rieccomi dopo un viaggio internazionale per lavoro...
Scena in un aereoporto USA (non specifico dove):
uscito dal gate, mi avvio all'area di ispezione passeggeri. Consueta revisione ai raggi x della valigia e della borsa... la ripetono, perchč "vedono" qualcosa di sospetto. Mi fanno aprire la valigia e frugano tra camicie e calzini. Uno tira fuori un calzante di metallo e lo osserva con fare circospetto, non potendo definire l'oggetto. Io faccio dei gesti eloquenti per indicare l'uso di quell'arma micidiale, ed allora un poliziotto si illumina e sorride "shoes horn!". Rido anch'io, rifaccio la valigia e proseguo per il punto di revisione successivo.
Passaporto e visto. Li consegno a un tizio che mi scruta sospettoso, manco fossi un luogotenente di Ben Laden in persona. Mi fa una sfilza di domande, quasi un terzo grado. "Dove č diretto?" "Cosa ci viene a fare negli USA?" "Ma scusi, perchč proviene dal *****?" "... e perchč va al *****?" "Che lavoro fa?" "Ma come, non ha un indirizzo di Hotel negli USA?". Cerco di spiegargli che viaggio per lavoro, che sono solo "in transit" nel suo bel paese... niente, non si convince. Mi prende per un immigrante illegale o uno che ha intenzioni poco chiare (terrorista?). Insomma dieci minuti di tira e molla estenuanti. Alla fine riprende in mano tutti i documenti, il passaporto, il visto, i biglietti aerei e decide che non sono un individuo "pericoloso". Passo quindi all'ispezione doganale e finalmente all'area interna dell'aereoporto. Uff...
Per finire, l'aereoporto č stra-pieno di bandiere a stelle e strisce. Bianco, rosso e blu dappertutto: stendardi, coccarde, striscioni, cravatte, t-shirts... Ah, il patriottismo! god save america! getto uno sguardo distratto e sprezzante su quella parafernalia kitch grondante di retorica appiccicosa mentre mi avvio a passi rapidi a prendere il taxi...
saluti




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