Favorevoli al girotondo il 36% degli italiani, contrari il 31%, senza opinione il 33%.
A favore del girotondo quasi tutti quelli di sx, 1/3 degli elettori di centro, 1/6 degli elettori di centrodx e molti di quelli che non hanno collocazone politica.
L'unica cosa che manca ora al centrosx è un leader riconosciuto, che possa raccogliere i voti degli emigrati delusi del centrodx.
Corriere della Sera, 17.9.02
I NUMERI
Moretti e gli elettori di centrodestra
di RENATO MANNHEIMER
Il giudizio sulla manifestazione dei «girotondini» divide gli italiani in tre gruppi, di numerosità non molto dissimile. Il primo, comunque più ampio (36 per cento), vede con favore l'iniziativa. Il secondo, poco meno consistente (31 per cento), è di parere opposto. Ma c'è, al solito, un terzo gruppo (33 per cento), costituito da chi non segue abitualmente le vicende politiche (in larga misura giovani under 25 e persone con basso titolo di studio), che dichiara di non avere alcuna opinione in proposito. Vale la pena di ricordare che si tratta di un segmento spesso trascurato dalla comunicazione politica o estraneo a quest'ultima, che tuttavia si reca per la maggior parte alle urne e che spesso è decisivo per il risultato elettorale.
Il favore per la manifestazione appare crescente al crescere del titolo di studio, con punte più elevate tra impiegati, dirigenti e insegnanti. Al solito, l'approvazione è massima tra chi ha dai 45 ai 54 anni, la generazione che ha «fatto il '68» e che da sempre è la più entusiasta delle iniziative della sinistra. Ma, com'è ovvio, il giudizio dipende principalmente dalla collocazione politica.
Moretti ha conquistato la parte maggioritaria del centrosinistra, ma anche grossomodo un terzo dell'elettorato di centro, un sesto di quello di centrodestra (anche se, ovviamente, la maggioranza di quanti si collocano in questi settori dello schieramento politico si dichiara ostile alla manifestazione) e una porzione rilevante di quanti non hanno una posizione politica.
Insomma, una quota significativa dell'elettorato nel suo insieme vede con simpatia i girotondini. Ma riusciranno questi ultimi a far «fruttare» politicamente questo patrimonio di consensi? Molti hanno affermato che questa è una sorta di «missione impossibile», data la grande disparità di intenti, opinioni e ideologie riscontrabile in P.zza S. Giovanni.
Si tratta in realtà di un limite superabile solo se le differenziazioni vengono annullate o attenuate dalla fiducia condivisa in un leader capace di sintetizzare in sé gli elementi comuni. La manifestazione di sabato ha evidenziato ancora una volta quello che è oggi il principale fattore di debolezza dell'opposizione: l'assenza di un leader comune e riconosciuto. Ma, forse, ha dato il via al processo di formazione di quest'ultimo




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