Ecco un piacevole articolo tratto da “Le Vie del Mondo”, rivista geografica d’altri tempi (non credo sia continuata), quando la mentalità ufficiale era ancora anni luce dal buonismo “politically correct” venuto a prevalere negli ultimi decenni del secolo scorso, cresciuto nel sovversivismo di Berkeley e dell’ambiente dei campus americani, e da li sparsosi all’esterno come un’infezione assieme all’integrazione dei suoi laureati nella società e nei media. Per la verità l’ambiente era già più che pronto a rendere ufficiali i dogmi dell’antirazzismo radicale, avendo una serie di personaggi (appartenenti ad un’etnia ben precisa) con in mano le redini economiche e mediatiche, prima dissodato per bene il terreno, poi piazzato in tutti i punti visibili gli exempla per le nuove generazioni. Fornendo, insomma, il supporto materiale per questo processo, fungendo da lievito per la fermentazione sovversiva definitiva delle società bianche.




Rispondi Citando

