fino ad arrivare alle stragi compiute in America dai terroristi islamici. Sinceramente, consigliamo a padre Casali la lettura attenta del “Rapporto 1998 sulla libertà religiosa nei paesi a maggioranza islamica” in cui si evince che in tutti i paesi a maggioranza musulmana i cristiani sono discriminati e vivono sotto costante minaccia. Come si può pregare assieme a delle persone che, disprezzando la religione cristiana, hanno definito il crocefisso un “cadavere in miniatura”?».
«Forse padre Casali - sottolineano Ori e Nesi - ha la memoria corta e allora glielo ricordiamo noi: nel novembre del 2001, durante la trasmissione televisiva “Porta a Porta”, Abdel Smith, il presidente dell’Unione dei musulmani d’Italia, disse che bisognava togliere il crocefisso dalle scuole perché quel cadaverino inchiodato a un pezzo di legno spaventa i piccini! E lo stesso Smith, minacciò di portare 5000 fedeli musulmani in piazza Maggiore per protestare contro l’affresco in San Petronio di Giovanni da Modena».
«Inoltre, vorremmo sapere chi sarà l’Imam che martedì sera accetterà di pregare nella biblioteca di S. Domenico? Speriamo non sia Nabil Bayoumi, direttore del Centro di cultura islamico di Bologna, che in un’intervista aveva dichiarato che “i Kamikaze non sono altro che persone che combattono una battaglia per difendersi” e “Osama Bin Laden è solo un uomo che difende la propria terra”. È bene che i cattolici bolognesi - proseguono i due dirigenti del Carroccio - che intendano prendere parte alla preghiera, sappiamo bene con chi dovranno condividere questo momento religioso. Ossia, sarebbe paradossale trovarsi a pregare assieme a un imam, una guida spirituale islamica, le cui intenzioni non fossero proprio pacifiche». A tal proposito il deputato della Lega Nord, Andrea Gibelli, ha denunciato che fonti d’intelligence ritengono che Ahmed El Bouhali, un imam vissuto a Cremona, sia morto in Afghanistan, probabilmente nelle file dei talebani e degli uomini di Osama Bin Laden! «Invitiamo i fedeli cattolici - concludono Ori e Nesi - a disertare la preghiera ecumenica e ad ascoltare il Cardinale Biffi. Organizzeremo una messa di riparazione».




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