Ormai è una consuetudine ascoltare la frase “dopo l’11 settembre il mondo è cambiato, la nostra vita è cambiata”. Ma è veramente così? E cosa si intende per vita che è mutata? La vita cambia inevitabilmente col passare dei secondi, si rinnova e si evolve. Ma quando si fa riferimento ad un mutamento radicale credo non si possa prescindere da un cambiamento anche delle abitudini dei cittadini, un modo di intendere la vita completamente nuovo. E’ quello che è successo dopo i tristi avvenimenti dell’11 settembre di un anno fa?
Certo, si è combattuta una guerra. Una delle tante che continuano ad andare in scena, lontano da noi. Il pericolo terrorismo cresceva sempre più, Bin Laden era già il “terrore” di noi occidentali e la caccia a lui era aperta. Ma questo non ci ha impedito di continuare la nostra vita normalmente e dopo l’attacco alle Twin Towers nessuno ha avuto paura ad entrare in un centro commerciale o in un museo. In Italia abbiamo trascorso mesi ad interrogarci sul gioco orrendo della nazionale di Trapattoni, quindi sul tradimento di Ronaldo e sul campionato che non inizia per lo scontro su questioni economiche tra le società di serie A. Figuriamoci quanto sia cambiata la nostra vita... l’euro è entrato nel nostro quotidiano, con i pro e i contro ad esso legati, il concorso di miss Italia ha visto trionfare una bionda, ma il ribaltone che ha visto non premiata la solita bruna sembra poter essere imputato ad altre ragioni.
Si ha la sensazione che si voglia creare a tutti i costi una forma di ansia e di cambiamento, che gli psicologi americani hanno individuato sotto molteplici aspetti nella vita quotidiana degli americani (più voglia di intimità e sesso, meno televisione e chissà cos’altro). Ma aldilà di una sorta di inquietudine dalla quale ci si riesce facilmente a distogliere, i nostri incubi non sembrano certo legati a quell’11 settembre, anche se la retorica divulgativa ci impone di far finta di crederlo.




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