Febbraio 1945: la sorte di Dresda
Caro Mieli, in occasione dell’11 settembre avrei ripensato alla sorte di Dresda anche se Vittorio Messori non avesse pubblicato, sul numero di questo mese di “Jesus”, un documentato articolo dedicato all’incenerimento della città nel febbraio del 1945. Allora gli angloamericani polverizzarono la capitale della Sassonia e almeno duecentomila suoi abitanti, tutti civili, dato che la città era un’immensa opera d’arte a cielo aperto e vi erano affluite masse di sfollati dalle regioni limitrofe perché si pensava che, non ospitando installazioni militari, sarebbe stata rispettata fino alla fine. L’articolo di Messori aggiunge particolari agghiaccianti a quanto già sapevo: ad esempio, che una seconda incursione fu spaziata del tempo necessario affinché in città affluissero i pompieri e soccorritori, in modo di uccidere il più possibile anche di loro…e tutto questo a pochi giorni dall’arrivo dei russi in città. Non ho mai sentito, in questi decenni, rinfacciare agli statunitensi e agli inglesi loro complici quest’atto di gratuito, barbarico, organizzato terrorismo su vasta scala; e non ho mai visto intervistare i superstiti o i loro discendenti, scavando nel loro dolore e ingigantendolo di fronte al mondo.
Daniele Borlenghi
Lettera pubblicata nella rubrica di Paolo Mieli sul Corriere della Sera del 17 settembre 2002 pag.39




Rispondi Citando
