Nella sua rubrica quotidiana sul "Giornale" Vittorio Sgarbi se la prende giustamente il 16 settembre con Enzo Biagi e con la sua strampalata citazione di due versi di Francesco Berni, poeta satririco del '500. I versi in questione, di cui Biagi non ricordava nemmeno l'autore (anche se per la verità si scusa della citazione a memoria), sono da lui così riportati; "Il poverino non se n'era accorto:/ andava combattendo, ed era morto". L'errore è evidente in quanto i versi suonano: "Così colui, del colpo non accorto,/ andava combattendo ed era morto". Solo che Sgarbi ne commette asua volta uno, attribuendo i versi a un'inesistente " parodia" dell'"Orlando Innamorato". Si tratta invece della "versione toscana" dello stesso poema, che circolò in tempi di purismo al posto dell'originale, fin quando Antonio Panizzi, esule modenese, non ritrovò questo a Londra e lo pubblicò ai primi dell'Ottocento, in epoca di riscoperta delle lingue locali e dei dialetti (il poema del Boiardo era notoriamente infarcito di "padanismi", tanto che non dovrebbe dispiacere alla Lega Nord). Che gusto censire i censori.




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