quando riferiva che il lavoratore (si riferiva ovviamente al lavoro del 700' in fabbrica) rischia di diventare tanto simile ad una bestia, quanto solo un essere umano può esserlo
Lo lessi sicuramente nel libro di noam chomsky "sulla nostra pelle", appena lo trovo trascrivo pagina e definizione
Ma tornando alla divisione del lavoro, secondo Smith, come dicevo, esso è appunto figlio della saggezza umana, ma anche fautore di questa, poiché permette a una ristretta elite di dedicarsi al pensare e al ragionare, ristretta elite che poi fornirà alla popolazione impegnata nella altre attività tutti i propri pensieri. Tuttavia egli critica la divisione classista anticipando quella che poi Marx definirà l'alienazione, cioè l'incapacità dell'intelletto umano di potersi realizzare compiendo sempre le stesse azioni che spesso hanno sempre lo stesso effetto (è questo il caso di chi lavorava in fabbrica ad esempio). Questo porta quindi a una crescente ignoranza e ad un decadimento del senso critico umano, alimentando così la divisione classista e diminuendo la produttività della persona. Egli è quindi convinto che ogni stato civile dovrebbe abbattere questo problema, ma egli stesso interrompe qui il suo ragionamento, non potendo trovare soluzioni che mantengano coerenza con il liberismo.





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